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	<title>Il blog di Axura</title>
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	<description>spunti e conversazioni di un&#039;agenzia specializzata in interazioni digitali</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Apr 2012 08:11:33 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Realizzare siti web per smartphone e tablet: adattare quelli per PC o svilupparli ad hoc?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 15:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Presenze internet]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sfide]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Più di 10 milioni di italiani navigano abitualmente dai propri smartphone: ce lo racconta l&#8217;osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, che ha recentemente pubblicato i risultati di un&#8217;approfondita indagine sul rapporto degli italiani con internet. Proiettando il trend di crescita alla fine del 2012, si parlerà di un numero tra i 16 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_790" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/bivio.jpg"><img class="size-medium wp-image-790" title="Adattare il proprio sito per il mobile o crearne uno ad hoc?" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/bivio-300x225.jpg" alt="Adattare il proprio sito per il mobile o crearne uno ad hoc?" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Adattare il proprio sito per il mobile o crearne uno ad hoc?</p></div>
<p><strong>Più di 10 milioni di italiani navigano abitualmente dai propri smartphone</strong>: ce lo racconta l&#8217;osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, che ha recentemente pubblicato i risultati di un&#8217;approfondita indagine sul rapporto degli italiani con internet. Proiettando il trend di crescita<strong> alla fine del 2012</strong>, si parlerà di un numero <strong>tra i 16 ed i 20 milioni</strong>, a suggello di un fenomeno ormai ampiamente di massa.</p>
<p>Per chi offre al mercato prodotti e servizi è <strong>importante valutare</strong> la diffusione su vasta scala di questa modalità di accesso a internet <strong>per comprenderne</strong> i possibili riflessi &#8211; in positivo e negativo &#8211; sulla propria attività: quali sono <strong>opportunità e rischi</strong>? Cosa conviene <strong>fare</strong>, o ancora, <strong>non fare</strong>?</p>
<p>Domande doverose (per chi vuole rimanere competitivo) su cui proviamo a ragionare insieme.</p>
<p><span id="more-780"></span></p>
<p>Se le persone accedono al world wide web sempre di più tramite il proprio smartphone, aumentano le chance che lo schermo del loro dispositivo sia il primo punto di contatto con la nostra attività:</p>
<ul>
<li>quale sarà la &#8220;<strong>prima impressione</strong>&#8221; che faremo loro?</li>
<li>Riusciremo ad <strong>essere utili e offrire una buona esperienza</strong> di navigazione?</li>
<li>Riusciremo a <strong>rimanere in contatto</strong> con quelle persone, <strong>trasformandole in clienti o altro</strong>, oltre che <strong>lasciare un buon ricordo</strong>?</li>
</ul>
<p>Per una prima risposta a queste domande, partiamo da quello che &#8220;non&#8221; offre una buona esperienza di navigazione (o addirittura, non la offre affatto):</p>
<p>se il nostro sito è stato realizzato tutto o in parte con <strong>tecnologia Adobe Flash</strong>, buona parte dei possessori di smartphone non potranno utilizzarlo e per le modalità con cui spesso questo tipo di siti realizzati,<strong> non vedranno nulla</strong>, se non un invito a installare Adobe Flash, cosa impossibile sui loro dispositivi. Il primo contatto con noi sarà quindi del tutto fallimentare.</p>
<p>Se invece il nostro sito è stato realizzato in <span class="domtooltips">HTML<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">è l'acronimo di Hyper Text Markup Language: si tratta del linguaggio con cui vengono realizzate le pagine web. Viene interpretato dai browser per farci fruire delle informazioni presenti nelle pagine.</span></span>, ma<strong> senza considerare le dimensioni e la risoluzione tipica</strong> degli schermi degli smartphone, usarlo sarà estremamente difficoltoso, affaticando le persone nella loro esperienza di navigazione. Inoltre, se il nostro sito contiene <strong>immagini e altri elementi di peso considerevole</strong>, ci vorrà molto tempo per scaricare i suoi contenuti attraverso le reti mobili, facendo desistere i più.</p>
<p>Se abbiamo un sito web con qualche anno sulle spalle, mettiamolo alla prova:  guardiamolo in mobilità tramite uno o più smartphone con schermo a tocco ( vista la diffusione di questi dispositivi, non dovremmo avere difficoltà a poter chiedere l&#8217;aiuto di parenti, colleghi o amici).  Per aiutarci a valutarlo, possiamo seguire questa rapida lista:</p>
<ul>
<li>Si <strong>carica</strong> in un <strong>tempo accettabile</strong>? (misuriamolo in secondi)</li>
<li>Si <strong>vede correttamente</strong>, senza elementi che non si caricano o che si sovrappongono?</li>
<li>Si <strong>riescono a leggere le scritte</strong>?</li>
<li>Usando l&#8217;interfaccia a tocco,<strong> riusciamo a navigare agevolmente</strong>?</li>
</ul>
<div>Queste domande ci aiutano a comprendere se il sito web è <strong>tecnicamente adeguato</strong> per una fruizione su dispositivi mobili, ma non dobbiamo certo fermarci solo a questo aspetto per <strong>giudicare il sito efficace</strong>:</div>
<div>
<ul>
<li>Offre <strong>rapide risposte alle esigenze </strong>che chi lo visita di solito potrebbe avere?</li>
<li><strong>Aiuta l&#8217;impresa a presentare al meglio la sua offerta</strong> al mercato di prodotti e servizi?</li>
<li><strong>Consente al visitatore di rimanere facilmente in contatto</strong> con l&#8217;azienda?</li>
</ul>
</div>
<p>L&#8217;accesso al sito di un&#8217;attività commerciale in mobilità spesso ha presupposti diversi da quello che avviene da una postazione fissa: ad esempio, chi accede al sito di un ristorante dal proprio smartphone è probabile che stia cercando indicazioni su come raggiungerlo o il numero di telefono per poter chiamare e chiedere se ci sono posti disponibili. Per accorgersi di questa o altre esigenze è utile <strong>tenere sotto controllo il traffico del sito</strong>, attraverso strumenti di analisi del traffico come <strong>Google Analytics</strong>.</p>
<p>L&#8217;esempio del ristorante che abbiamo impiegato è significativo: la <strong>maggior parte delle ricerche in mobilità</strong> riguardano infatti <strong>ristoranti, negozi e servizi pubblici</strong> (trasporti, farmacie, etc.). A raccogliere il favore di chi effettua questo tipo di ricerche, oltre ai siti mobile dedicati quando disponibili ed effettivamente utili, sono servizi &#8220;intermediari&#8221;, ovvero l&#8217;equivalente digitale delle antiche Pagine Gialle, dove spesso valutazioni e recensioni di altre persone accompagnano le schede di presentazione delle attività stesse.</p>
<p>Se i numeri fanno apparire l&#8217;esigenza di attrezzarsi per un&#8217;adeguata accoglienza dei visitatori che usano dispositivi mobili un dovere per chi ha a che fare con il grande pubblico, <strong>anche le imprese i cui affari sono tipicamente rivolti ad un pubblico professionale</strong> non devono trascurare il fenomeno: sempre di più i potenziali clienti impiegano gli smartphone durante i propri spostamenti, leggendo notizie online, compiendo ricerche o ancora semplicemente divertendosi. Presentarsi al meglio a chi, leggendo un articolo online, segue un collegamento verso il nostro sito aziendale o ancora, a chi sta cercando urgentemente un potenziale fornitore mentre attende in aeroporto il suo volo, è un <strong>giusto investimento</strong> e un&#8217;<strong>opportunità da cogliere</strong>.</p>
<p>Come procedere quindi?</p>
<p>Iniziando a valutare i <strong>potenziali punti di contatto</strong> con i propri visitatori web, le loro peculiarità e le loro potenzialità: <strong>computer</strong>, <strong>tablet</strong>, <strong>smartphone</strong> ma anche <strong>smart TV </strong>e altri dispositivi.</p>
<div id="attachment_791" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/mobile.jpg"><img class="size-medium wp-image-791" title="computer, tablet, smartphone ma anche smart TV e altri dispositivi" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/mobile-300x225.jpg" alt="computer, tablet, smartphone ma anche smart TV e altri dispositivi" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">computer, tablet, smartphone ma anche smart TV e altri dispositivi</p></div>
<p>Per un ristorante, ad esempio, è corretto immaginare che già da quest&#8217;anno e tanto più negli anni a venire, il contatto tramite smartphone ha ed avrà un ruolo significativo.</p>
<p>Una volta<strong> individuato il ruolo</strong> attuale e previsto nel breve e medio termine <strong>per questi dispositivi in relazione alla nostra proposta al mercato</strong>, dobbiamo <strong>valutare con attenzione che cosa si aspetta il visitatore</strong>.</p>
<p>Abbiamo già visto che, nel caso di un ristorante, dal punto di vista del visitatore è lecito aspettarsi di trovare con maggior facilità certe informazioni quando si accede in mobilità al sito web.</p>
<p>Sempre dal punto di vista del visitatore, nel caso di un&#8217;azienda che ad esempio propone al mercato prodotti per la sicurezza informatica è legittimo aspettarsi, anche in mobilità, di trovare tutto il materiale utile per valutare l&#8217;acquisto di questi prodotti.</p>
<p>Ecco che si pone quindi una <strong>scelta &#8220;strategica&#8221;</strong>: il sito &#8220;tradizionale&#8221; e il sito &#8220;mobile&#8221; (li chiamiamo così per comodità), devono in realtà essere <strong>un solo sito adattato ai diversi dispositivi</strong> con cui vengono fruiti <strong>oppure è bene che siano separati</strong>?</p>
<div id="attachment_792" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/contenuti-e-funzionalitajpg.jpg"><img class="size-medium wp-image-792" title="Sito tradizionale e mobile: adattare un solo sito o separarli?" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/contenuti-e-funzionalitajpg-300x225.jpg" alt="Sito tradizionale e mobile: adattare un solo sito o separarli?" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Sito tradizionale e mobile: adattare un solo sito o separarli?</p></div>
<p>Il guru dell&#8217;usabilità <strong>Jacob Nielsen <a title="Le valutazioni di Jacob Nielsen sulla questione dei contenuti e delle funzionalità dei siti mobile e non" href="http://www.useit.com/alertbox/mobile-vs-full-sites.html" target="_blank">propende per la separazione</a></strong>, anche se questa sua presa di posizione ha scatenato la <a title="Articolo su Smashing Magazine in risposta alle affermazioni di Jacob Nielsen" href="http://www.smashingmagazine.com/2012/04/19/why-we-shouldnt-make-separate-mobile-websites/" target="_blank">reazione</a> di più di un professionista del settore.</p>
<p>Il nocciolo della questione riguarda <strong>funzionalità e contenuti</strong>, ovvero se devono essere i medesimi nei diversi casi o è corretto diversificarli, ad esempio prevedendo dei testi &#8220;ridotti&#8221; per la fruizione tramite smartphone con possibile rimando ai testi più completi sul sito tradizionale.</p>
<p>L&#8217;<strong>assoluto ideale</strong> della proposta <strong>a ciascun visitatore della miglior esperienza di visita possibile</strong> deve spesso <strong>fare i conti con i limiti di tempo e budget</strong> che si pongono non solo nella realizzazione ed evoluzione di un sito web, ma anche nella produzione e gestione dei suoi contenuti.</p>
<p>Ecco quindi che lo sviluppo di siti web tramite la tecnica &#8220;adattiva&#8221; (responsive design) si traduce in un compromesso spesso &#8220;accettabile&#8221;: semplificando, gli stessi <strong>contenuti vengono riarrangiati</strong> a seconda della larghezza della finestra del browser a disposizione, in modo da consentire nei casi d&#8217;uso più comuni una fruizione sufficientemente adeguata.</p>
<p>Ancora, tramite l&#8217;impiego di un tecnicismo noto come &#8220;media queries&#8221;, si sceglie di presentare o meno un certo contenuto a seconda delle dimensioni della finestra o dello schermo: ad esempio, nel caso di una finestra molto larga, si sceglie di presentare un menù di navigazione sviluppato in orizzontale, mentre su uno schermo piccolo lo stesso menù viene trasformato in un elenco a selezione. Un esempio è visibile nel sito <a title="Reitek" href="http://www.reitek.com/" target="_blank">reitek.com</a>, che abbiamo recentemente pubblicato in una versione rivista: navigando da un dispositivo mobile il menù al piede di pagina viene compattato in una selezione mentre da altri dispositivi si dispiega su più colonne.</p>
<div id="attachment_793" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/reitek_mobile.jpg"><img class="size-medium wp-image-793" title="Il sito mobile di reitek.com" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/reitek_mobile-300x225.jpg" alt="Il sito mobile di reitek.com" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il menù del piede di pagina del sito reitek.com, compattato nella versione mobile ed esteso in quella desktop</p></div>
<p>Se il mercato si muove con sempre più convinzione verso questo tipo di compromessi, <strong>le indicazioni di Nielsen sono un vero tesoro</strong> per chi vuole <strong>ottenere di più da ogni contatto</strong> con i suoi visitatori.</p>
<p>Per paragone, pensiamo ai grandi film d&#8217;animazione di importanti case di produzione come Pixar: oltre al film, al mercato vengono proposti libri e libretti con la medesima storia, raccontata però in adattamenti adeguati per un pubblico giovanissimo (prescolare o nei primi anni di scuola), giovane (8 / 12 anni), adolescenziale e adulto. Ad ognuno di questi destinatari viene raccontata la<strong> medesima storia</strong>, ma <strong>con un diverso livello di dettaglio</strong> che richiede un <strong>diverso tempo di fruizione</strong> (oltre naturalmente ad un diverso grado di comprensione di un testo scritto).</p>
<div id="attachment_796" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/yoy_story.jpg"><img class="size-medium wp-image-796" title="La storia è la stessa ma viene raccontata in maniera diversa al seconda del destinatario" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/yoy_story-300x225.jpg" alt="La storia è la stessa ma viene raccontata in maniera diversa al seconda del destinatario" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">La storia è la stessa ma viene raccontata in maniera diversa al seconda del destinatario</p></div>
<p>Si tratta di uno sforzo produttivo notevole, ma che ben ci aiuta a comprendere sia il valore di una comunicazione più mirata che la concreta possibilità di portare avanti questo tipo di segmentazione.</p>
<p>Riportando questa esperienza alla produzione di contenuti per siti web, riteniamo che il <strong>vero discrimine</strong> da prendere in considerazione sia proprio <strong>il tempo di fruizione a disposizione del visitatore</strong> ed il <strong>livello di dettaglio desiderato</strong>.</p>
<p>Per conoscere un prodotto mentre mi trovo in una sala di aspetto voglio investire 2, 10 o 30 minuti? Ho modo di guardare un video o posso solo leggere (magari perchè sono fuori casa e il mio piano dati non me lo consente)? Devo fruire di questa informazione subito o la voglio tenere con me per ritrovarla più avanti (immaginiamo ad esempio un orario degli autobus).</p>
<p>A poter investire in questo tipo di produzione di contenuti e servizi, <strong>ecco che ogni contatto si trasforma in un&#8217;esperienza altamente personalizzata</strong>, dove magari la stessa persona fruirà di una presentazione da due minuti di un nostro prodotto, ma subito dopo dedicherà 30 minuti alla presentazione di un altro nostro prodotto, sempre impiegando il medesimo dispositivo.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;<strong>esperienza</strong> &#8220;granulare&#8221; <strong>ideale a cui aspirare</strong> prestando <strong>attenzione al rapporto tra investimento e benefici</strong>, attraverso l&#8217;individuazione di <strong>indicatori chiave da tenere sotto controllo</strong> e in base a cui muoversi.</p>
<p>Nello sviluppare questo tipo di segmentazione, <strong>è importante non far perdere mai all&#8217;utente la possibilità di muoversi a piacimento da una versione all&#8217;altra</strong>, nei limiti delle possibilità tecniche di ciascun dispositivo: i casi d&#8217;uso spesso superano la fantasia degli sviluppatori e questo tipo di libertà, sebbene richiede più attenzione in fase di sviluppo, si traduce in un&#8217;esperienza di navigazione positiva in un maggior numero di casi.</p>
<p><strong>Alcune scelte architetturali e di impianto dei servizi e dei contenuti</strong> messi a disposizione dei visitatori possono aiutare a rendere la <strong>predisposizione di questa segmentazione meno gravosa in termini di tempo e denaro</strong>: l&#8217;impiego di un CMS adeguato, l&#8217;adozione di tecnologie a &#8220;degrado progressivo&#8221; che preservano le funzionalità, la consapevolezza da parte di chi deve redarre i contenuti dei casi di fruizione principali previsti e altri <strong>accorgimenti</strong> <strong>consentono di offrire un&#8217;esperienza personalizzata mantenendo i costi di produzione e manutenzione marginalmente superiori</strong>.</p>
<p>Anche queste <strong>ottimizzazioni</strong>, in qualche modo, si traducono in un <strong>vantaggio competitivo</strong> e a maggior ragione, in tempi di difficoltà come quelli che stiamo attraversando,<strong> investire le proprie energie con consapevolezza</strong> per essere un passo avanti rispetto alla concorrenza <strong>può fare la differenza</strong>.</p>
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		<title>Comunicare per crescere: le aziende e le notizie che non vengono scritte</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 15:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; online il nuovo sito&#8220;: a voler fare una statistica tra le notizie pubblicate dalle PMI italiane sui loro siti, questo titolo (in una delle sue possibili declinazioni) vincerebbe a mani basse su tutti gli altri. Il motivo? E&#8217; presto detto: in molti casi si tratta dell&#8217;unica notizia pubblicata sul sito, troppo spesso per anni e anni.</p> [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_776" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/YUNOpublishnews.png"><img class="size-medium wp-image-776" title="Le aziende italiane hanno una scarsa propensione a comunicare e condividere il proprio percorso d'impresa" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/YUNOpublishnews-300x225.png" alt="Le aziende italiane hanno una scarsa propensione a comunicare e condividere il proprio percorso d'impresa" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Le aziende italiane hanno una scarsa propensione a comunicare e condividere il proprio percorso d&#39;impresa</p></div>
<p>&#8220;<strong>E&#8217; online il nuovo sito</strong>&#8220;: a voler fare una statistica tra le notizie pubblicate dalle PMI italiane sui loro siti, questo titolo (in una delle sue possibili declinazioni) vincerebbe a mani basse su tutti gli altri. Il motivo? E&#8217; presto detto:<strong> in molti casi si tratta dell&#8217;unica notizia pubblicata sul sito</strong>, troppo spesso per anni e anni.</p>
<p>E&#8217; così che si esce dalla crisi?</p>
<p><span id="more-770"></span></p>
<p>Chi propone la<strong> realizzazione di siti internet alle aziende</strong>, non manca ormai quasi mai di mettere a disposizione <strong>un&#8217;area notizie</strong> dove, attraverso facili strumenti gestionali, il titolare dell&#8217;attività o chi per lui può <strong>rendere pubbliche le novità aziendali.</strong></p>
<p>Peccato che, il più delle volte, <strong>la prima notizia</strong> viene scritta da chi ha predisposto il sito (di solito una figura con formazione &#8220;tecnica&#8221;) e<strong> rimane poi abbandonata a sè stessa</strong>, senza che seguano nel giro di poco altre novità, lasciando <strong>l&#8217;area notizie quasi completamente vuota</strong> e totalmente<strong> incapace di svolgere il compito</strong> per cui era stata progettata.</p>
<p>Chi è senza peccato scagli la prima pietra: gli impegni quotidiani, i mille pensieri, le priorità e&#8230; Il tempo passa. Ecco così che l&#8217;area notizie del sito rimane &#8220;orfana&#8221; anche per lunghi o lunghissimi periodi, anche se nel frattempo l&#8217;azienda continua la sua vita: si evolve, cresce o si snellisce, si apre a nuovi mercati, si muove in scenari che mutano e tutto il resto del quotidiano di  ogni azienda.</p>
<p>In Italia abbiamo un tessuto di piccole (spesso micro) e medie imprese ricchissimo, capace di ottenere risultati importanti, spesso di rilievo internazionale, a partire da risorse il più delle volte &#8220;insufficienti&#8221;, se guardate con i parametri &#8220;internazionali&#8221;: in molti, da tutto il mondo, ci osservano per queste peculiarità cercando di &#8220;carpire&#8221; la formula magica.</p>
<p>In <strong>mercati però sempre più globali</strong>, con le aziende di molti settori che devono <strong>per forza guardare all&#8217;estero</strong> anche solo per sopravvivere, queste nostre &#8220;peculiarità&#8221;, da sole, non bastano più: le dimensioni &#8220;microscopiche&#8221; delle nostre imprese non ci consentono di fare le necessarie economie di scala e troppo spesso &#8220;reinventiamo la ruota&#8221;, disperdendo preziose energie di personale altamente competente in attività collaterali, sottraendole così dal cuore della nostre attività.</p>
<p><strong>Il peccato più grave</strong> (in tempi di crescita economica e ancor più in tempo di crisi) è però una <strong>scarsa</strong> (o meglio scarsissima)<strong> propensione a comunicare e condividere il proprio percorso d&#8217;impresa</strong>, la vita dell&#8217;azienda e dei suoi mercati di riferimento.</p>
<p>Se la scusa numero uno per questa mancanza è un sempreverde &#8220;non ho tempo&#8221;, a ruota segue un &#8220;non so cosa scrivere&#8221; a parimerito con un &#8220;non c&#8217;è nulla da dire&#8221;.</p>
<p>Questa &#8220;<strong>disabilità comunicativa</strong>&#8221; era, per quanto un handicap grave, meno rilevante nel momento in cui le aziende si incontravano e scoprivano nel contesto delle &#8220;fiere di settore&#8221;, momenti di aggregazione in cui non era raro che le persone con potere decisionale scoprissero nuovi potenziali fornitori.</p>
<p>Oggi però <strong>a farla da padrone nella scoperta di nuovi potenziali fornitori è il web</strong>, in quanto è diventata un&#8217;abitudine diffusa l<strong>&#8216;impiego dei motori di ricerca per individuare risposte alle proprie esigenze</strong>: dal componente al macchinario, partendo da parole chiave più o meno mirate, vengono cercati (e trovati) attraverso internet.</p>
<p><strong>Non raccontare con regolarità</strong>, in italiano ma soprattutto in inglese, quello che realizziamo nelle nostre imprese significa in buona sostanza<strong> non essere presenti nei risultati di queste ricerche</strong> e anche quando si viene trovati, si rischia di far dubitare chi sta dall&#8217;altra parte dello schermo: se l&#8217;ultima notizia risale a molti anni addietro, l&#8217;azienda è ancora operativa? Mi potrò fidare?</p>
<p>Quante imprese nostrane avrebbero potuto vincere importanti commesse all&#8217;estero, grazie alla loro eccellenza produttiva, se solo chi stava cercando quei prodotti e quei servizi attraverso internet le avesse trovate <strong>presenti in rete grazie a siti aggiornati</strong>?</p>
<p>L&#8217;opportunità commerciale si mischia con il tecnicismo: la &#8220;freschezza dei contenuti&#8221; è da sempre un <strong>parametro importante per i motori di ricerca</strong> (Google in primis) e anche nei recentissimi aggiornamenti degli algoritmi di ricerca a questo fattore è stato ancora più peso.</p>
<p><strong>Scrivere quindi con impegno e regolarità sul proprio sito internet è un investimento &#8220;a rendere&#8221;</strong>, capace di valorizzare gli altri sforzi compiuti per inseguire la strada dell&#8217;eccellenza e di consentire all&#8217;azienda di ottenere maggiore attenzione, anche da parte di potenziali acquirenti.</p>
<p>Gli argomenti di cui scrivere sono davvero molti: da quelli più ovvi (novità di servizio e prodotto, partecipazione a fiere, etc.) a quelli meno evidenti (scelte organizzative, scenari di mercato, etc.) ma non per questo meno interessanti. Dalle guide alla scelta alle guide all&#8217;impiego, da elenchi di casi di successo a elenchi di &#8220;cose da non fare&#8221;: si può scrivere molto, senza con questo rinunciare alla dovuta riservatezza su argomenti che lo meritano, come ad esempio dei processi produttivi segreti.</p>
<p>Un caso quasi estremo di &#8220;microimpresa&#8221; italiana che è <strong>cresciuta molto anche grazie alla sua propensione a comunicare</strong> e condividere è quello di <strong><a title="Balsamiq" href="http://www.balsamiq.it/" target="_blank">Balsamiq</a></strong>, un micro sviluppatore di software che nel 2011 ha fatturato circa 5 milioni di dollari, a soli 3 anni dalla sua fondazione da parte di Giacomo (Peldi) Guilizzoni.</p>
<p>In questa azienda<strong> <a title="Blogs Balsamiq" href="http://www.balsamiq.com/blogs" target="_blank">&#8220;tutti scrivono&#8221;</a></strong> e condividono il percorso che l&#8217;azienda sta compiendo verso traguardi sempre più importanti, adottando la massima trasparenza anche sugli errori che immancabilmente capita di compiere. La loro <strong>visibilità presso il pubblico di professionisti</strong> che poi rimane anche il loro più importante bacino di potenziali clienti è altissima, così come la reputazione che hanno saputo costruire negli anni.</p>
<p>Questa scelta strategica ha consentito a Balsamiq inoltre di <strong>assicurarsi la collaborazione a tempo pieno di professionisti di spicco</strong>, attirati non solo da una retribuzione adeguata ma anche dall&#8217;effettiva partecipazione ad un&#8217;impresa di cui condividono i valori.</p>
<p>Se quello di Balsamiq è un estremo (a cui aspirare), nel mezzo c&#8217;è una <strong>concreta possibilità per centinaia di migliaia di imprese che in questo momento non stanno comunicando di iniziare a farlo</strong>, facendo scoprire al mercato tutto il loro valore e potenziale.</p>
<p>E&#8217; anche così che si esce dalla crisi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Corning Gorilla Glass e Google Project Glass: due visioni del futuro a confronto.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 12:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gli smartphone e i tablet più diffusi hanno in comune un componente: si chiama &#8220;Gorilla Glass&#8221; ed è un vetro temperato sottile e leggero ma anche estremamente resistente. Apple iPhone 4S e Samsung Galaxy S II, Apple (new) iPad e Samsung Galaxy Tab 10.1 e l&#8217;elenco continua citando tutti i principali dispositivi mobili &#8220;top di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>smartphone e i tablet più diffusi</strong> hanno in comune un componente: si chiama &#8220;<strong>Gorilla Glass</strong>&#8221; ed è un vetro temperato sottile e leggero ma anche estremamente resistente. <strong>Apple iPhone 4S</strong> e <strong>Samsung Galaxy S II</strong>, <strong>Apple (new) iPad</strong> e <strong>Samsung Galaxy Tab 10.1</strong> e l&#8217;elenco continua citando tutti i principali dispositivi mobili &#8220;top di gamma&#8221;.</p>
<p>A produrlo è la <strong><a title="Corning Incorporated" href="http://www.corning.com/index.aspx" target="_blank">Corning</a></strong>, un colosso da 26.000 dipendenti che nel 2010 ha fatturato 6,6 miliardi di dollari.<span id="more-754"></span></p>
<p>Nel 2011 questo colosso ha condiviso un video sul futuro e poche settimane fa l&#8217;ha rinnovato, in una versione 2.0 ancora più completa. E&#8217; uno <strong>sguardo su di un possibile futuro</strong> che arriva da una delle aziende più importanti al mondo e merita di essere guardata con attenzione (sono poco più di 5 minuti):</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/jZkHpNnXLB0?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Affascinante, vero? Ora però rivolgiamo il nostro sguardo all&#8217;ultima creatura di un altro colosso, un&#8217;azienda che ha <strong>32.000 dipendenti</strong> e che nel 2011 ha fatturato <strong>38 miliardi</strong> di dollari: <strong>Google</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando di &#8220;<strong><a title="La pagina Google+ di Google Project Glass" href="https://plus.google.com/111626127367496192147/" target="_blank">Google Project Glass</a></strong>&#8220;, di cui erano trapelate le prime notizie già a febbraio e che ora viene rivelato al mondo in maniera più compiuta direttamente da Google stessa: di cosa si tratta? Ecco alcune foto:</p>
<div id="attachment_762" class="wp-caption aligncenter" style="width: 273px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/glass_photos.jpg"><img class="size-medium wp-image-762" title="Immagine presa da Project Glass Google +" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/glass_photos-263x300.jpg" alt="Immagine presa da Project Glass Google +" width="263" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine presa da Project Glass Google +</p></div>
<div id="attachment_763" class="wp-caption aligncenter" style="width: 274px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/glass_photos3.jpg"><img class="size-medium wp-image-763" title="Immagine presa da Project Glass Google +" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/glass_photos3-264x300.jpg" alt="Immagine presa da Project Glass Google +" width="264" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine presa da Project Glass Google +</p></div>
<div id="attachment_764" class="wp-caption aligncenter" style="width: 274px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/glass_photos4.jpg"><img class="size-medium wp-image-764" title="Immagine presa da Project Glass Google +" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2012/04/glass_photos4-264x300.jpg" alt="Immagine presa da Project Glass Google +" width="264" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine presa da Project Glass Google +</p></div>
<p>E&#8217; un<strong> nuovo dispositivo</strong> che presto sarà a nostra disposizione: <strong>un computer da indossare sottoforma di &#8220;occhiali&#8221;</strong>, con un monitor trasparente da posizionare davanti ad un occhio, capace di <strong>&#8220;sovrapporre&#8221; informazioni digitali a quello che stiamo vedendo</strong>.</p>
<p>Se il tipo di dispositivo non è una novità assoluta e in molti ambienti lavorativi occhiali simili sono già in uso, il <strong>livello di miniaturizzazione raggiunto</strong> e la <strong>qualità dell&#8217;esperienza</strong> offerta rende possibile il &#8220;grande salto&#8221; verso il mercato &#8220;consumer&#8221;, dove in questo momento la stanno facendo da padrone smartphone e tablet.</p>
<p>Non è ancora prevista una precisa data di lancio, ma vari &#8220;rumor&#8221; la danno entro fine 2012, ad un prezzo che dovrebbe essere attorno ai 500 dollari.</p>
<p>Per mostrarci quello che ci aspetta, Google ha preparato un breve video:</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/9c6W4CCU9M4?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Già da questo primo esempio, possiamo renderci conto che la maggior parte delle funzionalità che utilizziamo in uno smartphone  sono ottimamente fruibili con questi nuovi occhiali.</p>
<p>Dal meteo agli appuntamenti, dalle telefonate alla ricerca di un percorso, dai messaggi alle videochiamate: <strong>tutto in un unico dispositivo</strong>, ad <strong>accesso istantaneo</strong>, contrariamente agli smartphone che &#8211; per quanto &#8220;personal devices&#8221; &#8211; tipicamente sono in una tasca o in una borsa e richiedono almeno qualche secondo per essere presi e attivati.</p>
<p>Se tablet e smartphone uniti all&#8217;accesso in mobilità stanno rivoluzionando il passaggio e la condivisione delle informazioni, i <strong>nuovi computer indossabili</strong> preannunciano un ulteriore salto evolutivo, <strong>una vera e propria &#8220;realtà aumentata&#8221;</strong> facilmente accessibile e fruibile.</p>
<p>Interfacce e funzionalità di questi sistemi sono tutti da scoprire ed inventare: dalla voce a piccoli movimenti del corpo per arrivare in un futuro nemmeno troppo lontano al pensiero, le modalità con cui potremo interagire con questi oggetti sono davvero molte.</p>
<p>Allo stesso tempo, sono tutte da affrontare e comprendere le <strong>implicazioni sociali della diffusione di simili strumenti</strong>, dall&#8217;indiscutibile<strong> potenziale altamente invasivo della nostra sfera privata</strong>.</p>
<p>Una cosa comunque è certa: facendoci caso, il futuro che Google sta costruendo è molto diverso da quello immaginato da Corning: da una parte, un<strong> singolo monitor trasparente di dimensioni molto ridotte</strong> (e già si sta lavorando per trasformare questi monitor in <strong>lenti a contatto</strong>); dall&#8217;altra, <strong>ampie superfici vetrate &#8220;intelligenti&#8221;</strong> in ogni dove, con cui interagiremo principalmente tramite le dita. Da notare: da nessuna parte, nel video di Corning, incontriamo occhiali come quelli di Google.</p>
<p>Che l&#8217;immediato domani sia un mix di entrambe le visioni è plausibile, ma nel medio lungo periodo, <strong>la strada intrapresa da Google potrebbe rivelarsi ampiamente più sostenibile</strong> (un dispositivo a persona, con un dispendio di materiali ridotti, richieste di energia minime, etc.).</p>
<p>Scriviamo di questi scenari futuri per dare il segno di<strong> come rapidamente sta cambiando e cambierà il nostro rapporto con le informazioni</strong> sia per quantità che per qualità: occupandoci ogni giorno di strumenti internet, sia per le imprese che per i consumatori, viviamo in prima linea questa evoluzione.</p>
<p>Da tempo &#8211; supportati anche dal consiglio e dalle indicazioni di Google stessa &#8211; consigliamo ai nostri clienti di <strong>concentrare sempre di più l&#8217;attenzione e gli sforzi sui dispositivi accessibili in mobilità</strong>, considerandolo un vero e proprio dovere d&#8217;impresa per <strong>riuscire a restare competitivi</strong>.</p>
<p>Allo stesso tempo però, consigliamo altrettanta attenzione nel <strong>gestire sempre meglio le informazioni e i processi</strong>, indipendentemente dal dispositivo: catalogare, etichettare, suddividere, conservare al meglio le informazioni permette di aggregarle per trarne maggiore valore o ancora, di renderle disponibili e comprensibili a sistemi informatici che possono usarle per gli scopi più disparati e infine di restituircele nelle modalità più adeguate a seconda dello strumento di fruizione: oggi mostrandole su di un computer, un tablet o uno smartphone, un domani visualizzandole su di una lente a contatto digitale o tramite la voce di un assistente digitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I regali di Natale 2011? Un italiano su tre li acquista online!</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-commerce]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lunedì 28 ottobre è stato un giorno importante per l&#8217;e-commercel'e-commerce, o commercio elettronico, è un sottoinsieme del commercio caratterizzato dalla conclusione tipicamente a distanza del contratto di compravendita, tramite strumenti digitali. negli USA: gli americani hanno speso online la bellezza di 1,25 miliardi (rispetto al 2010, +22% secondo ComScore, +33% secondo IBM o ancora +24,6% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_746" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/11/applicazione_UP.jpg"><img class="size-medium wp-image-746" title="Con l'applicazione per iPhone di Ultimoprezzo è possibile effettuare la scansione dei codici a barre" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/11/applicazione_UP-300x300.jpg" alt="Con l'applicazione per iPhone di Ultimoprezzo è possibile effettuare la scansione dei codici a barre" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Con l&#39;applicazione per iPhone di Ultimoprezzo è possibile effettuare la scansione dei codici a barre</p></div>
<p><strong>Lunedì 28 ottobre</strong> è stato un giorno importante per l&#8217;<strong><span class="domtooltips">e-commerce<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">l'e-commerce, o commercio elettronico, è un sottoinsieme del commercio caratterizzato dalla conclusione tipicamente a distanza del contratto di compravendita, tramite strumenti digitali.</span></span></strong> negli USA: gli americani hanno speso online la bellezza di <strong>1,25 miliardi</strong> (rispetto al 2010, +22% secondo ComScore, +33% secondo IBM o ancora +24,6% secondo eBay). 200 dollari lo scontrino medio, con picchi di acquisto alle 11 di mattina e alla sera.</p>
<p>La ricorrenza è quella del &#8220;<strong>Cyber Monday</strong>&#8220;, una tradizione ormai consolidata che vede le grandi catene proporre sui propri ecommerce <strong>sconti molto important</strong>i il lunedì successivo alla Festa del Ringraziamento.</p>
<p>Tra i tanti dati, quello che spicca con maggior evidenza è l&#8217;impiego di smartphone e affini: <strong>1 visita su 10 è arrivata da device mobili</strong> e sempre a partire dagli stessi si sono concluse il 6,6% delle transazioni totali, praticamente il triplo rispetto al dato del 2010.</p>
<p>Gli smartphone sono stati anche i protagonisti del più tradizionale &#8220;<strong>Black Friday</strong>&#8220;, il venerdì subito dopo la Festa del Ringraziamento durante il quale grandi magazzini e operatori della grande distribuzione effettuano vendite promozionali particolarmente allettanti: <strong>l&#8217;impiego degli smartphone</strong> direttamente presso i punti vendita, principalmente per accedere online a <strong>servizi di comparazione prezzi</strong> è stato massiccio, consolidando un fenomeno di &#8220;trasparenza del prezzo&#8221; che i retailer americani non possono più ignorare.</p>
<p>Da esperienza di nicchia, l&#8217;accesso online in mobilità a informazioni che influenzano le scelte d&#8217;acquisto è divenuto un fenomeno di massa, accentuando la concorrenza non solo tra punti vendita &#8220;vicini&#8221;, ma anche tra negozi sul territorio e negozi online.</p>
<p>Torniamo in Italia, da noi come sta andando?</p>
<p><span id="more-742"></span></p>
<p>Una recente ricerca GFK Eurisko su richiesta di Paypal Italia (condotta su di un campione di 600 intervistati) ha evidenziato l&#8217;intenzione da parte di<strong> un intervistato su tre</strong> di <strong>effettuare acquisti online</strong> per i regali di Natale 2011.</p>
<p>Un numero importante, ma decisamente inferiore rispetto a quelli di altri Paesi, anche limitrofi.</p>
<p>Un dato che emerge con evidenza è la sempre maggior propensione, anche in Italia, a <strong>cercare online informazioni per poi acquistare in un punto vendita</strong> sul territorio (Research Online, Purchase Offline).</p>
<p>E&#8217; un fenomeno che conosciamo da vicino, in qualità di editori di<strong> <a title="Ultimoprezzo" href="http://www.ultimoprezzo.com/" target="_blank">ultimoprezzo.com</a></strong>, il nostro portale al servizio dei consumatori il cui <strong>traffico è in costante crescita</strong>: 1 milione di visite a ottobre e 1,2 milioni a novembre.</p>
<p>Sul fronte mobile, dove mettiamo a disposizione gratuitamente dei consumatori dei <strong>servizi che consentono di comparare i prezzi</strong> gratis e direttamente sul punto vendita (e nel caso di iPhone, <strong>scansionare il codice a barre</strong> dei prodotti per non doverne digitare il nome e la marca nella ricerca), la crescita è addirittura superiore a quella registrata negli Stati Uniti: <strong>+700%</strong> nel confronto tra ottobre 2011 e ottobre 2010.</p>
<p>Al di là della crescita specifica del nostro sito, è sicuramente un ulteriore segnale del <strong>sempre più largo impiego di dispositivi mobili per informarsi</strong>: <strong>SO.LO.MO</strong> (Social, Local e Mobile) è un acronimo impiegato per sintetizzare una tendenza di impiego di internet, dei suoi servizi e delle sue informazioni da tenere ben presente nello sviluppo di qualsivoglia strategia di relazione online.</p>
<p>Le numerose <strong>offerte sottocosto</strong> in partenza in questi giorni (piccolo spazio pubblicità: le trovate sul nostro sito nella <a title="Sottocosto" href="http://www.ultimoprezzo.com/sottocosto.htm" target="_blank">sezione dedicata</a>) del resto, sono &#8220;sintomatiche&#8221;: sono gli <strong>smartphone</strong> (principalmente iOS ed Android, ma anche Windows Mobile e Bada) ad essere tra i <strong>prodotti più proposti</strong> dalle catene e allo stesso tempo <strong>più ricercati</strong> dagli utenti.</p>
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		</item>
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		<title>Pagine Google+, si parte anche con i profili per le aziende (e non solo)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 00:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[pagine aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[profili business]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Per essere presente in rete, un&#8217;azienda ha a disposizione molti servizi gratuiti: Facebook, Linkedin e Twitter sono solo alcuni dei più importanti.<br /> In alcuni di questi, per molte aziende la scelta di essere presenti è praticamente obbligata: si può ancora immaginare un brand di moda casual che si rivolge ai giovani senza una pagina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_733" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/11/Google+_Pages.png"><img class="size-medium wp-image-733" title="Google+_Pages" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/11/Google+_Pages-300x216.png" alt="Schermata per la creazione di una Google Page" width="300" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">Schermata per la creazione di una Google Page</p></div>
<p>Per essere presente in rete, un&#8217;azienda ha a disposizione molti <strong>servizi gratuiti</strong>: <strong>Facebook, Linkedin e Twitter</strong> sono solo alcuni dei più importanti.<br />
In alcuni di questi, per molte aziende la scelta di essere presenti è praticamente obbligata: si può ancora immaginare un brand di moda casual che si rivolge ai giovani senza una pagina Facebook? Oppure una moderna testata giornalistica online senza un account Twitter?</p>
<p>A rientrare nel rango degli &#8220;imprescindibili&#8221; ci prova anche Google, con le sue <strong>pagine Google+</strong>: scopriamole!<br />
<span id="more-722"></span><br />
Creare una <strong>pagina Google+</strong> è estremamente semplice: a partire da un profilo Google+ -<strong> gratuito</strong> e a disposizione di tutti &#8211; bastano <strong>pochi click</strong>.<br />
Per prima cosa, si sceglie una <strong>categoria</strong>:</p>
<ul>
<li>attività locale o luogo</li>
<li>prodotto o marca</li>
<li>azienda, istituzione o organizzazione</li>
<li>arte, sport e intrattenimento</li>
<li>altro</li>
</ul>
<p>A seconda della categoria selezionata, viene proposta la compilazione di alcune<strong> informazioni di base</strong> ad hoc: al termine, accettati i termini d&#8217;uso, la pagina è praticamente creata e va solo confermata.</p>
<p>A quel punto ci si trova di fronte ad un vero e proprio &#8220;clone&#8221; di un profilo di Google+: ogni azione potrà essere compiuta &#8220;per conto&#8221; della pagina, che potrà quindi <strong>scrivere post, commentare</strong>, partecipare a <strong>videoconferenze</strong>, aggiungere altri profili e altre pagine alle proprie cerchie, etc.</p>
<p>L&#8217;importanza di questa nuova funzionalità del <span class="domtooltips">social network<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">i social network (o reti sociali) sono forme di comunicazione in rete basate sulle relazioni sociali che hanno un sito web o un'applicazione come punto di riferimento.</span></span> di Mountain View diviene ancora più evidente se la leggiamo al contrario, ovvero osservando le pagine come &#8220;destinatarie&#8221; delle attenzioni di altre persone, che potranno <strong>aggiungerle alle proprie cerchie</strong>, seguendone le vicende e partecipando alla loro &#8220;vita di relazione&#8221;.</p>
<p>Anche in questa occasione, Google propone un <strong>video di accompagnamento</strong>, per rendere più chiaro il <strong>potenziale</strong> di questo nuovo servizio, eccolo qui:</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8Ccf5GxM7vg">http://www.youtube.com/watch?v=8Ccf5GxM7vg</a></p>
</p>
<p>Il racconto, che descrive la relazione che un negoziante di biciclette stabilisce con dei clienti appassionati, indica uno dei casi più tipici d&#8217;impiego, ma rende anche evidente che per imporsi al grande pubblico come &#8220;luogo di contatto&#8221;, Google deve impegnare tutte le sue energie nel far vivere<strong> Google+ come piattaforma di relazione largamente diffusa</strong>, spodestando da questo ruolo Facebook.</p>
<p>Dalla sua, nonostante il notevole ritardo nel campo e diverse false partenze, può contare su capitali umani ed economici davvero notevoli e &#8211; non dimentichiamolo &#8211; dell&#8217;attenzione di centinaia di milioni di persone che ogni giorno usano i suoi servizi: <a title="“The 2010 Europe Digital Year in Review”" href="http://www.comscore.com/Press_Events/Press_Releases/2011/2/comScore_Releases_The_2010_Europe_Digital_Year_in_Review" target="_blank">in una indagine Comscore riferita all&#8217;anno 2010</a> è emerso che il <strong>servizio di ricerca di Google detiene in Europa la leadership assoluta</strong> delle preferenze degli utenti, una posizione privilegiata che ben potrebbe essere l&#8217;ago della bilancia nella<strong> scelta delle aziende di investire in questo <span class="domtooltips">social network<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">i social network (o reti sociali) sono forme di comunicazione in rete basate sulle relazioni sociali che hanno un sito web o un'applicazione come punto di riferimento.</span></span></strong>, soprattutto alla luce del sempre maggior rilievo degli elementi &#8220;social&#8221; all&#8217;interno delle pagine di risultato.</p>
<p>Tra le prime pagine create, oltre a quelle delle imprese più attive lato social, un utente d&#8217;eccezione: <strong><a title="Google + Linus Torvalds" href="https://plus.google.com/u/1/102150693225130002912/posts?hl=it" target="_blank">Linus Torvalds</a></strong>, che ha dichiarato che impiegherà una pagina dedicata a <strong>Linux</strong> per comunicare aggiornamenti sulle nuove release del noto sistema operativo open source.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>12 agosto 2011: Google Panda parte anche in Italia</title>
		<link>http://blog.axura.com/2011/08/12-agosto-2011-google-panda-parte-anche-in-italia/</link>
		<comments>http://blog.axura.com/2011/08/12-agosto-2011-google-panda-parte-anche-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 15:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Algoritmo]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Panda]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.axura.com/?p=683</guid>
		<description><![CDATA[<p>Venerdì 12 agosto:</p> Nel 1831, nasceva la città di Chicago Nel 1960, veniva lanciato il primo satellite per telecomunicazioni, Echo I 30 anni fa, nel 1981, veniva annunciato l&#8217;IBM 5150, il suo primo PC (Personal Computer), prodotto in quel di Boca Raton, Florida <p>Oggi, 12 agosto 2011, per gli appassionati di videogiochi, parte il taglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_687" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/08/Google-Panda.jpg"><img class="size-medium wp-image-687 " title="Google Panda" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/08/Google-Panda-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Quoted from: http://www.photobasement.com/tag/panda/</p></div>
<p><strong>Venerdì 12 agosto</strong>:</p>
<ul>
<li>Nel 1831, nasceva la città di Chicago</li>
<li>Nel 1960, veniva lanciato il primo satellite per telecomunicazioni, Echo I</li>
<li>30 anni fa, nel 1981, veniva annunciato l&#8217;IBM 5150, il suo primo PC (Personal Computer), prodotto in quel di Boca Raton, Florida</li>
</ul>
<p>Oggi, 12 agosto 2011, per gli appassionati di videogiochi, parte il<strong> taglio di oltre il 40%</strong> del prezzo di vendita consigliato della console<strong> Nintendo 3DS</strong>. Per chi si occupa di analisi del traffico di siti web (e non) sul <strong>blog di Google Analytics</strong>, viene annunciato un <a title="Aggiornamento alle modalità di calcolo delle sessioni (articolo in lingua inglese)" href="http://analytics.blogspot.com/2011/08/update-to-sessions-in-google-analytics.html" target="_blank">aggiornamento</a> alle modalità di calcolo delle sessioni (utile per la canalizzazione multi-canale). Per tutti i webmaster, alle ore 13.00 dell&#8217;ultimo giorno prima del weekend lungo di Ferragosto <strong>sul blog di Google Italia</strong> viene annunciato il <strong><a title="Google Panda parte anche in Italia" href="http://googleitalia.blogspot.com/2011/08/panda-anche-in-italia-laggiornamento.html" target="_blank">lancio anche in Italia di Google Panda</a></strong>, il nuovo algoritmo che ha &#8220;scosso&#8221; il web d&#8217;oltreoceano.</p>
<p><span id="more-683"></span></p>
<p>Sapendo che Ferragosto questo anno cade di lunedì, si può ben immaginare lo scenario lavorativo di questo venerdì 12 agosto: uffici per tre quarti vuoti, città pronte a svuotarsi del tutto e quanto altro normalmente accompagna in Italia il Ferragosto.</p>
<p>Il post del blog di Google Italia &#8220;rompe&#8221; questa tradizione, perlomeno per chi fa del web il suo mestiere, trasformando in certezza un cambiamento da tempo annunciato: <strong>Google Panda</strong> (ne abbiamo<a title="Google Panda e Google Shopping" href="http://blog.axura.com/2011/05/google-panda-e-google-shopping-in-italia-un-terremoto-che-cambia-la-geografia-delle-commerce-nostrano/" target="_blank"> già scritto</a>), <strong>si parte da oggi</strong>.</p>
<p>I toni sono rassicuranti: quando è stato introdotto questo insieme di modifiche all&#8217;algoritmo di ricerca impiegato da Google per fornire i risultati ai suoi utenti, sono state circa il 12% le ricerche &#8220;interessate&#8221;. Da noi, dopo &#8220;vari affinamenti&#8221;, si indica l&#8217;<strong>impatto previsto come pari al 6 / 9%</strong>.</p>
<p>Complice il weekend lungo di Ferragosto e in generale il periodo estivo che altera in modo sostanziale le destinazioni, i tempi e le modalità di accesso alla ricerca, ci vorranno <strong>almeno una o due settimane per valutare il reale impatto</strong> per il web italiano.</p>
<p>Di certo, il rientro dalle ferie porterà dei<strong> cambiamenti</strong>, per alcune realtà web anche molto significativi: se non lo si è già fatto, può essere utile dare una bella lettura al post di Google dedicato alla <a title="Indicazioni per la qualità dei contenuti" href="http://googleitalia.blogspot.com/2011/05/altre-indicazioni-per-la-realizzazione.html" target="_blank">qualità dei contenuti</a> e verificare la propria &#8220;posizione&#8221;, magari (beati quelli che lo sono) sdraiati sotto l&#8217;ombrellone <img src='http://blog.axura.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AdWords API, automazione al servizio della pubblicità</title>
		<link>http://blog.axura.com/2011/07/adwords-api-automazione-al-servizio-della-pubblicita/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 10:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>97%: è la percentuale degli introiti di Google derivanti dal programma pubblicitario AdWords nel periodo che va da luglio 2010 a giugno 2011, rispetto al totale incamerato dall&#8217;azienda (per inciso, la cifra associata a quel numero è di circa 32 miliardi di dollari, ovvero più del 30% del totale degli investimenti in pubblicità online di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_673" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-673" title="Vasi, rocce, sassolini, sabbia e ... " src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/iStock_000002367564Small-200x300.jpg" alt="Un vaso di vetro con all'interno dei sassi" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Vasi, rocce, sassolini, sabbia e ...</p></div>
<p><strong>97%</strong>: è la percentuale degli introiti di Google derivanti dal programma pubblicitario AdWords nel periodo che va da luglio 2010 a giugno 2011, rispetto al totale incamerato dall&#8217;azienda (per inciso, la<strong> cifra associata</strong> a quel numero è di circa <strong>32 miliardi di dollari</strong>, ovvero più del 30% del totale degli investimenti in pubblicità online di tutto il mondo in quel periodo). Il <strong>crescente impiego</strong> di questo canale pubblicitario da parte di un sempre maggior numero di imprese da un lato farà crescere i numeri di AdWords e della pubblicità online sempre di più, ma dall&#8217;altro aumenterà la &#8220;competizione&#8221; tra inserzionisti, facendo <strong>salire i costi di alcune pubblicità</strong> alle stelle. Già oggi termini come &#8220;insurance&#8221; (assicurazione) possono arrivare a costare negli USA fino a <strong>55 dollari per click</strong>, una cifra a lungo andare insostenibile anche per i &#8220;grandi&#8221;. Ma quindi il vaso è pieno o c&#8217;è ancora posto? Concedeteci una piccola digressione a proposito di pietre, sassolini e sabbia &#8230;</p>
<p><span id="more-669"></span></p>
<p>Vi sarà capitato nella vita almeno una volta di incappare in una delle versioni della &#8220;<strong>storia del vaso pieno</strong>&#8220;: in comune, le varie versioni hanno un insegnante che mostra a degli studenti (volutamente non troppo svegli) un <strong>vaso</strong>, lo riempie di <strong>pietre</strong> e poi chiede se il vaso sembra pieno; la platea risponde affermativamente, per la gioia dell&#8217;insegnante che può così dimostrare ai ragazzi che sono stati troppo superficiali nella risposta nel mentre che procede a mettere dei <strong>sassolini più piccoli</strong> nel vaso, per poi ripetere nuovamente la domanda: all&#8217;ennesima risposta affermativa degli studenti, procede a riempirla di <strong>sabbia</strong> e in un&#8217;ultima iterazione del racconto versa nel vaso anche <strong>un&#8217;intera bottiglia d&#8217;acqua</strong>, per lo stupore generale.</p>
<p>Se il racconto viene spesso impiegato per raccontare una morale sui valori della vita, nel nostro caso ben ci aiuta a comprendere uno <strong>strumento che può fare la differenza</strong> nel sempre più competitivo ambito della pubblicità online, e in particolare <strong>nel contesto di Google AdWords</strong>.</p>
<p>Procediamo per gradi: quando attiviamo una pubblicità con AdWords, ad esempio mirando alla parola &#8220;assicurazione&#8221;, stiamo inserendo nel vaso un <strong>sasso molto grande</strong> (è una parola usata in moltissime ricerche, da sola o insieme ad altre parole).</p>
<p>Farlo ci costa molta <strong>poca fatica</strong>: <strong>questione di secondi</strong>, basta scegliere questa <span class="domtooltips">parola chiave<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">le parole utilizzate in qualità di "stringa di ricerca" per ottenere dei risultati utilizzando un motore di ricerca vengono denominate "parole chiave" o keyword.</span></span>, scrivere una pubblicità, indicare un <strong>investimento adeguato</strong> e far partire la campagna.</p>
<p>Il volume di questo sasso avremmo però potuto occuparlo ad esempio con due sassi più piccoli, ad esempio corrispondenti uno a &#8220;assicurazione auto&#8221; e l&#8217;altro a &#8220;assicurazione moto&#8221;: fatica doppia nello scegliere le parole chiave e nello scrivere pubblicità mirate, ma anche investimento inferiore, in quanto<strong> la maggior &#8220;precisione&#8221; viene tipicamente premiata con costi inferiori</strong> (stiamo semplificando a fini &#8220;narrativi&#8221;).</p>
<p>Iterazione dopo iterazione, ci ritroviamo a gestire <strong>volumi sempre più piccoli</strong>, equivalenti ai sassolini, ma lo sforzo che facciamo è sempre dato dal gesto di scegliere la <span class="domtooltips">parola chiave<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">le parole utilizzate in qualità di "stringa di ricerca" per ottenere dei risultati utilizzando un motore di ricerca vengono denominate "parole chiave" o keyword.</span></span> e scrivere un annuncio mirato. Quelli che prima erano pochi secondi possono diventare giorni e settimane, se vogliamo gestire migliaia di annunci.</p>
<p>Riempire il vaso di sassolini sempre più piccoli ci consente di <strong>rispondere in maniera mirata e specifica alle diverse richieste di un numero elevato di persone</strong> che utilizzano il <span class="domtooltips">motore di ricerca<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">in inglese "Search Engine", è un servizio che consente di cercare tra le informazioni pubblicate sul web: in base alla stringa di ricerca digitata e ad altri parametri, fornisce i risultati che ritiene più pertinenti.</span></span>, offrendo a ciascuna una risposta puntuale e significativa.</p>
<p>Immaginiamo ad esempio di voler<strong> applicare questo principio alla promozione di offerte sui voli aerei</strong>. Dal generico &#8220;offerte voli&#8221;, si può arrivare ad un annuncio mirato come &#8220;offerta volo Roma Madrid in partenza il giorno X alle ore Y alla cifra Z&#8221; in corrispondenza di ricerche come &#8220;offerte voli roma madrid partenza giorno X&#8221;, un livello di dettaglio davvero notevole che assicura un grande interesse verso l&#8217;annuncio e una qualità dell&#8217;esperienza premiata da Google con una <strong>notevole riduzione dei costi</strong> sostenuti rispetto a quelli imposti a concorrenti che si accontentano di riempire il vaso con sassi più grandi.</p>
<p>Del resto, attivare e poi cancellare (una volta scaduti) dei messaggi pubblicitari così &#8220;mirati&#8221; è un impegno che può rivelarsi insostenibile sia per una questione di tempo che di risorse (anche usando le c.d. keyword dinamiche), se non fosse che Google ci mette a disposizione uno <strong>strumento di automazione che rende tutto questo possibile: le API di AdWords</strong>.</p>
<p>Continuando a semplificare, si tratta di<strong> far gestire la creazione, modifica e rimozione degli annunci in tutto o in parte a dei software</strong>, che &#8220;dialogano&#8221; con il sistema di AdWords in base a delle regole preimpostate.</p>
<p>Facendo un paragone, torniamo con la mente indietro nel tempo a quando le transazioni di borsa venivano effettuate da operatori specializzati gridando in una stanza e paragoniamo questo livello di efficienza all&#8217;attuale scenario dove in alcuni millisecondi dei programmi &#8220;decidono&#8221; se vendere o comprare in base a delle regole preimpostate, comunicando con il &#8220;computer&#8221; della borsa.</p>
<p>In Axura abbiamo sviluppato dei <strong>software capaci di dialogare con Google AdWords</strong>, per il tramite delle loro API (semplificando, dei &#8220;punti di passaggio&#8221; di informazioni e istruzioni), riuscendo così a gestire in base a delle regole un numero elevato di annunci mirati: questi strumenti permettono di<strong> abbattere il costo di gestione di una campagna pubblicitaria AdWords</strong>, rendendo possibili strategie pubblicitarie non sostenibili con metodi tradizionali.</p>
<p>Immaginiamo di voler pubblicizzare un catalogo prodotti, la cui disponibilità e il cui prezzo varia nel tempo: grazie all&#8217;automazione è possibile <strong>attivare, variare o disabilitare un annuncio in tempo reale</strong>.</p>
<p>Una adeguata <strong>&#8220;regia&#8221; pubblicitaria</strong> <strong>può</strong> impiegare questa risorsa innovativa per<strong> impostare</strong> <strong>campagne pubblicitarie estremamente competitive</strong>, assicurandosi un vantaggio che può tradursi o in una riduzione degli investimenti o ancora, in un aumento della resa.</p>
<p>Del resto, con la crescente diffusione di internet, la <strong>tecnologia al servizio della creatività pubblicitaria</strong> è destinata ad avere un ruolo sempre più determinante nel successo o meno di iniziative e investimenti: un&#8217;affascinante connubio che apre a scenari in larga parte ancora da &#8220;inventare&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tablet e E-Commerce: iPad e affini cambiano il futuro dello shopping online</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 17:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Lunedì prossimo (l&#8217;1 agosto 2011, alla data in cui scriviamo) è prevista l’uscita di un report di <a title="Forrester Research" href="http://www.forrester.com/rb/research" target="_blank">Forrester Research</a> intitolato “<a title="Why Tablet Commerce May Trump Mobile Commerce" href="http://forrester.com/rb/Research/why_tablet_commerce_may_soon_trump_mobile/q/id/59096/t/2" target="_blank">Why Tablet Commerce May Trump Mobile Commerce</a>” . Il crescente (e travolgente) successo di pubblico dei tablet (Apple iPad in primis) sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_656" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/iPad-Star-Trek.jpg"><img class="size-medium wp-image-656" title="iPad Star Trek" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/iPad-Star-Trek-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tablet PC: dalla fantasia alla realtà</p></div>
<p>Lunedì prossimo (l&#8217;1 agosto 2011, alla data in cui scriviamo) è prevista l’uscita di un <strong>report di <a title="Forrester Research" href="http://www.forrester.com/rb/research" target="_blank">Forrester Research</a></strong> intitolato “<em><strong><a title="Why Tablet Commerce May Trump Mobile Commerce" href="http://forrester.com/rb/Research/why_tablet_commerce_may_soon_trump_mobile/q/id/59096/t/2" target="_blank">Why Tablet Commerce May Trump Mobile Commerce</a></strong></em>” . Il crescente (e travolgente) <strong>successo di pubblico dei tablet</strong> (Apple iPad in primis) sta letteralmente<strong> cambiando tempi e modalità di accesso a internet</strong> per molte persone, creando <strong>nuove abitudini</strong> non solo in mobilità, ma soprattutto <strong>in ambito domestico</strong> e sempre più anche <strong>in azienda</strong>. Ne scriviamo sulla base di un’esperienza concreta, un <strong>catalogo ottimizzato per iPad e altri tablet</strong> che abbiamo sviluppato per una nota rete di riparatori auto multimarca, <a title="Eurorepar" href="http://www.eurorepar.it/" target="_blank">Eurorepar</a>.<span id="more-651"></span></p>
<p>Con<strong> prezzi sempre più accessibili e funzionalità sempre più ricche</strong>, i tablet si stanno rapidamente affermando come uno degli<strong> strumenti informatici più richiesti dal grande pubblico</strong>, sia per uso privato che d’impresa.</p>
<p>E’ un cambiamento davvero rapido, trainato dal successo dei prodotti di casa Apple e a cui aggiungerà notevole propellente l’arrivo di Windows 8 e la crescita quantitativa e qualitativa di Android.</p>
<p>Sono già numerose le ricerche che segnalano dei<strong> cambi di abitudine per chi usa il tablet</strong>: ad esempio, una <a title="Is Mobile Affecting When We Read" href="http://readitlaterlist.com/blog/2011/01/is-mobile-affecting-when-we-read" target="_blank">ricerca</a> segnala come si preferisca sempre di più<strong> la sera</strong> (come tempo) e <strong>il divano</strong> (come luogo) per fruire con il tablet delle risorse online contrassegnate come interessanti durante il giorno.</p>
<p>Altro trend interessante è la contemporanea <strong>fruizione di contenuti online tramite i tablet mentre la televisione è accesa</strong> (magari per trasmettere un programma in streaming).</p>
<p>In effetti, i tablet consentono un’<strong>esperienza d’uso molto “casual” e piacevole</strong>:</p>
<ul>
<li>sono subito e sempre <strong>pronti all’uso</strong> (uno o due secondi e si è online)</li>
<li>lo <strong>schermo è di dimensioni adeguate</strong> per una buona fruizione di contenuti di vario genere, anche da parte di <strong>più persone contemporaneamente</strong> (contrariamente agli smartphone che risultano ancora un po’ troppo “piccoli” per certi usi)</li>
<li>l’ interfaccia touch rispetto a mouse e tastiera offre un’<strong>interazione più “naturale” e di facile apprendimento</strong>.</li>
</ul>
<p>Anche <strong>in ambito aziendale</strong>, questo strumento trova molteplici occasioni d’impiego: dalle <a title="iPad al Gemelli e al Niguarda" href="http://www.corriere.it/salute/10_novembre_30/ipad-ospedale-gemelli-niguarda_b0b5b2ca-fb9e-11df-bfbe-00144f02aabc.shtml" target="_blank">corsie d’ospedale</a>, alle <a title="iPad in aereo? Sì, ma tra i comandi di volo" href="http://www.ipaditalia.com/ipad-in-aereo-si-ma-tra-i-comandi-di-volo-compratevi-un-icub-anche-voi-14639.html" target="_blank">cabine di pilotaggio degli aerei di linea</a>, i limiti d’uso sono davvero pochi.</p>
<p>Tra gli ambiti di cui abbiamo avuto esperienza diretta c’e’ quello della <strong>fruizione di cataloghi da parte di reti di vendita</strong>: il caso concreto è quello di <a title="Eurorepar" href="http://www.eurorepar.it" target="_blank">Eurorepar</a> , un’importante rete europea di riparatori auto multimarca, già nostro cliente per la sua presenza internet e per diversi strumenti ERP. In occasione della <a title="Autopromotec 2011" href="http://www.autopromotec.it/" target="_blank">fiera Autopromotec 2011</a>, che si è tenuta a Bologna dal 25 al 29 maggio, è stato presentata alla rete una <strong>“web application” ottimizzata per iPad</strong>, ideata per consentire a distributori e rivenditori una <strong>rapidissima fruizione del catalogo ricambi</strong> al fine di selezionare quelli da ordinare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/eurorepar.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-661" title="eurorepar" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/eurorepar-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Come Axura abbiamo sviluppato questa applicazione tenendo conto delle peculiarità dell’interfaccia touch e il <strong>risultato è stato particolarmente soddisfacente</strong>, come ci ha raccontato lo stesso Alessandro Villa, responsabile marketing di Eurorepar:</p>
<p><em>“La nostra rete vendita ha trovato <strong>estremamente facile e pratico</strong> questo strumento di lavoro e l’interfaccia è stata <strong>subito chiara per tutti</strong>: poter selezionare in pochi ‘tocchi’ quello che interessa è molto naturale e al di là della ‘novità’ guardiamo con molto interesse e notevoli aspettative questo tipo di interfacce e strumenti”.</em></p>
<p>La scelta di sviluppare una <strong>web application</strong> (e non un’applicazione nativa) per questo tipo di esigenza o esigenze simili comporta <strong>notevoli vantaggi</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>non è richiesto</strong> un processo di approvazione da parte di un gestore di un “app store”, che può comportare <strong>tempi incerti</strong> sia sulla disponibilità dell’applicazione che di suoi eventuali aggiornamenti e correzione di bug</li>
<li>l’applicazione è <strong>immediatamente fruibile su tablet diversi</strong>, con i più disparati sistemi operativi (da iOS ad Android, da WebOS a Windows)</li>
<li>i contenuti sono <strong>indicizzabili dai motori di ricerca</strong></li>
<li><strong>non si è soggetti a “commissioni”</strong> (che arrivano fino al 30%) a favore di gestori di “app store” nel caso in cui si vogliano rendere disponibili i propri contenuti a pagamento</li>
<li>le competenze richieste per lo sviluppo di web application sono affini a quelle richieste per lo sviluppo di siti web tradizionali e si può <strong>razionalizzare e ottimizzare l’investimento nelle attività di sviluppo</strong>.</li>
</ul>
<p>Il report di Forrester Research segnala come molti operatori di <span class="domtooltips">e-commerce<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">l'e-commerce, o commercio elettronico, è un sottoinsieme del commercio caratterizzato dalla conclusione tipicamente a distanza del contratto di compravendita, tramite strumenti digitali.</span></span> <strong>non abbiano ancora adeguatamente colto questa opportunità</strong> e come gli investimenti in questa direzione siano ancora irrisori, seppur chi ha già scelto questa strada <strong>beneficia di un certo vantaggio competitivo</strong>.</p>
<p>Inoltre, viene indicato come particolarmente interessante l’<strong>impiego di tablet nell’integrazione di esperienze d’acquisto online / offline</strong>, ad esempio attraverso la disponibilità di <strong>tablet nei punti vendita</strong>, sia<strong> per gli addetti alle vendite</strong> (che possono mostrare facilmente contenuti aggiuntivi ai potenziali clienti) sia <strong>per i clienti stessi</strong>: numerosi in questa direzione sono gli esempi di ristoranti e wine bar che hanno integrato con successo <a title="iPad Wine List Tablet" href="http://www.gayot.com/wine/news/ipad-wine-list-tablet-southgate-restaurant-nyc.html" target="_blank">liste dei vini tramite tablet</a> <strong>migliorando l’esperienza d’acquisto</strong> dei clienti (e alzando lo scontrino medio).</p>
<p><strong>Tablet, smartphone, pagamenti NFC</strong> sono solo alcuni dei cambiamenti a cui stiamo assistendo e a cui assisteremo sempre più spesso: già si parla di <strong>VUI</strong> (Vocal User Interfaces) e N<strong>egozi Virtuali</strong>, da frequentare con i nostri <strong>Avatar</strong> (di questi giorni il rilascio di <strong><a title="Avatar Kinect" href="http://www.xbox.com/en-US/Kinect/KinectAvatars" target="_blank">Avatar Kinect</a></strong>, un’esperienza da provare per intuire cosa ci aspetta da qui a qualche anno).</p>
<p>A proposito di Kinect e integrazione non solo online / offline ma anche reale / virtuale, chiudiamo con un video molto interessante:</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LQUpCbC7jAw">http://www.youtube.com/watch?v=LQUpCbC7jAw</a></p></p>
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		<item>
		<title>Google AdWords Express: pubblicità online facile per le imprese locali</title>
		<link>http://blog.axura.com/2011/07/google-adwords-express-pubblicita-online-facile-per-le-imprese-locali/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 14:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi utili]]></category>
		<category><![CDATA[Google Adwords]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nel secolo scorso, c&#8217;erano le Yellow Pages, ovvero le c.d. Pagine Gialle : elenchi telefonici cartacei di attività aziendali suddivise per località e tipologia, tutti da sfogliare pagina per pagina.</p> <p>Per &#8220;spiccare&#8221; sulla concorrenza, le aziende avevano diverse opzioni a pagamento: informazioni aggiuntive, grassetti, spazi in evidenza. In pratica, si trattava di ricevere la visita di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_641" class="wp-caption alignleft" style="width: 307px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/Google_Adwords_Express_001.png"><img class="size-medium wp-image-641" title="Google_Adwords_Express_001" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/Google_Adwords_Express_001-297x300.png" alt="" width="297" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Google AdWords Express: la pubblicità online facile con un video di presentazione a regola d&#39;arte</p></div>
<p>Nel secolo scorso, c&#8217;erano le <em>Yellow Pages</em>, ovvero le c.d. <em>Pagine Gialle </em>: elenchi telefonici cartacei di attività aziendali suddivise per località e tipologia, tutti da sfogliare pagina per pagina.</p>
<p>Per &#8220;spiccare&#8221; sulla concorrenza, le aziende avevano diverse <strong>opzioni a pagamento</strong>: informazioni aggiuntive, grassetti, spazi in evidenza. In pratica, si trattava di ricevere la visita di un commerciale, &#8220;negoziare&#8221; la visibilità che si voleva ottenere, pagare e attendere l&#8217;edizione successiva dell&#8217;elenco:<strong> ore di tempo</strong>, per un investimento (cospicuo) i cui frutti (indeterminati) sarebbero arrivati a <strong>distanza di mesi</strong>.</p>
<p>Fast Forward al 2011, diamo il benvenuto a <strong>Google AdWords Express</strong>!</p>
<p><span id="more-627"></span></p>
<p>Con AdWords Express il colosso di Mountain View offre (per ora solo negli Stati Uniti) a qualsiasi impresa la possibilità di ottenere<strong> visibilità a pagamento</strong> nei propri servizi online semplicemente<strong> indicando un budget e compilando un breve annuncio.</strong></p>
<p>Niente commerciali o consulenti: una <strong>formula semplice ed automatica</strong> per ottenere &#8220;<strong>immediata visibilità</strong>&#8220;<strong> </strong>quando gli utenti effettuano una determinata ricerca o si trovano in una certa posizione.</p>
<p>Il paragone con il passato è impietoso: si tratta di dedicare <strong>pochi minuti</strong> per un servizio attivabile o disattivabile a piacimento, per un <strong>costo contenuto</strong> e misurabile, dalla <strong>resa praticamente &#8220;immediata&#8221;</strong>.</p>
<p>Per accompagnare il lancio del servizio, Google pubblica un breve video esplicativo (di suo <strong>un piccolo gioiello di comunicazione moderna</strong>)  davvero piacevole:</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AJoUEBYIniI">http://www.youtube.com/watch?v=AJoUEBYIniI</a></p>
</p>
<p>Per usare il servizio AdWords Express <strong>non è richiesto nemmeno un sito</strong>: semplicemente, chi lo attiva può indirizzare il visitatore alla propria scheda gratuita all&#8217;interno del servizio <a title="Google Places per le imprese" href="http://www.google.com/placesforbusiness" target="_blank">Google Places</a> (o, se preferisce, alla propria pagina su Facebook e, quando sarà attivo, al proprio profilo aziendale su Google+).</p>
<p>E&#8217; una conferma di quello che <a title="Serve davvero avere un sito internet?" href="http://blog.axura.com/2010/06/serve-davvero-avere-un-sito-internet/">già avevamo anticipato</a>: per molte attività, un sito web non è strettamente necessario e un <strong>corretto impiego delle risorse che internet mette a disposizione</strong> consente di ottenere <strong>risultati tangibili</strong> e soprattutto &#8220;misurabili&#8221;, a fronte di <strong>investimenti controllabili e modificabili in tempo reale.</strong></p>
<p>Google non è l&#8217;unico &#8220;operatore&#8221; a muoversi su questo territorio: <strong>GroupOn, Facebook, Foursquare</strong> sono solo alcuni dei nomi più o meno importanti di attività che puntano ai budget pubblicitari delle imprese locali, con le formule commerciali più disparate e dagli esiti più diversi.</p>
<p>Una<strong> grande opportunità</strong> quindi, ma anche una <strong>pletora di scelte che può confondere</strong> e a volte &#8220;paralizzare&#8221;: la semplicità dell&#8217;offerta Google va nella giusta direzione e siamo sicuri che<strong> avvicinerà alla pubblicità online</strong> (per inciso, destinata ad un giro d&#8217;affari nel 2015 doppio rispetto al dato 2010) <strong>molte imprese locali</strong>.</p>
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		<title>Ultimoprezzo.com tra i siti preferiti dagli italiani!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 13:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Sfide]]></category>
		<category><![CDATA[classifica NetObserver]]></category>
		<category><![CDATA[comparatore prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Guide d'acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[NetObserver]]></category>
		<category><![CDATA[ultimoprezzo.com]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ecco una di quelle frasi a effetto, un po&#8217; come &#8220;la più amata dagli italiani&#8221; che se non vi porta subito alla mente una pubblicità di cucine e una soubrette in particolare, vuol dire che avete meno di 20 anni.</p> <p>In questo caso, l&#8217;abbiamo usata a proposito? Partiamo dai fatti </p> <p>Il nostro Ultimoprezzo.com, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_615" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/Ultimoprezzo.jpg"><img class="size-medium wp-image-615 " title="Ultimoprezzo" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/Ultimoprezzo-300x294.jpg" alt="Ultimoprezzo.com tra " width="300" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Ultimoprezzo.com tra i siti più amati dagli italiani</p></div>
<p>Ecco una di quelle frasi a effetto, un po&#8217; come &#8220;<em>la più amata dagli italiani</em>&#8221; che se non vi porta subito alla mente una pubblicità di cucine e una soubrette in particolare, vuol dire che avete meno di 20 anni.</p>
<p>In questo caso, <strong>l&#8217;abbiamo usata a proposito?</strong> Partiamo dai fatti <img src='http://blog.axura.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <span id="more-606"></span></p>
<p>Il nostro <strong>Ultimoprezzo.com</strong>, è arrivato<strong> al decimo posto</strong> (parimerito).</p>
<p>Dove? Nella <strong>seconda edizione della classifica dell&#8217;osservatorio NetObserver®</strong> di Harris Interactive sui siti preferiti dagli internauti italiani, in particolare, nella categoria &#8220;<em>Guide d&#8217;acquisto, comparatori di prezzi, siti di consiglio ai consumatori</em>&#8220;.</p>
<p>In pratica, su di un campione di quasi 5.000 persone che hanno partecipato al sondaggio relativo alla categoria, 55 hanno scelto <strong>Ultimoprezzo.com come loro preferito.</strong></p>
<p>Per una piccola realtà come la nostra, questo è uno di quei casi in cui essere &#8220;ultimi in classifica&#8221; non suona così male, anzi, lo mettiamo insieme al traguardo da poco raggiunto dei <strong>5.000 &#8220;mi piace&#8221; su <a title="Pagina Facebook di Ultimoprezzo" href="http://www.facebook.com/ultimoprezzo" target="_blank">Facebook</a></strong> e ai <strong>numerosi apprezzamenti</strong> di chi si avvale dei nostri servizi:</p>
<p><strong>grazie a tutti e continuate a seguirci</strong> (anche su <a title="Twitter di Ultimoprezzo" href="http://twitter.com/#!/Ultimoprezzo" target="_blank">Twitter</a>, abbiamo più di  480 followers!) cercheremo di essere sempre più utili <img src='http://blog.axura.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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