Che cos’è il query fan-out?

Il query fan-out è una tecnica con cui un sistema di ricerca basato sull’intelligenza artificiale parte da una domanda e genera più ricerche collegate, per poi utilizzare le informazioni trovate per costruire la risposta.

Google, nella documentazione dedicata alle funzionalità di IA nella ricerca, descrive il query fan-out come l’esecuzione di più ricerche correlate, anche contemporaneamente, ed è una delle tecniche che AI Overviews e AI Mode possono utilizzare per trovare informazioni utili sul web.

Il nome viene dall’inglese “to fan out”, cioè “aprirsi a ventaglio”: dalla domanda iniziale si aprono più ricerche, dedicate ad aspetti diversi dello stesso argomento.

Per esempio, alla domanda “Qual è il miglior gestionale per una PMI manifatturiera?” un sistema potrebbe affiancare ricerche come:

  • “gestionali per PMI manifatturiere”
  • “funzioni ERP necessarie a una PMI”
  • “prezzi dei gestionali”
  • “confronto tra software ERP”
  • “recensioni dei principali gestionali”.

La risposta finale può utilizzare ciò che il sistema trova attraverso queste diverse ricerche.

Per chi pubblica contenuti, questo significa una cosa importante: una pagina può diventare una fonte utile anche se non risponde esattamente alla domanda iniziale, perché può contenere una buona risposta a uno degli aspetti esplorati dal sistema (è uno dei meccanismi da tenere presenti quando si parla di AIO, GEO e AEO e ne abbiamo parlato proprio nel post Brand Journalism & AIO, GEO e AEO).

Che differenza c’è tra query fan-out e ricerca tradizionale?

Da tempo anche la ricerca tradizionale ha smesso di limitarsi a cercare una corrispondenza esatta tra le parole digitate e quelle presenti nelle pagine: i motori di ricerca interpretano il significato della query e possono utilizzare diversi sistemi per capire che cosa sta effettivamente cercando l’utente.

Con il query fan-out, però, questo meccanismo viene utilizzato per esplorare più aspetti della domanda attraverso diverse ricerche e raccogliere le informazioni necessarie a costruire una risposta generata dall’IA.

Le pagine utilizzate continuano comunque a passare attraverso i sistemi della Ricerca: Google spiega infatti che le sue funzionalità di IA utilizzano i sistemi di ranking e qualità di Google Search, per questo le buone pratiche SEO restano valide anche per AI Overviews e AI Mode.

Il query fan-out, inoltre, non interviene necessariamente allo stesso modo in ogni ricerca: le funzionalità di IA di Google possono utilizzare questa tecnica, ma non è detto che ogni domanda produca sempre lo stesso insieme di ricerche secondarie.

Il query fan-out viene usato solo da Google?

“Query fan-out” è il termine utilizzato da Google per descrivere questa tecnica, ma l’idea di trasformare una domanda complessa in più ricerche non riguarda soltanto Google.

OpenAI, per esempio, spiega che durante una ricerca sul web ChatGPT può riscrivere la domanda dell’utente in una o più query mirate e, sulla base dei risultati ottenuti, effettuare ulteriori ricerche.

Il funzionamento concreto cambia da un sistema all’altro: alcune ricerche possono essere eseguite in parallelo, altre una dopo l’altra e possono essere utilizzate tecniche differenti per scegliere le fonti. Il principio generale, però, è simile: una sola domanda dell’utente può dare origine a più ricerche.

Bisogna creare una pagina per ogni ricerca collegata?

No, creare una pagina per ogni possibile query di fan-out non è una buona strategia e, se fatto principalmente per manipolare il posizionamento o la presenza nelle risposte generate dall’IA, può entrare in conflitto con le norme antispam di Google sui contenuti prodotti su larga scala.

I sistemi di Google sono anche in grado di comprendere sinonimi, concetti correlati e modi diversi di esprimere la stessa ricerca, non serve quindi creare contenuti quasi identici per “inseguire” ogni possibile variante: è più utile costruire una pagina che risponda bene alla domanda principale e sviluppi gli aspetti che una persona avrebbe realmente bisogno di approfondire subito dopo.

Come capire quali ricerche collegate può generare una domanda?

Non possiamo conoscere con certezza tutte le query che Google genererà attraverso il query fan-out, e gli strumenti che cercano di ricostruirle possono fornire indicazioni o stime, ma non hanno accesso ai sistemi interni con cui Google genera e seleziona queste ricerche.

Per capire quali aspetti vale la pena approfondire, spesso la fonte migliore è già “dentro l’azienda”: commerciali, assistenza, email dei clienti, incontri e fiere mostrano quali domande arrivano prima e dopo quella principale.

Quando un’informazione importante manca, un assistente AI può cercare di ricostruirla utilizzando ciò che trova altrove, con il rischio di arrivare a una risposta incompleta o sbagliata: pubblicare una risposta chiara direttamente alla fonte riduce questo spazio di incertezza.


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