Cosa significa GEO (Generative Engine Optimization)?

Alessandro FumagalliIntelligenza artificiale

GEO, sigla di Generative Engine Optimization, significa “ottimizzazione per i motori generativi”.

Indica il lavoro finalizzato ad aumentare la visibilità di contenuti nelle risposte dei sistemi di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT o Claude, o ancora nel contesto di funzionalità come le AI Overviews di Google.

Questi sistemi recuperano informazioni da più fonti e le sintetizzano in un unico testo, spesso indicando le fonti da cui provengono. Il risultato della GEO si misura quindi nella presenza e nel rilievo che un contenuto ottiene dentro quella risposta, più che nella sua posizione in un elenco di link.

Nella classificazione più diffusa la GEO è uno degli ambiti dell’AIO, il termine ombrello che raccoglie le pratiche di ottimizzazione per i sistemi basati sull’IA.

Come si è affermato il termine GEO?

Il termine ha avuto un’importante formalizzazione in ambito accademico con lo studio “GEO: Generative Engine Optimization”, firmato da Pranjal Aggarwal, Vishvak Murahari, Tanmay Rajpurohit, Ashwin Kalyan, Karthik Narasimhan e Ameet Deshpande, ricercatori della Princeton University e dell’Indian Institute of Technology Delhi. Il lavoro è stato pubblicato su arXiv il 16 novembre 2023 e presentato nell’agosto 2024 a KDD, la conferenza internazionale dell’ACM dedicata all’analisi dei dati.

Gli autori hanno costruito un banco di prova di 10.000 domande di ambiti diversi e hanno confrontato nove modi di modificare un testo. I più efficaci sono stati aggiungere fonti citate, citazioni testuali e dati statistici: la visibilità nelle risposte generate è aumentata fino al 40%, e fino al 37% su Perplexity.

Lo studio rileva anche che l’efficacia delle tecniche cambia a seconda del tema della domanda. Sono risultati ottenuti in condizioni sperimentali: indicano una direzione, non un effetto garantito su qualsiasi sito.

Su cosa lavora la GEO?

Le indicazioni che ricorrono nello studio accademico, nella documentazione delle piattaforme e nelle analisi di settore riguardano soprattutto:

  • contenuti chiari e verificabili, con dati, fonti e citazioni che rendano le affermazioni facili da controllare;
  • passaggi comprensibili anche letti da soli, perché i sistemi generativi possono riprendere una parte del testo senza il resto della pagina;
  • informazioni originali, che solo chi scrive può offrire: casi, esperienza diretta, dati propri;
  • l’accessibilità tecnica delle pagine, che devono poter essere lette e indicizzate: OpenAI, per esempio, indica che i siti che bloccano il suo crawler OAI-SearchBot non compaiono nelle risposte di ricerca di ChatGPT;
  • la misurazione della visibilità con strumenti nuovi, come il report AI Performance di Bing Webmaster Tools. Microsoft lo ha presentato a febbraio 2026 come un primo passo verso strumenti dedicati alla GEO: mostra quanto spesso le pagine di un sito vengono citate nelle risposte di Copilot e nei riassunti IA di Bing.

Questo elenco di pratiche è solo un punto di partenza, perché l’evoluzione dei sistemi generativi è così rapida da portare a riscritture frequenti delle indicazioni, ma può essere una base valida per inquadrare il lavoro sui contenuti e decidere da dove cominciare.

Gran parte di queste pratiche coincide con quelle della SEO e dell’AEO: cambia soprattutto il punto di osservazione, che si sposta dalla pagina alla risposta.

Perché la GEO è importante per le aziende?

Sempre più persone utilizzano l’intelligenza artificiale per informarsi, confrontare prodotti e servizi e scegliere a quali aziende rivolgersi. Per le imprese, questo significa che la possibilità di essere trovate e prese in considerazione dipende anche dalla loro presenza nelle risposte generate dall’IA. La GEO interviene proprio qui: aiuta a rendere i contenuti aziendali più accessibili, chiari, pertinenti e riconoscibili come fonti affidabili, aumentando le possibilità che vengano utilizzati e citati nelle risposte.

La portata del fenomeno è già notevole. Secondo Google, a giugno 2026 le AI Overviews, i riepiloghi generati dall’IA direttamente nei risultati di ricerca, contavano oltre 2,5 miliardi di utenti attivi mensili.

Modalità simili di risposta alle domande sono disponibili anche attraverso assistenti come ChatGPT, Claude e Copilot. La GEO permette alle aziende di lavorare sulla propria visibilità anche in questi ambienti, affiancando le attività di posizionamento sui motori di ricerca tradizionali.

Essere presenti in queste risposte conta anche perché possono influenzare concretamente le decisioni. Secondo uno studio di Fractl pubblicato da Search Engine Land, il 18% dei consumatori statunitensi intervistati ha già acquistato qualcosa seguendo una raccomandazione dell’IA senza effettuare ulteriori ricerche. E il 59% dichiara che probabilmente visiterebbe il sito di un’azienda dopo averla vista citata o consigliata da un chatbot. La GEO può contribuire a far emergere il marchio proprio quando una persona sta valutando cosa acquistare o a quale fornitore rivolgersi.

C’è poi un altro cambiamento da considerare: le risposte dell’IA possono soddisfare una richiesta senza che sia necessario aprire altri siti. Uno studio del Pew Research Center ha rilevato che, quando Google mostra un riepilogo generato dall’IA, gli utenti cliccano su un risultato tradizionale solo nell’8% delle visite, contro il 15% delle ricerche senza riepilogo. Google ha contestato la metodologia dello studio, ma il dato evidenzia un aspetto su cui riflettere: la visibilità di un’azienda può dipendere anche dalle informazioni che l’IA presenta, indipendentemente dal fatto che qualcuno visiti il suo sito.

La GEO lavora quindi sulla qualità, sull’organizzazione e sulla reperibilità delle informazioni che un’azienda pubblica online, ma anche sulla chiarezza con cui ne vengono descritti attività, competenze, prodotti e servizi. L’obiettivo è facilitare il riconoscimento dell’azienda come fonte pertinente quando l’IA elabora una risposta. Non garantisce citazioni o raccomandazioni, ma aumenta le opportunità che il marchio venga trovato, compreso e preso in considerazione nei nuovi percorsi di ricerca e scelta.

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