A.R.I.A.N.N.A.: l’assistente AI RAG di Unimec sviluppato da Axura

Stella FumagalliIntelligenza Artificiale, ClientiTempo di lettura: 12′

Laptop su una scrivania con l’interfaccia di A.R.I.A.N.N.A. che risponde a una domanda sul carico massimo di un martinetto Unimec; accanto, la mascotte di Axura. Immagine generata con l’AI.
Laptop su una scrivania con l’interfaccia di A.R.I.A.N.N.A. che risponde a una domanda sul carico massimo di un martinetto Unimec; accanto, la mascotte di Axura. Immagine generata con l’AI.

Un’azienda manifatturiera accumula negli anni un patrimonio di conoscenze enorme: cataloghi, schede tecniche, manuali, guide alla scelta dei prodotti, documentazione sulle applicazioni… Tutte informazioni preziose per chi deve scegliere una soluzione, progettare un impianto o capire quale prodotto risponde meglio alle proprie esigenze.

Ma quanto è facile (o difficile) trovare la risposta giusta all’interno di tutta questa documentazione? E cosa succede quando la domanda arriva dall’altra parte del mondo, magari in una lingua diversa, mentre l’ufficio tecnico è chiuso?

È da esigenze come queste che nasce A.R.I.A.N.N.A., l’assistente di intelligenza artificiale che Axura ha sviluppato per Unimec.

A.R.I.A.N.N.A. permette a progettisti, clienti e altri utenti di porre domande sui prodotti, sulle soluzioni e sull’offerta dell’azienda, ricevendo risposte basate sulla documentazione ufficiale di Unimec; è disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e conversa nella lingua utilizzata dall’utente.

Quando la domanda richiede un approfondimento, è possibile compilare una scheda per proseguire il confronto con gli esperti dell’azienda.

Il nome è l’acronimo di Automated Research and Intelligent Assistant for Next-gen New Applications ma richiama anche il mito di Arianna, che consegna a Teseo il filo per orientarsi nel labirinto: l’idea alla base del progetto è simile, ovvero offrire “un filo” per trovare le informazioni giuste all’interno di un patrimonio di conoscenze costruito in anni di attività.

A.R.I.A.N.N.A. nasce anche da oltre 15 anni di collaborazione tra Unimec e Axura, durante i quali Unimec si è affidata ad Axura per le proprie attività di marketing e comunicazione digitale: un rapporto che ha permesso di affrontare il progetto partendo da una conoscenza approfondita dell’azienda, dei suoi prodotti e delle esigenze dei suoi interlocutori.

L’intelligenza artificiale rappresenta così un nuovo capitolo di un percorso condiviso: dalle attività di comunicazione e valorizzazione dei contenuti alla possibilità di rendere quel patrimonio di conoscenze direttamente consultabile attraverso una conversazione.

Come funziona A.R.I.A.N.N.A.? Quale lavoro è stato necessario per realizzarla? E cosa può imparare da questa esperienza una PMI che vuole utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare il rapporto con i propri clienti?

Il problema: le informazioni ci sono, ma trovarle richiede tempo

La mascotte di Axura visibilmente confusa esamina con una lente d’ingrandimento una grande quantità di cataloghi, manuali e schede tecniche. Immagine generata con l’AI.
La mascotte di Axura visibilmente confusa esamina con una lente d’ingrandimento una grande quantità di cataloghi, manuali e schede tecniche. Immagine generata con l’AI.

Per molte PMI manifatturiere italiane la documentazione tecnica è uno degli strumenti più importanti per presentare prodotti e soluzioni, ed è anche il risultato di anni di lavoro: competenze raccolte, problemi risolti, applicazioni studiate e informazioni organizzate per aiutare clienti e progettisti.

Avere una documentazione completa non significa necessariamente renderla facile da consultare: le informazioni possono essere distribuite tra cataloghi, manuali, schede tecniche e pagine del sito; alcuni documenti possono essere disponibili soltanto in determinate lingue e, quando la domanda è particolarmente specifica, spesso la soluzione più semplice è contattare direttamente l’azienda.

Questo comporta un impegno anche per il personale tecnico e commerciale, che può trovarsi a rispondere ripetutamente a domande per le quali esiste già una risposta nella documentazione.

Nel frattempo, stanno cambiando anche le abitudini di chi acquista prodotti e servizi per la propria azienda: secondo una ricerca Gartner pubblicata nel marzo 2026, il 67% degli acquirenti B2B preferisce un’esperienza d’acquisto che permetta di informarsi senza dover interagire con un commerciale. Il 45% degli intervistati dichiara inoltre di aver utilizzato l’intelligenza artificiale durante un acquisto recente.

L’esigenza è chiara: poter cercare informazioni, confrontare soluzioni e trovare risposte in autonomia, quando ce n’è bisogno, ma c’è anche un’altra questione: la coerenza delle informazioni.

In un’indagine pubblicata nel 2025, Gartner ha rilevato che il 69% degli acquirenti B2B riscontra incongruenze tra le informazioni presenti sul sito di un fornitore e quelle comunicate dai suoi commerciali: rendere più facilmente consultabile una documentazione ufficiale, verificata e aggiornata può aiutare anche a ridurre questo problema.

È in questo contesto che si inserisce A.R.I.A.N.N.A.

Cos’è A.R.I.A.N.N.A. e come funziona un assistente AI basato su RAG

Schema in quattro passaggi del funzionamento di un sistema RAG: documenti raccolti in un database, recupero dei contenuti pertinenti, elaborazione della domanda da parte dell’AI e risposta finale. Immagine generata con l’AI.
Schema in quattro passaggi del funzionamento di un sistema RAG: documenti raccolti in un database, recupero dei contenuti pertinenti, elaborazione della domanda da parte dell’AI e risposta finale. Immagine generata con l’AI.

A.R.I.A.N.N.A. è un assistente conversazionale basato sulla tecnologia RAG, acronimo di Retrieval-Augmented Generation, che permette all’intelligenza artificiale di rispondere alle domande utilizzando una raccolta di documenti selezionati.

Per capire come funziona, partiamo da un esempio: quando facciamo una domanda a un assistente di intelligenza artificiale come ChatGPT, il sistema può formulare una risposta utilizzando le conoscenze acquisite durante l’addestramento e le informazioni disponibili nella conversazione.

Se però gli chiediamo qualcosa di molto specifico su un’azienda, un prodotto o una soluzione tecnica, potrebbe non avere le informazioni necessarie: in questi casi, rischia di fornire risposte incomplete o addirittura di inventare dettagli apparentemente credibili (le cosiddette allucinazioni dell’intelligenza artificiale).

La tecnologia RAG permette di ridurre questo rischio attraverso due passaggi:

  1. Recupero delle informazioni (Retrieval): quando un utente pone una domanda, il sistema cerca all’interno della documentazione ufficiale di Unimec i contenuti più pertinenti.
  2. Generazione della risposta (Generation): un modello di intelligenza artificiale di Google, Gemini, utilizza le informazioni recuperate per elaborare una risposta chiara e coerente con la domanda dell’utente.

Immaginiamo, per esempio, che un progettista voglia conoscere le caratteristiche di un componente per una particolare applicazione: un assistente generico potrebbe rispondere basandosi sulle proprie conoscenze generali; A.R.I.A.N.N.A. cerca invece le informazioni nei documenti tecnici di Unimec e le utilizza per formulare la risposta.

È un po’ come la differenza tra rispondere a memoria e rispondere con il manuale giusto davanti!

Utilizzare la documentazione ufficiale non significa eliminare completamente il rischio di errore: anche un sistema RAG può recuperare informazioni poco pertinenti, interpretare male un documento o formulare una risposta imprecisa. Per questo la qualità dei materiali di partenza, la progettazione del sistema e la possibilità di verificare le fonti restano fondamentali.

Cosa permette di fare A.R.I.A.N.N.A.

Per chi consulta la documentazione di Unimec, i vantaggi sono concreti:

  • Fare domande in linguaggio naturale. L’utente può scrivere ciò che vuole sapere, senza dover individuare prima il catalogo o il documento da consultare.
  • Ricevere risposte basate sulla documentazione ufficiale. L’assistente utilizza il patrimonio informativo messo a disposizione dall’azienda.
  • Ottenere informazioni a qualsiasi ora. Il servizio è disponibile 24 ore su 24, anche quando gli uffici sono chiusi.
  • Conversare nella propria lingua. L’utente può scrivere nella lingua che preferisce e ricevere una risposta nella stessa lingua.
  • Rivolgersi agli esperti quando serve. Se la richiesta richiede un approfondimento, è possibile compilare una scheda per entrare in contatto con il personale di Unimec.

L’obiettivo è rendere più semplice l’accesso alle conoscenze dell’azienda, lasciando alle persone il compito di gestire le richieste che richiedono un confronto diretto.

Dietro le quinte: il lavoro di Axura per trasformare i documenti in risposte

La mascotte di Axura illustra le fasi di lavoro dietro A.R.I.A.N.N.A.: selezione dei contenuti, verifica e organizzazione, indicizzazione e recupero, generazione della risposta. Immagine generata con l’AI.
La mascotte di Axura illustra le fasi di lavoro dietro A.R.I.A.N.N.A.: selezione dei contenuti, verifica e organizzazione, indicizzazione e recupero, generazione della risposta. Immagine generata con l’AI.

Quando si osserva un assistente come A.R.I.A.N.N.A., la parte più evidente è la conversazione: si scrive una domanda e si riceve una risposta; dietro questa “semplicità”, però, c’è un lavoro che va ben oltre la scelta della tecnologia.

Il punto di partenza è stato il patrimonio documentale di Unimec: affinché un assistente RAG possa fornire risposte utili, deve poter accedere a informazioni affidabili, pertinenti e organizzate in modo da essere recuperate correttamente.

Questo significa lavorare sui contenuti: selezionare i materiali da utilizzare, verificarne l’adeguatezza, individuare eventuali versioni superate e organizzare le informazioni.

Pensiamo, per esempio, a due documenti che descrivono lo stesso prodotto ma riportano caratteristiche differenti perché pubblicati in momenti diversi: se entrambi vengono utilizzati senza un controllo, l’assistente potrebbe recuperare un’informazione non aggiornata.

Oppure immaginiamo un manuale molto lungo che contiene la risposta a una domanda in poche righe: il sistema deve essere progettato per individuare proprio quel passaggio e utilizzarlo nel contesto corretto.

La qualità delle risposte dipende quindi anche dalla qualità del lavoro svolto prima che l’utente inizi a fare domande e, a questa attività, si aggiungono la progettazione dell’esperienza d’uso, lo sviluppo dell’interfaccia conversazionale e i test necessari per valutare il comportamento dell’assistente.

L’interfaccia deve essere semplice anche per chi non ha familiarità con l’intelligenza artificiale, le risposte devono essere comprensibili e il passaggio agli esperti dell’azienda deve risultare immediato quando necessario.

Il legame tra documentazione aziendale, brand journalism e intelligenza artificiale

Circolo virtuoso tra contenuti aziendali, A.R.I.A.N.N.A., domande degli utenti e nuovi contenuti e aggiornamenti, con la mascotte di Axura al centro. Immagine generata con l’AI.
Circolo virtuoso tra contenuti aziendali, A.R.I.A.N.N.A., domande degli utenti e nuovi contenuti e aggiornamenti, con la mascotte di Axura al centro. Immagine generata con l’AI.

Questo progetto mette in evidenza un aspetto che in Axura consideriamo importante da tempo: i contenuti prodotti da un’azienda hanno un valore che va oltre la loro pubblicazione sul sito o sui materiali commerciali.

Cataloghi, guide, approfondimenti, FAQ e articoli contribuiscono a costruire un patrimonio di conoscenze che può essere riutilizzato in modi diversi.

È un principio che abbiamo approfondito anche parlando dei benefici del brand journalism per le PMI: produrre contenuti accurati, utili e ben organizzati significa mettere a disposizione delle persone informazioni che aiutano a conoscere l’azienda e a comprenderne le competenze.

Con l’intelligenza artificiale questo patrimonio può acquisire un’ulteriore funzione: un assistente RAG può utilizzare i contenuti aziendali per rispondere direttamente alle domande degli utenti e le domande ricevute possono, a loro volta, suggerire quali informazioni mancano, quali argomenti andrebbero spiegati meglio e quali contenuti sarebbe utile aggiornare.

Si crea così un circolo virtuoso: la documentazione alimenta l’assistente AI e l’utilizzo dell’assistente può aiutare l’azienda a migliorare la propria documentazione.

C’è anche un collegamento con temi come AIO, GEO e AEO, che riguardano la visibilità delle aziende nei motori di ricerca e nei sistemi di risposta basati sull’intelligenza artificiale: un patrimonio informativo accurato e ben strutturato può essere utile in entrambi i contesti, anche se i meccanismi con cui un assistente RAG aziendale e un sistema AI esterno recuperano e utilizzano i contenuti sono differenti.

L’intelligenza artificiale risponde, gli esperti approfondiscono

Uno degli aspetti più interessanti di A.R.I.A.N.N.A. è il rapporto tra l’assistente e le persone di Unimec: chi consulta la documentazione può ottenere rapidamente molte informazioni senza dover attendere una risposta dall’azienda, ma non tutte le domande possono essere risolte consultando un manuale.

Un progettista potrebbe aver bisogno di valutare una soluzione per un’applicazione particolare, un cliente potrebbe voler approfondire una configurazione o confrontarsi con qualcuno che conosce direttamente i prodotti.

Quando una richiesta richiede un approfondimento applicativo, una valutazione specifica o un’offerta commerciale, l’utente può contattare direttamente l’ufficio tecnico Unimec attraverso il form integrato: bastano nome, azienda e recapiti, con la possibilità di aggiungere un messaggio per descrivere la richiesta.

La scelta risponde anche a un’esigenza che emerge dalle ricerche sul comportamento degli acquirenti B2B: nel maggio 2026 Gartner ha pubblicato un’indagine secondo cui il 69% degli acquirenti B2B preferisce verificare con un commerciale le informazioni ottenute attraverso l’intelligenza artificiale.

Le persone apprezzano quindi la possibilità di informarsi autonomamente, ma continuano a cercare il confronto con un esperto quando devono valutare informazioni importanti o prendere decisioni.

A.R.I.A.N.N.A. segue questa logica: rende più accessibile la documentazione e offre un collegamento con le competenze delle persone che lavorano in azienda: il suo valore, infatti, emerge anche nel lavoro quotidiano della rete commerciale di Unimec.

Un assistente disponibile in ogni momento può aiutare rivenditori e partner a trovare informazioni tecniche, chiarire dubbi e individuare le risorse più utili per rispondere alle richieste dei clienti.

Per un’azienda presente sui mercati internazionali, la possibilità di ottenere risposte in lingue diverse rappresenta un ulteriore vantaggio, come conferma Stefano Pettovello, Direttore Vendite di Unimec:

“A.R.I.A.N.N.A. ha suscitato grande interesse fin dalla sua prima presentazione, sorprendendo sia i rivenditori sia i clienti diretti che hanno riconosciuto l’attualità e il valore della soluzione, passando immediatamente dalla curiosità a domande concrete sulle sue possibili applicazioni.

La capacità di interagire in tempo reale e in più lingue è stata percepita come un importante strumento di supporto tecnico e commerciale, soprattutto per le attività di manutenzione. Anziché consultare manualmente i cataloghi, gli utenti possono ottenere risposte chiare, immediate e pertinenti, semplificando notevolmente la ricerca delle informazioni.

La prima presentazione ufficiale è avvenuta in Cina, durante una sessione di formazione tecnico-commerciale: la capacità di A.R.I.A.N.N.A. di rispondere in cinese, unita alla qualità e all’utilità delle informazioni fornite, ha suscitato grande sorpresa ed entusiasmo tra i partecipanti.

Oggi promuoviamo A.R.I.A.N.N.A. attraverso le visite ai clienti e le sessioni di formazione, ma la nostra visione va ben oltre, l’obiettivo infatti, è renderla parte integrante dell’ecosistema Unimec, utilizzandola non solo come strumento di assistenza e consultazione, ma anche per gestire alcune funzionalità dell’area riservata e semplificare i processi interni, dal back office alla produzione”.

A.R.I.A.N.N.A.: un progetto che continua a crescere

La mascotte di Axura accanto all’interfaccia di A.R.I.A.N.N.A., da cui parte un percorso in salita tra domande degli utenti, dati di analisi e risorse tecniche di Unimec. Immagine generata con l’AI.
La mascotte di Axura accanto all’interfaccia di A.R.I.A.N.N.A., da cui parte un percorso in salita tra domande degli utenti, dati di analisi e risorse tecniche di Unimec. Immagine generata con l’AI.

Il lancio di A.R.I.A.N.N.A. ha rappresentato l’inizio di un percorso, non il suo punto di arrivo: un assistente basato sulla documentazione aziendale, infatti, deve evolversi insieme all’azienda perché nuovi prodotti, aggiornamenti tecnici, strumenti e materiali informativi devono poter entrare nel patrimonio di conoscenze a cui il sistema attinge per rispondere.

Per questo il lavoro di Axura e Unimec prosegue anche dopo la pubblicazione dell’assistente, attraverso l’aggiornamento dei contenuti, l’analisi delle domande ricevute e il progressivo affinamento delle risposte.

C’è poi un altro aspetto interessante: le domande rivolte ad A.R.I.A.N.N.A. rappresentano anche un’opportunità per ascoltare il mercato. Analizzando le conversazioni, nel rispetto della privacy, Unimec può capire quali prodotti suscitano maggiore interesse, quali informazioni vengono cercate più spesso e quali esigenze emergono da clienti e progettisti, indicazioni preziose per migliorare l’assistente e la documentazione, ma anche per orientare le attività commerciali e di comunicazione dell’azienda.

L’obiettivo è rendere A.R.I.A.N.N.A. sempre più utile, anche come punto di accesso alle altre risorse messe a disposizione da Unimec: chi utilizza l’assistente può così essere accompagnato alla scoperta degli strumenti dell’azienda (come il nuovo dimensionatore per i rinvii angolari, sempre progettato da Axura, che aiuta a individuare la soluzione più adatta a una determinata applicazione).

A.R.I.A.N.N.A. può quindi diventare un modo per orientarsi tra le risorse digitali di Unimec, facendo conoscere strumenti che un utente potrebbe non sapere di avere a disposizione.

È un’evoluzione importante: da assistente che risponde alle domande sulla documentazione a strumento che accompagna clienti e progettisti nella scoperta delle competenze, dei prodotti e dei servizi dell’azienda.

In questo senso, A.R.I.A.N.N.A. è un progetto pensato per crescere nel tempo e il suo valore dipende anche dalla capacità di mantenerlo aggiornato, ascoltare le esigenze degli utenti e migliorarlo continuamente.

I primi risultati: centinaia di richieste e conversazioni da tutto il mondo

Nei primi mesi di attività, A.R.I.A.N.N.A. ha già ricevuto centinaia di richieste, mostrando come la possibilità di interrogare la documentazione aziendale attraverso una semplice conversazione risponda a un’esigenza concreta.

Le domande arrivano in lingue diverse, comprese alcune meno frequenti nei materiali di comunicazione internazionale dell’azienda, come turco, polacco, greco e finlandese.

È uno degli aspetti più interessanti del progetto: un patrimonio di documentazione tecnica può diventare consultabile anche da persone che non parlano italiano o inglese, senza che debbano necessariamente cercare un documento tradotto nella propria lingua.

A.R.I.A.N.N.A. non viene utilizzata soltanto da chi visita il sito di Unimec: l’assistente ha “accompagnato” l’azienda anche nelle sue numerose trasferte internazionali, diventando uno strumento di supporto durante gli incontri con clienti e partner commerciali.

La rete di rivenditori e partner può utilizzarlo per cercare rapidamente informazioni, approfondire le caratteristiche dei prodotti e orientarsi nella documentazione disponibile: i primi riscontri raccolti dai rivenditori sono molto positivi, viene apprezzata soprattutto la possibilità di ottenere risposte immediate, anche su argomenti tecnici, senza dover cercare manualmente tra cataloghi e altri materiali.

È un utilizzo che amplia il ruolo di A.R.I.A.N.N.A.: oltre a essere un servizio per i clienti, diventa una risorsa a disposizione della rete commerciale internazionale di Unimec.

Ma l’interesse per A.R.I.A.N.N.A. è arrivato anche alla stampa specializzata: tra il settembre e il novembre 2026, due riviste di riferimento per il settore industriale, Organi di Trasmissione e Il Progettista Industriale, hanno dedicato due articoli e una copertina al progetto.

La copertina di settembre 2026 di Organi di Trasmissione dedicata ad A.R.I.A.N.N.A. e la rivista aperta sulle pagine di novembre 2026 con l’annuncio del progetto. Immagine modificata con l’AI.
La copertina di settembre 2026 di Organi di Trasmissione dedicata ad A.R.I.A.N.N.A. e la rivista aperta sulle pagine di novembre 2026 con l’annuncio del progetto. Immagine modificata con l’AI.

È un riconoscimento significativo per un progetto che unisce le competenze di un’azienda manifatturiera a una nuova modalità di accesso alle informazioni tecniche.

Trasparenza e protezione dei dati: cosa prevede la normativa per un assistente come A.R.I.A.N.N.A.

Quando un’azienda mette a disposizione dei propri clienti un assistente basato sull’intelligenza artificiale, deve prestare attenzione anche alla trasparenza e alla protezione dei dati.

Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 dell’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale: tra questi, è previsto che chi interagisce con un assistente AI sia informato in modo chiaro che sta comunicando con un sistema di intelligenza artificiale, a meno che ciò non risulti già evidente dal contesto.

In altre parole, l’utente deve sapere che sta parlando con un’intelligenza artificiale e non con una persona.

Nel caso di A.R.I.A.N.N.A., la trasparenza viene garantita attraverso due elementi: prima di utilizzare il servizio, l’utente può consultare un’informativa che spiega come vengono gestite le conversazioni; durante l’utilizzo, l’interfaccia ricorda che le risposte sono generate dall’intelligenza artificiale e che, per quanto basate sulla documentazione ufficiale di Unimec, potrebbero contenere imprecisioni.

E i dati condivisi durante le conversazioni? Accanto alla trasparenza c’è un’altra questione importante: che cosa succede alle informazioni che gli utenti inseriscono nell’assistente.

È una domanda particolarmente rilevante per le aziende, soprattutto quando le conversazioni possono riguardare esigenze tecniche, progetti o applicazioni specifiche.

La mascotte di Axura indica l’interfaccia di A.R.I.A.N.N.A. con l’avviso che le risposte sono generate dall’AI, tra riferimenti ad AI Act e GDPR e le misure di protezione dei dati. Immagine generata con l’AI.
La mascotte di Axura indica l’interfaccia di A.R.I.A.N.N.A. con l’avviso che le risposte sono generate dall’AI, tra riferimenti ad AI Act e GDPR e le misure di protezione dei dati. Immagine generata con l’AI.

Nel caso di A.R.I.A.N.N.A. sono previste alcune misure:

  • Le conversazioni non vengono utilizzate per addestrare modelli di intelligenza artificiale (le informazioni condivise dagli utenti non servono quindi ad aggiornare o addestrare i modelli AI).
  • Le conversazioni vengono conservate per un periodo limitato e sono registrate per monitorare e migliorare il funzionamento del servizio e per risolvere eventuali problemi tecnici. Vengono cancellate automaticamente dopo 12 mesi e soltanto un numero ristretto di persone autorizzate può accedervi.
  • L’infrastruttura utilizza server situati nell’Unione europea.
  • Il servizio è pensato per un pubblico professionale, in particolare per chi cerca informazioni sui prodotti e sulle soluzioni di Unimec.

Queste misure si inseriscono nel quadro della protezione dei dati personali, disciplinata dal GDPR, che continua ad applicarsi anche quando le informazioni vengono trattate attraverso sistemi di intelligenza artificiale.

Per una PMI, trasparenza e gestione dei dati sono aspetti tutt’altro che secondari: spiegare chiaramente che si sta interagendo con un’AI, come vengono utilizzate le informazioni condivise e quali sono i limiti delle risposte contribuisce a costruire un rapporto di fiducia con gli utenti.

Sono temi che abbiamo affrontato anche nel nostro Decalogo dell’intelligenza artificiale in azienda e nell’approfondimento dedicato alla formazione AI Act prevista dall’articolo 4.

Cosa può imparare una PMI dall’esperienza di A.R.I.A.N.N.A.

L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più spesso nelle attività delle imprese italiane, ma le differenze tra aziende di dimensioni diverse restano significative: secondo i dati Istat pubblicati nel dicembre 2025, il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro l’8,2% del 2024 (tra le PMI la percentuale è del 15,7%, mentre tra le grandi imprese raggiunge il 53,1%).

Sono numeri che raccontano una crescita importante, ma anche un percorso ancora da costruire per molte realtà di piccole e medie dimensioni.

L’esperienza di A.R.I.A.N.N.A. offre alcuni spunti pratici per chi sta valutando un progetto simile.

1. Partire dalle domande dei clienti, prima di scegliere la tecnologia

Quando si pensa a un progetto di intelligenza artificiale, è facile concentrarsi subito sullo strumento da utilizzare, ma conviene iniziare da un’altra domanda: quale problema vogliamo risolvere?

Per esempio: quali informazioni chiedono più spesso i clienti? Quali domande arrivano ripetutamente all’ufficio tecnico o commerciale? Quali risposte esistono già nei nostri documenti, ma sono difficili da trovare?

Le risposte aiutano a capire se un assistente AI può essere davvero utile e su quali attività concentrarsi.

2. Considerare la documentazione un investimento, non un dettaglio tecnico

Un sistema RAG utilizza i contenuti che gli vengono messi a disposizione: se trova documenti aggiornati, completi e coerenti, ha maggiori possibilità di fornire risposte corrette; se invece incontra informazioni contraddittorie o superate, può trasmettere quegli stessi problemi nelle risposte.

Per questo è importante verificare la documentazione prima di utilizzarla e prevedere un processo per mantenerla aggiornata nel tempo.

È un lavoro che produce benefici anche al di fuori dell’intelligenza artificiale: contenuti migliori sono utili ai clienti, ai commerciali, all’assistenza e a chi si occupa della comunicazione aziendale.

3. Stabilire anche cosa l’assistente non deve fare

Un assistente AI deve avere un compito chiaro: prima di metterlo a disposizione dei clienti è importante decidere quali domande può gestire e quali richiedono l’intervento di una persona.

Per esempio, un assistente che fornisce informazioni tecniche sui prodotti potrebbe non essere autorizzato a comunicare prezzi personalizzati, formulare offerte vincolanti o garantire che una soluzione sia adatta a una particolare applicazione.

È altrettanto importante definire come deve comportarsi quando non trova informazioni sufficientemente affidabili: una risposta che ammette un limite e invita a rivolgersi a un esperto è preferibile a una risposta inventata.

4. Prevedere un passaggio semplice alle persone

Un assistente AI può rispondere a molte domande, ma ci saranno sempre situazioni in cui il confronto diretto è necessario, per questo è utile progettare fin dall’inizio il collegamento tra assistente e personale aziendale.

L’utente dovrebbe poter chiedere un approfondimento senza dover ricominciare da zero o cercare autonomamente il contatto giusto: l’obiettivo è rendere più semplice il percorso che porta dalla prima domanda a un confronto con l’azienda.

5. Utilizzare le domande per migliorare il servizio

Un assistente AI può diventare anche uno strumento utile per capire meglio le esigenze dei clienti: quali sono le domande più frequenti? Quali prodotti suscitano più richieste di chiarimento? Quali informazioni non vengono trovate? In quali lingue arrivano le conversazioni?

Analizzare questi dati, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, può aiutare a migliorare la documentazione, aggiornare le FAQ e individuare nuovi argomenti da approfondire.

È importante, poi, stabilire quali informazioni raccogliere, per quali finalità e con quali modalità.

Il valore di un progetto come questo non si misura soltanto dal numero di conversazioni gestite, ma anche da ciò che l’azienda riesce a imparare attraverso il suo utilizzo.

Da un patrimonio di conoscenze a un nuovo modo di dialogare con i clienti

Per Unimec, la scelta di affidare ad Axura lo sviluppo di A.R.I.A.N.N.A. si inserisce in una collaborazione che dura da oltre 15 anni e che ha accompagnato l’evoluzione della comunicazione aziendale, dalla realizzazione dei siti web alle attività di marketing digitale.

Come racconta Alessandro Maggioni, CEO di Unimec:

“Per la realizzazione del suo AI RAG Unimec si è affidata alla competenza di Axura, storico fornitore (a cui in precedenza abbiamo affidato la realizzazione di siti e la comunicazione on-line) e caratterizzato dalla capacità di vedere le dinamiche di mercato sempre ‘un passo oltre’.

Prende forma così A.R.I.A.N.N.A., la mitologica figura in grado di rendere semplice la complessità del labirinto, nata dalla visione di Unimec, addestrata dalla competenza di Axura”.

A.R.I.A.N.N.A. rappresenta un nuovo capitolo di questa collaborazione: un progetto che, partendo dalle competenze e dalla documentazione tecnica di Unimec, ha dato vita a un servizio già utilizzato da clienti e partner internazionali.

Le centinaia di richieste ricevute nei primi mesi, le conversazioni in numerose lingue e i riscontri positivi della rete commerciale sono i primi segnali di un valore destinato a crescere, grazie al continuo aggiornamento dei contenuti, all’ascolto degli utenti e all’integrazione di nuove risorse aziendali.

Per realizzare un progetto di questo tipo servono però contenuti affidabili, un’attenta progettazione e la capacità di integrare l’assistente con il lavoro delle persone: è anche il motivo per cui, in Axura, consideriamo strettamente collegati il lavoro sui contenuti, il brand journalism e lo sviluppo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.

L’esperienza di A.R.I.A.N.N.A. dimostra come queste competenze possano convergere in un progetto concreto, capace di evolversi insieme all’azienda e alle esigenze dei suoi interlocutori.

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Scritto da

Stella Fumagalli


Lavoro nella comunicazione dal 2011, tra content strategy, brand journalism, SEO e (più recentemente) intelligenza artificiale.
Da sempre appassionata di lingue e parole, oggi mi occupo in particolare di come l’AI sta cambiando il modo in cui i contenuti vengono scritti, trovati e citati, senza perdere di vista temi per me fondamentali come femminismo, inclusione, diversità e accessibilità.

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