Ho sempre avuto una passione per le lingue e per i loro meccanismi, un fascino che mi ha portata a studiare per diventare traduttrice: una professione che non ho mai esercitato formalmente, ma che rimane il punto da cui nasce il mio modo di pensare alla comunicazione e la convinzione che le parole vadano scelte, non solo “trovate”.
Dal 2011 lavoro nella scrittura e nella comunicazione: ho iniziato occupandomi di copywriting e contenuti, per poi avvicinarmi al brand journalism e assumere progressivamente la responsabilità della strategia editoriale dei clienti. Negli ultimi anni il mio lavoro si è concentrato sempre di più su come l’intelligenza artificiale stia cambiando il modo in cui i contenuti vengono scritti, trovati e citati.
Oggi lavoro “all’incrocio” tra content strategy, SEO e AI, progettando strategie e contenuti capaci di costruire autorevolezza e visibilità in un ecosistema in cui non sono più soltanto i motori di ricerca a decidere cosa viene trovato: sempre più spesso sono anche i sistemi generativi a selezionare, utilizzare e citare le informazioni.
È proprio ciò che succede quando linguaggio, giornalismo, strategia e tecnologia si incontrano a interessarmi di più: come cambia il modo in cui raccontiamo un brand, costruiamo autorevolezza e facciamo in modo che un contenuto raggiunga davvero le persone per cui è stato pensato.
Cerco inoltre di non separare ciò che faccio da ciò che considero importante, per questo porto nel mio lavoro, ogni volta che posso, temi come femminismo, inclusione, diversità e accessibilità: non come elementi accessori alla comunicazione, ma come parte del modo in cui penso che la comunicazione debba essere costruita.