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	<title>Il blog di Axura</title>
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	<description>spunti e conversazioni di un&#039;agenzia specializzata in interazioni digitali</description>
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		<title>I regali di Natale 2011? Un italiano su tre li acquista online!</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-commerce]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lunedì 28 ottobre è stato un giorno importante per l&#8217;e-commercel'e-commerce, o commercio elettronico, è un sottoinsieme del commercio caratterizzato dalla conclusione tipicamente a distanza del contratto di compravendita, tramite strumenti digitali. negli USA: gli americani hanno speso online la bellezza di 1,25 miliardi (rispetto al 2010, +22% secondo ComScore, +33% secondo IBM o ancora +24,6% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_746" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/11/applicazione_UP.jpg"><img class="size-medium wp-image-746" title="Con l'applicazione per iPhone di Ultimoprezzo è possibile effettuare la scansione dei codici a barre" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/11/applicazione_UP-300x300.jpg" alt="Con l'applicazione per iPhone di Ultimoprezzo è possibile effettuare la scansione dei codici a barre" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Con l&#39;applicazione per iPhone di Ultimoprezzo è possibile effettuare la scansione dei codici a barre</p></div>
<p><strong>Lunedì 28 ottobre</strong> è stato un giorno importante per l&#8217;<strong><span class="domtooltips">e-commerce<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">l'e-commerce, o commercio elettronico, è un sottoinsieme del commercio caratterizzato dalla conclusione tipicamente a distanza del contratto di compravendita, tramite strumenti digitali.</span></span></strong> negli USA: gli americani hanno speso online la bellezza di <strong>1,25 miliardi</strong> (rispetto al 2010, +22% secondo ComScore, +33% secondo IBM o ancora +24,6% secondo eBay). 200 dollari lo scontrino medio, con picchi di acquisto alle 11 di mattina e alla sera.</p>
<p>La ricorrenza è quella del &#8220;<strong>Cyber Monday</strong>&#8220;, una tradizione ormai consolidata che vede le grandi catene proporre sui propri ecommerce <strong>sconti molto important</strong>i il lunedì successivo alla Festa del Ringraziamento.</p>
<p>Tra i tanti dati, quello che spicca con maggior evidenza è l&#8217;impiego di smartphone e affini: <strong>1 visita su 10 è arrivata da device mobili</strong> e sempre a partire dagli stessi si sono concluse il 6,6% delle transazioni totali, praticamente il triplo rispetto al dato del 2010.</p>
<p>Gli smartphone sono stati anche i protagonisti del più tradizionale &#8220;<strong>Black Friday</strong>&#8220;, il venerdì subito dopo la Festa del Ringraziamento durante il quale grandi magazzini e operatori della grande distribuzione effettuano vendite promozionali particolarmente allettanti: <strong>l&#8217;impiego degli smartphone</strong> direttamente presso i punti vendita, principalmente per accedere online a <strong>servizi di comparazione prezzi</strong> è stato massiccio, consolidando un fenomeno di &#8220;trasparenza del prezzo&#8221; che i retailer americani non possono più ignorare.</p>
<p>Da esperienza di nicchia, l&#8217;accesso online in mobilità a informazioni che influenzano le scelte d&#8217;acquisto è divenuto un fenomeno di massa, accentuando la concorrenza non solo tra punti vendita &#8220;vicini&#8221;, ma anche tra negozi sul territorio e negozi online.</p>
<p>Torniamo in Italia, da noi come sta andando?</p>
<p><span id="more-742"></span></p>
<p>Una recente ricerca GFK Eurisko su richiesta di Paypal Italia (condotta su di un campione di 600 intervistati) ha evidenziato l&#8217;intenzione da parte di<strong> un intervistato su tre</strong> di <strong>effettuare acquisti online</strong> per i regali di Natale 2011.</p>
<p>Un numero importante, ma decisamente inferiore rispetto a quelli di altri Paesi, anche limitrofi.</p>
<p>Un dato che emerge con evidenza è la sempre maggior propensione, anche in Italia, a <strong>cercare online informazioni per poi acquistare in un punto vendita</strong> sul territorio (Research Online, Purchase Offline).</p>
<p>E&#8217; un fenomeno che conosciamo da vicino, in qualità di editori di<strong> <a title="Ultimoprezzo" href="http://www.ultimoprezzo.com/" target="_blank">ultimoprezzo.com</a></strong>, il nostro portale al servizio dei consumatori il cui <strong>traffico è in costante crescita</strong>: 1 milione di visite a ottobre e 1,2 milioni a novembre.</p>
<p>Sul fronte mobile, dove mettiamo a disposizione gratuitamente dei consumatori dei <strong>servizi che consentono di comparare i prezzi</strong> gratis e direttamente sul punto vendita (e nel caso di iPhone, <strong>scansionare il codice a barre</strong> dei prodotti per non doverne digitare il nome e la marca nella ricerca), la crescita è addirittura superiore a quella registrata negli Stati Uniti: <strong>+700%</strong> nel confronto tra ottobre 2011 e ottobre 2010.</p>
<p>Al di là della crescita specifica del nostro sito, è sicuramente un ulteriore segnale del <strong>sempre più largo impiego di dispositivi mobili per informarsi</strong>: <strong>SO.LO.MO</strong> (Social, Local e Mobile) è un acronimo impiegato per sintetizzare una tendenza di impiego di internet, dei suoi servizi e delle sue informazioni da tenere ben presente nello sviluppo di qualsivoglia strategia di relazione online.</p>
<p>Le numerose <strong>offerte sottocosto</strong> in partenza in questi giorni (piccolo spazio pubblicità: le trovate sul nostro sito nella <a title="Sottocosto" href="http://www.ultimoprezzo.com/sottocosto.htm" target="_blank">sezione dedicata</a>) del resto, sono &#8220;sintomatiche&#8221;: sono gli <strong>smartphone</strong> (principalmente iOS ed Android, ma anche Windows Mobile e Bada) ad essere tra i <strong>prodotti più proposti</strong> dalle catene e allo stesso tempo <strong>più ricercati</strong> dagli utenti.</p>
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		<item>
		<title>Pagine Google+, si parte anche con i profili per le aziende (e non solo)</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 00:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[pagine aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[profili business]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Per essere presente in rete, un&#8217;azienda ha a disposizione molti servizi gratuiti: Facebook, Linkedin e Twitter sono solo alcuni dei più importanti.<br /> In alcuni di questi, per molte aziende la scelta di essere presenti è praticamente obbligata: si può ancora immaginare un brand di moda casual che si rivolge ai giovani senza una pagina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_733" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/11/Google+_Pages.png"><img class="size-medium wp-image-733" title="Google+_Pages" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/11/Google+_Pages-300x216.png" alt="Schermata per la creazione di una Google Page" width="300" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">Schermata per la creazione di una Google Page</p></div>
<p>Per essere presente in rete, un&#8217;azienda ha a disposizione molti <strong>servizi gratuiti</strong>: <strong>Facebook, Linkedin e Twitter</strong> sono solo alcuni dei più importanti.<br />
In alcuni di questi, per molte aziende la scelta di essere presenti è praticamente obbligata: si può ancora immaginare un brand di moda casual che si rivolge ai giovani senza una pagina Facebook? Oppure una moderna testata giornalistica online senza un account Twitter?</p>
<p>A rientrare nel rango degli &#8220;imprescindibili&#8221; ci prova anche Google, con le sue <strong>pagine Google+</strong>: scopriamole!<br />
<span id="more-722"></span><br />
Creare una <strong>pagina Google+</strong> è estremamente semplice: a partire da un profilo Google+ -<strong> gratuito</strong> e a disposizione di tutti &#8211; bastano <strong>pochi click</strong>.<br />
Per prima cosa, si sceglie una <strong>categoria</strong>:</p>
<ul>
<li>attività locale o luogo</li>
<li>prodotto o marca</li>
<li>azienda, istituzione o organizzazione</li>
<li>arte, sport e intrattenimento</li>
<li>altro</li>
</ul>
<p>A seconda della categoria selezionata, viene proposta la compilazione di alcune<strong> informazioni di base</strong> ad hoc: al termine, accettati i termini d&#8217;uso, la pagina è praticamente creata e va solo confermata.</p>
<p>A quel punto ci si trova di fronte ad un vero e proprio &#8220;clone&#8221; di un profilo di Google+: ogni azione potrà essere compiuta &#8220;per conto&#8221; della pagina, che potrà quindi <strong>scrivere post, commentare</strong>, partecipare a <strong>videoconferenze</strong>, aggiungere altri profili e altre pagine alle proprie cerchie, etc.</p>
<p>L&#8217;importanza di questa nuova funzionalità del <span class="domtooltips">social network<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">i social network (o reti sociali) sono forme di comunicazione in rete basate sulle relazioni sociali che hanno un sito web o un'applicazione come punto di riferimento.</span></span> di Mountain View diviene ancora più evidente se la leggiamo al contrario, ovvero osservando le pagine come &#8220;destinatarie&#8221; delle attenzioni di altre persone, che potranno <strong>aggiungerle alle proprie cerchie</strong>, seguendone le vicende e partecipando alla loro &#8220;vita di relazione&#8221;.</p>
<p>Anche in questa occasione, Google propone un <strong>video di accompagnamento</strong>, per rendere più chiaro il <strong>potenziale</strong> di questo nuovo servizio, eccolo qui:</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8Ccf5GxM7vg">http://www.youtube.com/watch?v=8Ccf5GxM7vg</a></p>
</p>
<p>Il racconto, che descrive la relazione che un negoziante di biciclette stabilisce con dei clienti appassionati, indica uno dei casi più tipici d&#8217;impiego, ma rende anche evidente che per imporsi al grande pubblico come &#8220;luogo di contatto&#8221;, Google deve impegnare tutte le sue energie nel far vivere<strong> Google+ come piattaforma di relazione largamente diffusa</strong>, spodestando da questo ruolo Facebook.</p>
<p>Dalla sua, nonostante il notevole ritardo nel campo e diverse false partenze, può contare su capitali umani ed economici davvero notevoli e &#8211; non dimentichiamolo &#8211; dell&#8217;attenzione di centinaia di milioni di persone che ogni giorno usano i suoi servizi: <a title="“The 2010 Europe Digital Year in Review”" href="http://www.comscore.com/Press_Events/Press_Releases/2011/2/comScore_Releases_The_2010_Europe_Digital_Year_in_Review" target="_blank">in una indagine Comscore riferita all&#8217;anno 2010</a> è emerso che il <strong>servizio di ricerca di Google detiene in Europa la leadership assoluta</strong> delle preferenze degli utenti, una posizione privilegiata che ben potrebbe essere l&#8217;ago della bilancia nella<strong> scelta delle aziende di investire in questo <span class="domtooltips">social network<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">i social network (o reti sociali) sono forme di comunicazione in rete basate sulle relazioni sociali che hanno un sito web o un'applicazione come punto di riferimento.</span></span></strong>, soprattutto alla luce del sempre maggior rilievo degli elementi &#8220;social&#8221; all&#8217;interno delle pagine di risultato.</p>
<p>Tra le prime pagine create, oltre a quelle delle imprese più attive lato social, un utente d&#8217;eccezione: <strong><a title="Google + Linus Torvalds" href="https://plus.google.com/u/1/102150693225130002912/posts?hl=it" target="_blank">Linus Torvalds</a></strong>, che ha dichiarato che impiegherà una pagina dedicata a <strong>Linux</strong> per comunicare aggiornamenti sulle nuove release del noto sistema operativo open source.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>12 agosto 2011: Google Panda parte anche in Italia</title>
		<link>http://blog.axura.com/2011/08/12-agosto-2011-google-panda-parte-anche-in-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 15:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Algoritmo]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Panda]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Venerdì 12 agosto:</p> Nel 1831, nasceva la città di Chicago Nel 1960, veniva lanciato il primo satellite per telecomunicazioni, Echo I 30 anni fa, nel 1981, veniva annunciato l&#8217;IBM 5150, il suo primo PC (Personal Computer), prodotto in quel di Boca Raton, Florida <p>Oggi, 12 agosto 2011, per gli appassionati di videogiochi, parte il taglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_687" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/08/Google-Panda.jpg"><img class="size-medium wp-image-687 " title="Google Panda" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/08/Google-Panda-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Quoted from: http://www.photobasement.com/tag/panda/</p></div>
<p><strong>Venerdì 12 agosto</strong>:</p>
<ul>
<li>Nel 1831, nasceva la città di Chicago</li>
<li>Nel 1960, veniva lanciato il primo satellite per telecomunicazioni, Echo I</li>
<li>30 anni fa, nel 1981, veniva annunciato l&#8217;IBM 5150, il suo primo PC (Personal Computer), prodotto in quel di Boca Raton, Florida</li>
</ul>
<p>Oggi, 12 agosto 2011, per gli appassionati di videogiochi, parte il<strong> taglio di oltre il 40%</strong> del prezzo di vendita consigliato della console<strong> Nintendo 3DS</strong>. Per chi si occupa di analisi del traffico di siti web (e non) sul <strong>blog di Google Analytics</strong>, viene annunciato un <a title="Aggiornamento alle modalità di calcolo delle sessioni (articolo in lingua inglese)" href="http://analytics.blogspot.com/2011/08/update-to-sessions-in-google-analytics.html" target="_blank">aggiornamento</a> alle modalità di calcolo delle sessioni (utile per la canalizzazione multi-canale). Per tutti i webmaster, alle ore 13.00 dell&#8217;ultimo giorno prima del weekend lungo di Ferragosto <strong>sul blog di Google Italia</strong> viene annunciato il <strong><a title="Google Panda parte anche in Italia" href="http://googleitalia.blogspot.com/2011/08/panda-anche-in-italia-laggiornamento.html" target="_blank">lancio anche in Italia di Google Panda</a></strong>, il nuovo algoritmo che ha &#8220;scosso&#8221; il web d&#8217;oltreoceano.</p>
<p><span id="more-683"></span></p>
<p>Sapendo che Ferragosto questo anno cade di lunedì, si può ben immaginare lo scenario lavorativo di questo venerdì 12 agosto: uffici per tre quarti vuoti, città pronte a svuotarsi del tutto e quanto altro normalmente accompagna in Italia il Ferragosto.</p>
<p>Il post del blog di Google Italia &#8220;rompe&#8221; questa tradizione, perlomeno per chi fa del web il suo mestiere, trasformando in certezza un cambiamento da tempo annunciato: <strong>Google Panda</strong> (ne abbiamo<a title="Google Panda e Google Shopping" href="http://blog.axura.com/2011/05/google-panda-e-google-shopping-in-italia-un-terremoto-che-cambia-la-geografia-delle-commerce-nostrano/" target="_blank"> già scritto</a>), <strong>si parte da oggi</strong>.</p>
<p>I toni sono rassicuranti: quando è stato introdotto questo insieme di modifiche all&#8217;algoritmo di ricerca impiegato da Google per fornire i risultati ai suoi utenti, sono state circa il 12% le ricerche &#8220;interessate&#8221;. Da noi, dopo &#8220;vari affinamenti&#8221;, si indica l&#8217;<strong>impatto previsto come pari al 6 / 9%</strong>.</p>
<p>Complice il weekend lungo di Ferragosto e in generale il periodo estivo che altera in modo sostanziale le destinazioni, i tempi e le modalità di accesso alla ricerca, ci vorranno <strong>almeno una o due settimane per valutare il reale impatto</strong> per il web italiano.</p>
<p>Di certo, il rientro dalle ferie porterà dei<strong> cambiamenti</strong>, per alcune realtà web anche molto significativi: se non lo si è già fatto, può essere utile dare una bella lettura al post di Google dedicato alla <a title="Indicazioni per la qualità dei contenuti" href="http://googleitalia.blogspot.com/2011/05/altre-indicazioni-per-la-realizzazione.html" target="_blank">qualità dei contenuti</a> e verificare la propria &#8220;posizione&#8221;, magari (beati quelli che lo sono) sdraiati sotto l&#8217;ombrellone <img src='http://blog.axura.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AdWords API, automazione al servizio della pubblicità</title>
		<link>http://blog.axura.com/2011/07/adwords-api-automazione-al-servizio-della-pubblicita/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 10:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità Online]]></category>
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		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>97%: è la percentuale degli introiti di Google derivanti dal programma pubblicitario AdWords nel periodo che va da luglio 2010 a giugno 2011, rispetto al totale incamerato dall&#8217;azienda (per inciso, la cifra associata a quel numero è di circa 32 miliardi di dollari, ovvero più del 30% del totale degli investimenti in pubblicità online di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_673" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-673" title="Vasi, rocce, sassolini, sabbia e ... " src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/iStock_000002367564Small-200x300.jpg" alt="Un vaso di vetro con all'interno dei sassi" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Vasi, rocce, sassolini, sabbia e ...</p></div>
<p><strong>97%</strong>: è la percentuale degli introiti di Google derivanti dal programma pubblicitario AdWords nel periodo che va da luglio 2010 a giugno 2011, rispetto al totale incamerato dall&#8217;azienda (per inciso, la<strong> cifra associata</strong> a quel numero è di circa <strong>32 miliardi di dollari</strong>, ovvero più del 30% del totale degli investimenti in pubblicità online di tutto il mondo in quel periodo). Il <strong>crescente impiego</strong> di questo canale pubblicitario da parte di un sempre maggior numero di imprese da un lato farà crescere i numeri di AdWords e della pubblicità online sempre di più, ma dall&#8217;altro aumenterà la &#8220;competizione&#8221; tra inserzionisti, facendo <strong>salire i costi di alcune pubblicità</strong> alle stelle. Già oggi termini come &#8220;insurance&#8221; (assicurazione) possono arrivare a costare negli USA fino a <strong>55 dollari per click</strong>, una cifra a lungo andare insostenibile anche per i &#8220;grandi&#8221;. Ma quindi il vaso è pieno o c&#8217;è ancora posto? Concedeteci una piccola digressione a proposito di pietre, sassolini e sabbia &#8230;</p>
<p><span id="more-669"></span></p>
<p>Vi sarà capitato nella vita almeno una volta di incappare in una delle versioni della &#8220;<strong>storia del vaso pieno</strong>&#8220;: in comune, le varie versioni hanno un insegnante che mostra a degli studenti (volutamente non troppo svegli) un <strong>vaso</strong>, lo riempie di <strong>pietre</strong> e poi chiede se il vaso sembra pieno; la platea risponde affermativamente, per la gioia dell&#8217;insegnante che può così dimostrare ai ragazzi che sono stati troppo superficiali nella risposta nel mentre che procede a mettere dei <strong>sassolini più piccoli</strong> nel vaso, per poi ripetere nuovamente la domanda: all&#8217;ennesima risposta affermativa degli studenti, procede a riempirla di <strong>sabbia</strong> e in un&#8217;ultima iterazione del racconto versa nel vaso anche <strong>un&#8217;intera bottiglia d&#8217;acqua</strong>, per lo stupore generale.</p>
<p>Se il racconto viene spesso impiegato per raccontare una morale sui valori della vita, nel nostro caso ben ci aiuta a comprendere uno <strong>strumento che può fare la differenza</strong> nel sempre più competitivo ambito della pubblicità online, e in particolare <strong>nel contesto di Google AdWords</strong>.</p>
<p>Procediamo per gradi: quando attiviamo una pubblicità con AdWords, ad esempio mirando alla parola &#8220;assicurazione&#8221;, stiamo inserendo nel vaso un <strong>sasso molto grande</strong> (è una parola usata in moltissime ricerche, da sola o insieme ad altre parole).</p>
<p>Farlo ci costa molta <strong>poca fatica</strong>: <strong>questione di secondi</strong>, basta scegliere questa <span class="domtooltips">parola chiave<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">le parole utilizzate in qualità di "stringa di ricerca" per ottenere dei risultati utilizzando un motore di ricerca vengono denominate "parole chiave" o keyword.</span></span>, scrivere una pubblicità, indicare un <strong>investimento adeguato</strong> e far partire la campagna.</p>
<p>Il volume di questo sasso avremmo però potuto occuparlo ad esempio con due sassi più piccoli, ad esempio corrispondenti uno a &#8220;assicurazione auto&#8221; e l&#8217;altro a &#8220;assicurazione moto&#8221;: fatica doppia nello scegliere le parole chiave e nello scrivere pubblicità mirate, ma anche investimento inferiore, in quanto<strong> la maggior &#8220;precisione&#8221; viene tipicamente premiata con costi inferiori</strong> (stiamo semplificando a fini &#8220;narrativi&#8221;).</p>
<p>Iterazione dopo iterazione, ci ritroviamo a gestire <strong>volumi sempre più piccoli</strong>, equivalenti ai sassolini, ma lo sforzo che facciamo è sempre dato dal gesto di scegliere la <span class="domtooltips">parola chiave<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">le parole utilizzate in qualità di "stringa di ricerca" per ottenere dei risultati utilizzando un motore di ricerca vengono denominate "parole chiave" o keyword.</span></span> e scrivere un annuncio mirato. Quelli che prima erano pochi secondi possono diventare giorni e settimane, se vogliamo gestire migliaia di annunci.</p>
<p>Riempire il vaso di sassolini sempre più piccoli ci consente di <strong>rispondere in maniera mirata e specifica alle diverse richieste di un numero elevato di persone</strong> che utilizzano il <span class="domtooltips">motore di ricerca<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">in inglese "Search Engine", è un servizio che consente di cercare tra le informazioni pubblicate sul web: in base alla stringa di ricerca digitata e ad altri parametri, fornisce i risultati che ritiene più pertinenti.</span></span>, offrendo a ciascuna una risposta puntuale e significativa.</p>
<p>Immaginiamo ad esempio di voler<strong> applicare questo principio alla promozione di offerte sui voli aerei</strong>. Dal generico &#8220;offerte voli&#8221;, si può arrivare ad un annuncio mirato come &#8220;offerta volo Roma Madrid in partenza il giorno X alle ore Y alla cifra Z&#8221; in corrispondenza di ricerche come &#8220;offerte voli roma madrid partenza giorno X&#8221;, un livello di dettaglio davvero notevole che assicura un grande interesse verso l&#8217;annuncio e una qualità dell&#8217;esperienza premiata da Google con una <strong>notevole riduzione dei costi</strong> sostenuti rispetto a quelli imposti a concorrenti che si accontentano di riempire il vaso con sassi più grandi.</p>
<p>Del resto, attivare e poi cancellare (una volta scaduti) dei messaggi pubblicitari così &#8220;mirati&#8221; è un impegno che può rivelarsi insostenibile sia per una questione di tempo che di risorse (anche usando le c.d. keyword dinamiche), se non fosse che Google ci mette a disposizione uno <strong>strumento di automazione che rende tutto questo possibile: le API di AdWords</strong>.</p>
<p>Continuando a semplificare, si tratta di<strong> far gestire la creazione, modifica e rimozione degli annunci in tutto o in parte a dei software</strong>, che &#8220;dialogano&#8221; con il sistema di AdWords in base a delle regole preimpostate.</p>
<p>Facendo un paragone, torniamo con la mente indietro nel tempo a quando le transazioni di borsa venivano effettuate da operatori specializzati gridando in una stanza e paragoniamo questo livello di efficienza all&#8217;attuale scenario dove in alcuni millisecondi dei programmi &#8220;decidono&#8221; se vendere o comprare in base a delle regole preimpostate, comunicando con il &#8220;computer&#8221; della borsa.</p>
<p>In Axura abbiamo sviluppato dei <strong>software capaci di dialogare con Google AdWords</strong>, per il tramite delle loro API (semplificando, dei &#8220;punti di passaggio&#8221; di informazioni e istruzioni), riuscendo così a gestire in base a delle regole un numero elevato di annunci mirati: questi strumenti permettono di<strong> abbattere il costo di gestione di una campagna pubblicitaria AdWords</strong>, rendendo possibili strategie pubblicitarie non sostenibili con metodi tradizionali.</p>
<p>Immaginiamo di voler pubblicizzare un catalogo prodotti, la cui disponibilità e il cui prezzo varia nel tempo: grazie all&#8217;automazione è possibile <strong>attivare, variare o disabilitare un annuncio in tempo reale</strong>.</p>
<p>Una adeguata <strong>&#8220;regia&#8221; pubblicitaria</strong> <strong>può</strong> impiegare questa risorsa innovativa per<strong> impostare</strong> <strong>campagne pubblicitarie estremamente competitive</strong>, assicurandosi un vantaggio che può tradursi o in una riduzione degli investimenti o ancora, in un aumento della resa.</p>
<p>Del resto, con la crescente diffusione di internet, la <strong>tecnologia al servizio della creatività pubblicitaria</strong> è destinata ad avere un ruolo sempre più determinante nel successo o meno di iniziative e investimenti: un&#8217;affascinante connubio che apre a scenari in larga parte ancora da &#8220;inventare&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tablet e E-Commerce: iPad e affini cambiano il futuro dello shopping online</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 17:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_656" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/iPad-Star-Trek.jpg"><img class="size-medium wp-image-656" title="iPad Star Trek" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/iPad-Star-Trek-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Tablet PC: dalla fantasia alla realtà</p></div>
<p>Lunedì prossimo (l&#8217;1 agosto 2011, alla data in cui scriviamo) è prevista l’uscita di un <strong>report di <a title="Forrester Research" href="http://www.forrester.com/rb/research" target="_blank">Forrester Research</a></strong> intitolato “<em><strong><a title="Why Tablet Commerce May Trump Mobile Commerce" href="http://forrester.com/rb/Research/why_tablet_commerce_may_soon_trump_mobile/q/id/59096/t/2" target="_blank">Why Tablet Commerce May Trump Mobile Commerce</a></strong></em>” . Il crescente (e travolgente) <strong>successo di pubblico dei tablet</strong> (Apple iPad in primis) sta letteralmente<strong> cambiando tempi e modalità di accesso a internet</strong> per molte persone, creando <strong>nuove abitudini</strong> non solo in mobilità, ma soprattutto <strong>in ambito domestico</strong> e sempre più anche <strong>in azienda</strong>. Ne scriviamo sulla base di un’esperienza concreta, un <strong>catalogo ottimizzato per iPad e altri tablet</strong> che abbiamo sviluppato per una nota rete di riparatori auto multimarca, <a title="Eurorepar" href="http://www.eurorepar.it/" target="_blank">Eurorepar</a>.<span id="more-651"></span></p>
<p>Con<strong> prezzi sempre più accessibili e funzionalità sempre più ricche</strong>, i tablet si stanno rapidamente affermando come uno degli<strong> strumenti informatici più richiesti dal grande pubblico</strong>, sia per uso privato che d’impresa.</p>
<p>E’ un cambiamento davvero rapido, trainato dal successo dei prodotti di casa Apple e a cui aggiungerà notevole propellente l’arrivo di Windows 8 e la crescita quantitativa e qualitativa di Android.</p>
<p>Sono già numerose le ricerche che segnalano dei<strong> cambi di abitudine per chi usa il tablet</strong>: ad esempio, una <a title="Is Mobile Affecting When We Read" href="http://readitlaterlist.com/blog/2011/01/is-mobile-affecting-when-we-read" target="_blank">ricerca</a> segnala come si preferisca sempre di più<strong> la sera</strong> (come tempo) e <strong>il divano</strong> (come luogo) per fruire con il tablet delle risorse online contrassegnate come interessanti durante il giorno.</p>
<p>Altro trend interessante è la contemporanea <strong>fruizione di contenuti online tramite i tablet mentre la televisione è accesa</strong> (magari per trasmettere un programma in streaming).</p>
<p>In effetti, i tablet consentono un’<strong>esperienza d’uso molto “casual” e piacevole</strong>:</p>
<ul>
<li>sono subito e sempre <strong>pronti all’uso</strong> (uno o due secondi e si è online)</li>
<li>lo <strong>schermo è di dimensioni adeguate</strong> per una buona fruizione di contenuti di vario genere, anche da parte di <strong>più persone contemporaneamente</strong> (contrariamente agli smartphone che risultano ancora un po’ troppo “piccoli” per certi usi)</li>
<li>l’ interfaccia touch rispetto a mouse e tastiera offre un’<strong>interazione più “naturale” e di facile apprendimento</strong>.</li>
</ul>
<p>Anche <strong>in ambito aziendale</strong>, questo strumento trova molteplici occasioni d’impiego: dalle <a title="iPad al Gemelli e al Niguarda" href="http://www.corriere.it/salute/10_novembre_30/ipad-ospedale-gemelli-niguarda_b0b5b2ca-fb9e-11df-bfbe-00144f02aabc.shtml" target="_blank">corsie d’ospedale</a>, alle <a title="iPad in aereo? Sì, ma tra i comandi di volo" href="http://www.ipaditalia.com/ipad-in-aereo-si-ma-tra-i-comandi-di-volo-compratevi-un-icub-anche-voi-14639.html" target="_blank">cabine di pilotaggio degli aerei di linea</a>, i limiti d’uso sono davvero pochi.</p>
<p>Tra gli ambiti di cui abbiamo avuto esperienza diretta c’e’ quello della <strong>fruizione di cataloghi da parte di reti di vendita</strong>: il caso concreto è quello di <a title="Eurorepar" href="http://www.eurorepar.it" target="_blank">Eurorepar</a> , un’importante rete europea di riparatori auto multimarca, già nostro cliente per la sua presenza internet e per diversi strumenti ERP. In occasione della <a title="Autopromotec 2011" href="http://www.autopromotec.it/" target="_blank">fiera Autopromotec 2011</a>, che si è tenuta a Bologna dal 25 al 29 maggio, è stato presentata alla rete una <strong>“web application” ottimizzata per iPad</strong>, ideata per consentire a distributori e rivenditori una <strong>rapidissima fruizione del catalogo ricambi</strong> al fine di selezionare quelli da ordinare.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/eurorepar.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-661" title="eurorepar" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/eurorepar-300x225.png" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Come Axura abbiamo sviluppato questa applicazione tenendo conto delle peculiarità dell’interfaccia touch e il <strong>risultato è stato particolarmente soddisfacente</strong>, come ci ha raccontato lo stesso Alessandro Villa, responsabile marketing di Eurorepar:</p>
<p><em>“La nostra rete vendita ha trovato <strong>estremamente facile e pratico</strong> questo strumento di lavoro e l’interfaccia è stata <strong>subito chiara per tutti</strong>: poter selezionare in pochi ‘tocchi’ quello che interessa è molto naturale e al di là della ‘novità’ guardiamo con molto interesse e notevoli aspettative questo tipo di interfacce e strumenti”.</em></p>
<p>La scelta di sviluppare una <strong>web application</strong> (e non un’applicazione nativa) per questo tipo di esigenza o esigenze simili comporta <strong>notevoli vantaggi</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>non è richiesto</strong> un processo di approvazione da parte di un gestore di un “app store”, che può comportare <strong>tempi incerti</strong> sia sulla disponibilità dell’applicazione che di suoi eventuali aggiornamenti e correzione di bug</li>
<li>l’applicazione è <strong>immediatamente fruibile su tablet diversi</strong>, con i più disparati sistemi operativi (da iOS ad Android, da WebOS a Windows)</li>
<li>i contenuti sono <strong>indicizzabili dai motori di ricerca</strong></li>
<li><strong>non si è soggetti a “commissioni”</strong> (che arrivano fino al 30%) a favore di gestori di “app store” nel caso in cui si vogliano rendere disponibili i propri contenuti a pagamento</li>
<li>le competenze richieste per lo sviluppo di web application sono affini a quelle richieste per lo sviluppo di siti web tradizionali e si può <strong>razionalizzare e ottimizzare l’investimento nelle attività di sviluppo</strong>.</li>
</ul>
<p>Il report di Forrester Research segnala come molti operatori di <span class="domtooltips">e-commerce<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">l'e-commerce, o commercio elettronico, è un sottoinsieme del commercio caratterizzato dalla conclusione tipicamente a distanza del contratto di compravendita, tramite strumenti digitali.</span></span> <strong>non abbiano ancora adeguatamente colto questa opportunità</strong> e come gli investimenti in questa direzione siano ancora irrisori, seppur chi ha già scelto questa strada <strong>beneficia di un certo vantaggio competitivo</strong>.</p>
<p>Inoltre, viene indicato come particolarmente interessante l’<strong>impiego di tablet nell’integrazione di esperienze d’acquisto online / offline</strong>, ad esempio attraverso la disponibilità di <strong>tablet nei punti vendita</strong>, sia<strong> per gli addetti alle vendite</strong> (che possono mostrare facilmente contenuti aggiuntivi ai potenziali clienti) sia <strong>per i clienti stessi</strong>: numerosi in questa direzione sono gli esempi di ristoranti e wine bar che hanno integrato con successo <a title="iPad Wine List Tablet" href="http://www.gayot.com/wine/news/ipad-wine-list-tablet-southgate-restaurant-nyc.html" target="_blank">liste dei vini tramite tablet</a> <strong>migliorando l’esperienza d’acquisto</strong> dei clienti (e alzando lo scontrino medio).</p>
<p><strong>Tablet, smartphone, pagamenti NFC</strong> sono solo alcuni dei cambiamenti a cui stiamo assistendo e a cui assisteremo sempre più spesso: già si parla di <strong>VUI</strong> (Vocal User Interfaces) e N<strong>egozi Virtuali</strong>, da frequentare con i nostri <strong>Avatar</strong> (di questi giorni il rilascio di <strong><a title="Avatar Kinect" href="http://www.xbox.com/en-US/Kinect/KinectAvatars" target="_blank">Avatar Kinect</a></strong>, un’esperienza da provare per intuire cosa ci aspetta da qui a qualche anno).</p>
<p>A proposito di Kinect e integrazione non solo online / offline ma anche reale / virtuale, chiudiamo con un video molto interessante:</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LQUpCbC7jAw">http://www.youtube.com/watch?v=LQUpCbC7jAw</a></p></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google AdWords Express: pubblicità online facile per le imprese locali</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 14:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nel secolo scorso, c&#8217;erano le Yellow Pages, ovvero le c.d. Pagine Gialle : elenchi telefonici cartacei di attività aziendali suddivise per località e tipologia, tutti da sfogliare pagina per pagina.</p> <p>Per &#8220;spiccare&#8221; sulla concorrenza, le aziende avevano diverse opzioni a pagamento: informazioni aggiuntive, grassetti, spazi in evidenza. In pratica, si trattava di ricevere la visita di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_641" class="wp-caption alignleft" style="width: 307px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/Google_Adwords_Express_001.png"><img class="size-medium wp-image-641" title="Google_Adwords_Express_001" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/Google_Adwords_Express_001-297x300.png" alt="" width="297" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Google AdWords Express: la pubblicità online facile con un video di presentazione a regola d&#39;arte</p></div>
<p>Nel secolo scorso, c&#8217;erano le <em>Yellow Pages</em>, ovvero le c.d. <em>Pagine Gialle </em>: elenchi telefonici cartacei di attività aziendali suddivise per località e tipologia, tutti da sfogliare pagina per pagina.</p>
<p>Per &#8220;spiccare&#8221; sulla concorrenza, le aziende avevano diverse <strong>opzioni a pagamento</strong>: informazioni aggiuntive, grassetti, spazi in evidenza. In pratica, si trattava di ricevere la visita di un commerciale, &#8220;negoziare&#8221; la visibilità che si voleva ottenere, pagare e attendere l&#8217;edizione successiva dell&#8217;elenco:<strong> ore di tempo</strong>, per un investimento (cospicuo) i cui frutti (indeterminati) sarebbero arrivati a <strong>distanza di mesi</strong>.</p>
<p>Fast Forward al 2011, diamo il benvenuto a <strong>Google AdWords Express</strong>!</p>
<p><span id="more-627"></span></p>
<p>Con AdWords Express il colosso di Mountain View offre (per ora solo negli Stati Uniti) a qualsiasi impresa la possibilità di ottenere<strong> visibilità a pagamento</strong> nei propri servizi online semplicemente<strong> indicando un budget e compilando un breve annuncio.</strong></p>
<p>Niente commerciali o consulenti: una <strong>formula semplice ed automatica</strong> per ottenere &#8220;<strong>immediata visibilità</strong>&#8220;<strong> </strong>quando gli utenti effettuano una determinata ricerca o si trovano in una certa posizione.</p>
<p>Il paragone con il passato è impietoso: si tratta di dedicare <strong>pochi minuti</strong> per un servizio attivabile o disattivabile a piacimento, per un <strong>costo contenuto</strong> e misurabile, dalla <strong>resa praticamente &#8220;immediata&#8221;</strong>.</p>
<p>Per accompagnare il lancio del servizio, Google pubblica un breve video esplicativo (di suo <strong>un piccolo gioiello di comunicazione moderna</strong>)  davvero piacevole:</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AJoUEBYIniI">http://www.youtube.com/watch?v=AJoUEBYIniI</a></p>
</p>
<p>Per usare il servizio AdWords Express <strong>non è richiesto nemmeno un sito</strong>: semplicemente, chi lo attiva può indirizzare il visitatore alla propria scheda gratuita all&#8217;interno del servizio <a title="Google Places per le imprese" href="http://www.google.com/placesforbusiness" target="_blank">Google Places</a> (o, se preferisce, alla propria pagina su Facebook e, quando sarà attivo, al proprio profilo aziendale su Google+).</p>
<p>E&#8217; una conferma di quello che <a title="Serve davvero avere un sito internet?" href="http://blog.axura.com/2010/06/serve-davvero-avere-un-sito-internet/">già avevamo anticipato</a>: per molte attività, un sito web non è strettamente necessario e un <strong>corretto impiego delle risorse che internet mette a disposizione</strong> consente di ottenere <strong>risultati tangibili</strong> e soprattutto &#8220;misurabili&#8221;, a fronte di <strong>investimenti controllabili e modificabili in tempo reale.</strong></p>
<p>Google non è l&#8217;unico &#8220;operatore&#8221; a muoversi su questo territorio: <strong>GroupOn, Facebook, Foursquare</strong> sono solo alcuni dei nomi più o meno importanti di attività che puntano ai budget pubblicitari delle imprese locali, con le formule commerciali più disparate e dagli esiti più diversi.</p>
<p>Una<strong> grande opportunità</strong> quindi, ma anche una <strong>pletora di scelte che può confondere</strong> e a volte &#8220;paralizzare&#8221;: la semplicità dell&#8217;offerta Google va nella giusta direzione e siamo sicuri che<strong> avvicinerà alla pubblicità online</strong> (per inciso, destinata ad un giro d&#8217;affari nel 2015 doppio rispetto al dato 2010) <strong>molte imprese locali</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ultimoprezzo.com tra i siti preferiti dagli italiani!</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 13:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ecco una di quelle frasi a effetto, un po&#8217; come &#8220;la più amata dagli italiani&#8221; che se non vi porta subito alla mente una pubblicità di cucine e una soubrette in particolare, vuol dire che avete meno di 20 anni.</p> <p>In questo caso, l&#8217;abbiamo usata a proposito? Partiamo dai fatti </p> <p>Il nostro Ultimoprezzo.com, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_615" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/Ultimoprezzo.jpg"><img class="size-medium wp-image-615 " title="Ultimoprezzo" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/07/Ultimoprezzo-300x294.jpg" alt="Ultimoprezzo.com tra " width="300" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Ultimoprezzo.com tra i siti più amati dagli italiani</p></div>
<p>Ecco una di quelle frasi a effetto, un po&#8217; come &#8220;<em>la più amata dagli italiani</em>&#8221; che se non vi porta subito alla mente una pubblicità di cucine e una soubrette in particolare, vuol dire che avete meno di 20 anni.</p>
<p>In questo caso, <strong>l&#8217;abbiamo usata a proposito?</strong> Partiamo dai fatti <img src='http://blog.axura.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <span id="more-606"></span></p>
<p>Il nostro <strong>Ultimoprezzo.com</strong>, è arrivato<strong> al decimo posto</strong> (parimerito).</p>
<p>Dove? Nella <strong>seconda edizione della classifica dell&#8217;osservatorio NetObserver®</strong> di Harris Interactive sui siti preferiti dagli internauti italiani, in particolare, nella categoria &#8220;<em>Guide d&#8217;acquisto, comparatori di prezzi, siti di consiglio ai consumatori</em>&#8220;.</p>
<p>In pratica, su di un campione di quasi 5.000 persone che hanno partecipato al sondaggio relativo alla categoria, 55 hanno scelto <strong>Ultimoprezzo.com come loro preferito.</strong></p>
<p>Per una piccola realtà come la nostra, questo è uno di quei casi in cui essere &#8220;ultimi in classifica&#8221; non suona così male, anzi, lo mettiamo insieme al traguardo da poco raggiunto dei <strong>5.000 &#8220;mi piace&#8221; su <a title="Pagina Facebook di Ultimoprezzo" href="http://www.facebook.com/ultimoprezzo" target="_blank">Facebook</a></strong> e ai <strong>numerosi apprezzamenti</strong> di chi si avvale dei nostri servizi:</p>
<p><strong>grazie a tutti e continuate a seguirci</strong> (anche su <a title="Twitter di Ultimoprezzo" href="http://twitter.com/#!/Ultimoprezzo" target="_blank">Twitter</a>, abbiamo più di  480 followers!) cercheremo di essere sempre più utili <img src='http://blog.axura.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Browser non aggiornato? Niente Google Apps!</title>
		<link>http://blog.axura.com/2011/06/browser-non-aggiornato-niente-google-apps/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 08:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Internet sta cambiando pelle, rapidamente: aumenta la banda a disposizione, cambiano i dispositivi che le persone usano per accedere (sempre più smartphone e tablet), cambia la tipologia di informazioni (in particolare, crescono i video) e il modo in cui ne fruiamo (sempre più app e widget).</p> <p>In tutto questo &#8220;cambiamento&#8221;, a distanza di <a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_573" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/06/google-no-support-old-browser-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-573" title="google-no-support-old-browser (1)" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/06/google-no-support-old-browser-1-250x300.jpg" alt="" width="250" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">No More Support for Old Browsers</p></div>
<p>Internet sta cambiando pelle</strong>, rapidamente: aumenta la banda a disposizione, cambiano i dispositivi che le persone usano per accedere (sempre più smartphone e tablet), cambia la tipologia di informazioni (in particolare, crescono i video) e il modo in cui ne fruiamo (sempre più app e widget).</p>
<p>In tutto questo &#8220;cambiamento&#8221;, a distanza di <a title="WorldWideWeb O Nexus, il primo browser" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nexus_(browser)" target="_blank">20 anni dalla sua incarnazione originaria</a> rimane ancora oggi un <strong>componente centrale </strong>di buona parte dell&#8217;esperienza internet un software: <strong>il browser</strong>.<br />
<span id="more-557"></span><br />
(Piccola nota: se lo chiamate &#8220;navigatore&#8221;, passate per talebani della lingua &#8211; alla francese, per intenderci &#8211; e in pochi vi capiranno al primo colpo; il termine originale &#8211; browser &#8211; è diventato ormai noto anche a molti italiani).</p>
<p>Se il nome rimane lo stesso, cambia (e non poco) la sostanza: <strong>in 20 anni i browser hanno fatto dei passi da giganti</strong>, evolvendosi in maniera sostanziale.</p>
<p>Semplificando al massimo, quando digitiamo un indirizzo web, ad esempio <a title="Wikipedia in Italiano" href="http://it.wikipedia.org/" target="_blank">http://it.wikipedia.org/</a>, il compito del browser è di <em>interpretare</em> il codice presente a quell&#8217;indirizzo per &#8220;mostrarci&#8221; le informazioni presenti.</p>
<p>E&#8217; importante sottolineare l&#8217;idea che <strong>le informazioni che vediamo sono &#8220;interpretate&#8221;</strong>, ovvero <strong>tradotte per noi dal browser</strong> a partire da dei linguaggi che faticheremmo a comprendere: ogni browser nel compiere questa operazione segue (più o meno alla lettera) delle regole e compie questa operazione più o meno velocemente.</p>
<p>E&#8217; proprio su questi &#8220;più e meno&#8221; che si gioca un&#8217;importante partita, in quanto <strong>i browser di qualche anno fa</strong>, come ad esempio l&#8217;ormai obsoleto Internet Explorer 6 o anche la sua versione successiva, Internet Explorer 7, <strong>offrono prestazioni di decine o in alcuni casi di centinaia di volte inferiori alle loro controparti odierne</strong>, a parità di hardware e configurazione software del sistema.</p>
<p><strong>E&#8217; una differenza &#8220;abissale</strong>&#8220;: quello che prima richiedeva 100 secondi, arriva a richiederne 1 o meno, semplicemente &#8220;cambiando browser&#8221;. Il salto di prestazioni equivale al passare dall&#8217;andare a cavallo al prendere un jet supersonico.</p>
<p><em>Cosa farsene di tutta questa potenza?</em> Un sito come <a title="Canvas Demos" href="http://www.canvasdemos.com/" target="_blank">Canvasdemo.com</a> ci fa scoprire giochi, effetti grafici e molto altro ancora, ma tornando ad esempi utili in ambito &#8220;professionale&#8221;,<strong> un esempio importante</strong> sono le funzionalità offerte dai <strong>Google con le sue <a title="Google Apps" href="http://www.google.com/apps/intl/it/business/index.html" target="_blank">Google Apps</a></strong>, degli strumenti di lavoro collaborativi che affiancano o sostituiscono i tradizionali programmi di Office Automation. Gmail non ha bisogno di presentazioni e anche Google Calendar, Google Docs o ancora Google Talk sono strumenti molto diffusi.</p>
<p>Come agenzia siamo rivenditori della versione business, ma l&#8217;attenzione di questo post è incentrata su di <strong>una scelta coraggiosa </strong>che Google ha da poco annunciato:</p>
<p>dal 1 agosto 2011 infatti, <strong><a title="La scelta di Google a proposito delle sue Apps" href="http://googledocs.blogspot.com/2011/06/our-plans-to-support-modern-browsers.html" target="_blank">Google supporterà solo le ultime due versioni</a> di ciascuno dei browser più importanti</strong>: per Internet Explorer di Microsoft quindi, al momento in cui scriviamo solo la 8 e la 9.</p>
<p>Vengono abbandonati anche Firefox 3.5 e Safari 3 e così via per gli altri browser.</p>
<p>Quella di Google è una <strong>vera e propria presa di posizione</strong>: o aggiorni il tuo browser o sei fuori, in quanto <strong>non garantiamo la compatibilità del nostro software con il tuo &#8220;interprete&#8221;</strong>.</p>
<p>Le motivazioni di Google sono di immediata evidenza: oltre a poter realizzare applicazioni più funzionali, quello a cui tengono molto a Mountain View è l&#8217;<strong>esperienza utente</strong>. Se per caricare una tabella di un foglio di calcolo il browser ci mette molti secondi contro i pochi istanti di un equivalente moderno, chi usa il software proposto da Google <strong>potrebbe attribuire la cattiva esperienza a Google e non al browser in uso</strong>, di cui non è tenuto a conoscere le prestazioni. Inoltre, non potendo sfruttare fino in fondo tutte le funzionalità dell&#8217;applicativo, <strong>potrebbe considerarlo &#8220;inferiore&#8221;</strong> a soluzioni equivalenti.</p>
<p>Due ottimi motivi per &#8220;forzare la mano&#8221;,  assicurando<strong> un&#8217;esperienza consistente e di qualità ai suoi utenti</strong> e al contempo creando le condizioni affinchè altri sviluppatori possano essere altrettanto confidenti nel mettere a frutto queste risorse odierne.</p>
<p>A dichiarare la necessità di &#8220;aggiornare&#8221; Internet Explorer è <a title="Countdown per Internet Explorer 6" href="http://www.ie6countdown.com/" target="_blank">Microsoft stessa</a> usando slogan aggressivi mutuati da campagne contro la piaga delle stragi dovute all&#8217;alcool: un &#8220;<em>friends don&#8217;t let friends drink and drive</em>&#8220;, ovvero &#8220;gli amici non lasciano che gli amici bevano e guidino&#8221;, diventa &#8220;<em>friends don&#8217;t let friends use Internet Explorer 6</em>&#8220;, che può essere tradotto con &#8220;gli amici non lasciano che gli amici usino Internet Explorer 6&#8243;.</p>
<p>E&#8217; la stessa Microsoft a paragonare le due situazioni (rischiando di urtare la sensibilità di chi è stato vittima in qualche modo della prima piaga), sottolineando così la <strong>&#8220;gravità&#8221; dell&#8217;utilizzo di un browser obsoleto</strong>, un serio problema per alcuni Paesi (come la Cina, dove è ancora pari al 30% del mercato) e per alcune realtà aziendali, dove a causa di software proprietari non aggiornati o aggiornabili, alcuni IT manager scelgono di non aggiornare il browser in dotazione sui computer in uso in azienda.</p>
<p>Ma in generale, in Italia, quanto sono ancora diffusi browser &#8220;obsoleti&#8221;?</p>
<p>Lo proviamo a scoprire osservando le statistiche di <strong><a title="Ultimoprezzo.com" href="http://www.ultimoprezzo.com/" target="_blank">ultimoprezzo.com</a></strong>, un nostro portale che negli ultimi 30 giorni ha visto <strong>più di 700.000 visite</strong>, un campione sufficientemente ampio da essere considerabile come &#8220;signficativo&#8221;.</p>
<p>Scopriamo che circa l<strong>&#8217;8% dei visitatori</strong> usano ancora <strong>Internet Explorer 7</strong>, mentre <strong>più del 2,5%</strong> navigano ancora con <strong>Internet Explorer 6</strong>.</p>
<p>Un browser altrettanto obsoleto come <strong>Firefox 3.5 rappresenta solo lo 0,5% delle visite</strong> del sito e sembra quindi che gli utenti di Firefox siano più propensi agli aggiornamenti.</p>
<p>Questi numeri rendono evidente la necessità di mosse coraggiose da parte di operatori di mercato in posizioni di rilievo, come appunto Google stessa.</p>
<p>Anche Microsoft si è attivata in questa direzione, con un importante <a title="Microsoft HTML5 Contest" href="http://www.beautyoftheweb.com/#/unplugged" target="_blank">gara</a> a cui ha partecipato anche un italianissimo &#8211; e molto bravo &#8211; Gianluca Guarini, con <a title="Deejay Visual Player" href="http://www.deejay.it/D5/contest/index-eng.html" target="_blank">un&#8217;applicazione</a> ideata per Radio Deejay.</p>
<p>Curiosità: per una vista d&#8217;insieme sui browser più diffusi in Italia, indipendentemente dalla loro versione, possiamo avvalerci di un <strong>grafico interattivo</strong>, che ci mostra l&#8217;<strong>ascesa di Google Chrome e il declino di Microsoft Internet Explorer</strong>, a fronte di un <strong>Mozilla Firefox sostanzialmente stabile</strong> da circa 3 anni.</p>
<p><code>
<div id="browser-IT-monthly-200807-201106" width="500" height="400" style="width:400px; height: 400px;"></div>
<p></code></p>
<p><code><!-- You may change the values of width and height above to resize the chart --></code></p>
<p><code>Source: <a href="http://gs.statcounter.com/#browser-IT-monthly-200807-201106">StatCounter Global Stats - Browser Market Share</a></p>
<p></code></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><code><script src="http://www.statcounter.com/js/FusionCharts.js" type="text/javascript"></script><script src="http://gs.statcounter.com/chart.php?browser-IT-monthly-200807-201106" type="text/javascript"></script></code></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>lamiaimpresaonline.it, le web c&#8217;est plus facile!</title>
		<link>http://blog.axura.com/2011/05/lamiaimpresaonline-it-le-web-cest-plus-facile/</link>
		<comments>http://blog.axura.com/2011/05/lamiaimpresaonline-it-le-web-cest-plus-facile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 10:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Giacobone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Presenze internet]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi utili]]></category>
		<category><![CDATA[Consigliperiltuosito]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/lamiaimpresaonline.it_.jpg"></a><a title="Google" href="http://www.google.it/" target="_blank">Google</a>, <a title="Poste Italiane" href="http://www.posteitaliane.it/" target="_blank">Poste italiane</a> e <a title="Pagine Gialle" href="http://www.paginegialle.it/" target="_blank">Pagine Gialle</a> sono marchi che non hanno bisogno di presentazioni per la maggior parte degli italiani: anche <a title="Register.it" href="http://we.register.it/" target="_blank">Register.it</a> ha la sua bella visibilità, in quanto &#8220;colosso&#8221; del web italiano. Mettendoli tutte insieme, si ha la quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/lamiaimpresaonline.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-518" title="lamiaimpresaonline.it_" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/lamiaimpresaonline.it_-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a><strong><a title="Google" href="http://www.google.it/" target="_blank">Google</a>, <a title="Poste Italiane" href="http://www.posteitaliane.it/" target="_blank">Poste italiane</a> </strong>e <strong><a title="Pagine Gialle" href="http://www.paginegialle.it/" target="_blank">Pagine Gialle</a> </strong>sono marchi che non hanno bisogno di presentazioni per la maggior parte degli italiani: anche <strong><a title="Register.it" href="http://we.register.it/" target="_blank">Register.it</a></strong> ha la sua bella visibilità, in quanto &#8220;colosso&#8221; del web italiano. Mettendoli tutte insieme, si ha la quasi certezza che non ci sia imprenditore che possa in tutta onestà dichiarare di &#8220;non conoscere&#8221; almeno uno di questi marchi.</p>
<p>Se quindi insieme ci si mettono davvero e <strong>lanciano un&#8217;iniziativa &#8220;congiunta&#8221;</strong>, di certo stiamo assistendo a qualcosa di importante, destinato a segnare per molti un &#8220;prima&#8221; ed un &#8220;dopo&#8221;: secondo alcune stime, potrebbe <strong>interessare un mercato di 4,5 milioni di imprese </strong>che, ad oggi, non sono in rete.</p>
<p>L&#8217;iniziativa si chiama <strong><a title="lamiaimpresaonline.it" href="http://www.lamiaimpresaonline.it/?gclid=COe176aV4KgCFUEb4Qod1zK3Aw" target="_blank">lamiaimpresaonline.it</a></strong>: noi <strong>l&#8217;abbiamo messa alla prova</strong>, scoprendone <strong>pregi e difetti</strong>&#8230;</p>
<p><span id="more-485"></span>Attraverso il sito lamiaimpresaonline.it, <strong>ogni impresa può registrare facilmente un nome di dominio</strong>, <strong>pubblicare</strong> senza difficoltà <strong>dei contenuti</strong> in rete e con un po&#8217; di impegno <strong>attivare un vero e proprio servizio di vendita online</strong>: a che prezzo?</p>
<p>Quello giusto per molte delle imprese (e sono a quanto pare più di 4,5 milioni) che fino ad oggi non hanno trovato le energie per investire in questo media: <strong>gratis</strong>. Questo almeno<strong> per 12 mesi</strong> (<strong>tre per l&#8217;<span class="domtooltips">e-commerce<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">l'e-commerce, o commercio elettronico, è un sottoinsieme del commercio caratterizzato dalla conclusione tipicamente a distanza del contratto di compravendita, tramite strumenti digitali.</span></span></strong>), un tempo sufficientemente lungo per far dire a tanti &#8220;proviamo, nel caso ci penseremo poi&#8221; (per ulteriori dettagli sui costi del servizio ne abbiamo parlato alla <a href="#dettaglicosti">fine del post</a>).</p>
<p>Abbiamo voluto <strong>anche noi</strong>, piccola azienda che si occupa da anni della realizzazione e promozione di presenze internet, <strong>approfittare di questa &#8220;opportunità&#8221;</strong> offerta da quattro realtà di primo rilievo nel business online in Italia. E&#8217; nato così, <strong>in meno di una giornata</strong>, <a title="consigliperiltuosito.it" href="http://www.consigliperiltuosito.it" target="_blank">&#8220;<strong>consigliperiltuosito.it</strong>&#8220;</a>, un sito internet<strong> interamente realizzato utilizzando</strong> esclusivamente <strong>gli strumenti offerti da lamiaimpresaonline.it.</strong> Quello che segue è un <strong>breve racconto della nostra esperienza</strong>, accompagnato da alcune delle schermate che abbiamo incontrato nel nostro percorso.  E no, non ci siamo avvalsi del &#8220;call center&#8221; gratuito a nostra completa disposizione.</p>
<p>Il<strong> primo passo è la scelta del nome di dominio</strong>, nel nostro caso, appunto, consigliperiltuosito.it: è libero, il sistema ci permette di procedere con il percorso di attivazione.</p>
<p><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/disponibilita_dominio1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-522" title="disponibilita_dominio" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/disponibilita_dominio1-300x109.png" alt="" width="300" height="109" /></a></p>
<p>Subito dopo ci troviamo a compilare una <strong>scheda dati davvero ben ingegnerizzata</strong>: <strong>semplice, attenta ad aiutare</strong> chi compila nel suo percorso, <strong>pronta a &#8220;precompilare&#8221; </strong>dei dati laddove possibile:</p>
<p><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/registrazione.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-493" title="registrazione" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/registrazione-300x256.png" alt="" width="300" height="256" /></a></p>
<p>Terminata la compilazione della scheda, riceviamo un SMS al numero di cellulare indicato con un codice per &#8220;confermare&#8221; l&#8217;attivazione del servizio richiesto. Inserito il codice in un&#8217;ulteriore schermata online,<strong> è tutto fatto</strong>, il nostro <strong>dominio diventerà attivo nel giro di poche decine di minuti</strong>.</p>
<p>I passi successivi riguardano quello che possiamo fare attraverso la <strong>piattaforma di gestione dei contenuti </strong>(CMS) che ci viene messa a disposizione.</p>
<p>Intanto, <strong>ci vengono presentati dei prefabbricati</strong> (in gergo, <strong>template</strong>): sono divisi per tipologie di attività, si va da quelle per i professionisti a quelle per chi svolge attività diverse, dalle pompe funebri ai sexy shop, passando attraverso parrucchieri e carpentieri. Questi template non sono certo all&#8217;ultima moda, ma sono più che adatti a &#8220;portare in rete&#8221; chi prima non si sognava neanche di investire in una presenza online.</p>
<p><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/scelta_modello.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-494" title="scelta_modello" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/scelta_modello-300x246.png" alt="" width="300" height="246" /></a></p>
<p>Scegliamo un template (nell&#8217;arco della giornata cambieremo idea più di una volta) e iniziamo a lavorare sui <strong>contenuti</strong>: i nostri <strong>margini di manovra sono davvero &#8220;esigui&#8221;</strong>. I template non sono certo pensati per farci scrivere pagine e pagine di contenuti. <strong>Ci sono dei blocchi &#8220;fissi&#8221; </strong>in cui è possibile inserire i contenuti e questi blocchi <strong>presentano dei limiti </strong>(ad esempio, i titoli hanno una lunghezza prevista davvero &#8220;minimal&#8221;). Da un certo punto di vista questo <strong>è un bene</strong>, perché i <strong>contenuti sono una delle prime vere difficoltà </strong>per chi vuole pubblicare un sito internet.</p>
<p>Il <strong>percorso</strong>, dalla scelta di usare il servizio alla possibilità di pubblicare il sito, è <strong>talmente veloce</strong> che i più (ci immaginiamo) si fermeranno proprio qui: &#8220;e adesso, cosa scrivo? Come lo scrivo?&#8221;. Laddove l&#8217;automatismo non può essere più d&#8217;aiuto, è necessario rimboccarsi le maniche e <strong>iniziare a dare &#8220;identità&#8221; al sito</strong>: scegliendo le <strong>foto</strong> da pubblicare, scrivendo i <strong>testi</strong>, modificando le <strong>pagine</strong> (perlomeno, quelle che si possono modificare).</p>
<p>Per mestiere, sappiamo cosa scrivere nel nostro sito e quindi procediamo spediti. Pochi click, alcuni ritocchi, il tempo di dormirci sopra ed ecco il nostro sito, in linea. Il risultato? Lo si può vedere all&#8217;indirizzo <a title="www.consigliperiltuosito.it" href="http://www.consigliperiltuosito.it" target="_blank">www.consigliperiltuosito.it</a>, dove è<strong> possibile trovare qualche utile indicazione per chi si è da poco avvicinato alla pubblicazione di un sito internet aziendale.</strong></p>
<p>La piattaforma, a dire il vero, con un po&#8217; di malizia, competenza e attenzione, ci permetterebbe, per certi versi, di <strong>spingerci molto oltre</strong>. Si possono <strong>modificare i fogli di stile</strong> (<span class="domtooltips">CSS<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">questa sigla indica i Cascading Style Sheet, ovvero i “fogli di stile a cascata”: sono le istruzioni che definiscono l'aspetto di uno o più elementi di una pagina web. Correttamente utilizzate, consentono di presentare in maniera accessibile e funzionale i contenuti della pagina.</span></span>), <strong>integrare blocchi di codice</strong>, anche esterni o <strong>inserire title, keyword e description</strong> (sì, esatto, quelle stesse keyword che Google stessa, per voce di Matt Cutts, dice di ignorare bellamente). Per non parlare di tutta <strong>la parte di <span class="domtooltips">e-commerce<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">l'e-commerce, o commercio elettronico, è un sottoinsieme del commercio caratterizzato dalla conclusione tipicamente a distanza del contratto di compravendita, tramite strumenti digitali.</span></span></strong>, che abbiamo sperimentato ma non attivato (per ora).</p>
<p>Dobbiamo dire che nel servizio lamiaimpresaonline.it, <strong>la parte social spicca per la sua assenza</strong>, e ci siamo domandati il perchè (per non &#8220;sovraccaricare&#8221; gli utenti inesperti? O forse perchè Big G cerca di tirare l&#8217;acqua al suo mulino?). Non lo sappiamo, fatto sta che <strong>i <span class="domtooltips">social network<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">i social network (o reti sociali) sono forme di comunicazione in rete basate sulle relazioni sociali che hanno un sito web o un'applicazione come punto di riferimento.</span></span></strong>, ormai <strong>fondamentali </strong>per la buona riuscita di un&#8217;attività online, <strong>non vengono messi a disposizione facilmente </strong>ai neo-titolari di siti web: basterebbe che nella configurazione ci fosse un punto in cui inserire gli indirizzi dei profili Facebook, Twitter, LinkedIn, etc. delle aziende abbinati alle solite icone standard. Chissà, magari in una versione 2.0 &#8230;</p>
<p>Per motivi tecnici, non abbiamo invece approfittato dell&#8217;offerta promozionale relativa all&#8217;attivazione di un<strong> account pubblicitario Google Adwords</strong>. Sì, perchè attivando questo servizio, le imprese italiane possono ottenere un <strong>coupon da 100 euro da spendere in pubblicità</strong>. Non si tratta di un&#8217;offerta da poco e con 100 euro si possono ottenere, nella migliore delle ipotesi, fino a  10.000 visite. In realtà, calcolando un costo a click medio di 20 centesimi, è meglio immaginare di poter ricevere con questa cifra circa 500 visite. Per attivare il servizio<strong>, si ha a disposizione un consulente </strong>e se lo si trova meritevole di ulteriori investimenti, si può continuare da soli o rivolgersi ad una delle <strong>agenzie certificate</strong> che di mestiere &#8220;gestiscono campagne pubblicitarie online&#8221; (tra queste, <a title="Partner Certificato Google Adwords: Axura ha il bollino (e non solo!)" href="http://blog.axura.com/2010/10/partner-certificato-google-adwords-axura-ha-il-bollino-e-non-solo/"><strong>ci siamo anche noi</strong> </a> <img src='http://blog.axura.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>500 visite possono sembrare &#8220;poche&#8221;, ma in alcuni settori bastano <strong>poche visite mirate per poter stabilire contatti </strong>e in ultimo chiudere contratti a volte anche molto importanti. Ben venga quindi anche questa opportunità.</p>
<p>Di questo servizio <strong>ne hanno già parlato </strong>(chi bene e chi male) <strong>in tanti</strong>: molti, probabilmente, <strong>senza provarlo</strong>. A conti fatti, e dopo aver messo le mani &#8220;in pasta&#8221;, possiamo dire che siamo, come agenzia che si occupa di internet in numerose sue sfaccettature, <strong>ben contenti di vedere iniziative di &#8220;alfabetizzazione&#8221; come quella di cui stiamo scrivendo</strong>: già, perché <strong>al di là del ritorno economico</strong> per chi l&#8217;ha organizzata (le cifre dopo l&#8217;iniziale &#8220;gratis&#8221; sono &#8220;a favore dell&#8217;oste&#8221;) c&#8217;è un importante <strong>ritorno in termini di avvicinamento a internet e alle sue potenzialità</strong> per &#8211; possibilmente &#8211; milioni di imprese italiane.</p>
<p>Che questo avvicinamento si traduca in risultati è nelle mani dei singoli imprenditori, che dovranno<strong> interpretare gli strumenti a disposizione e &#8220;impegnarsi&#8221; a farli propri </strong>o ancora, <strong>avvalersi di professionisti</strong> per uno o più aspetti della loro presenza in rete. Di questi imprenditori, qualcuno si troverà &#8220;stretto&#8221; nei panni da grande magazzino offerti con questa iniziativa e cercherà di ottenere per sé e per la sua impresa un abito più sartoriale, distinguendosi sia per presentazione che per servizi offerti.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo sarà a nostro parere il vero grande successo di questo progetto: dopo aver acquisito un minimo di confidenza, <strong>sentire lo stimolo per andare &#8220;oltre&#8221; il prefabbricato</strong>, per <strong>sfruttare davvero al meglio una rete internet</strong> che si rivela sempre più decisiva nelle sorti delle imprese e permette loro se ben impiegata di competere.</p>
<p>In questa maniera anni addietro la Fiat 500 ha messo in moto gli italiani, o ancora, la televisione ci ha insegnato una lingua comune: ecco, questo ci auguriamo che sia il <strong>ruolo di questa importante iniziativa</strong> che rende il web &#8230;  <em>plus facile</em>!</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PGpOYMcuPKc">http://www.youtube.com/watch?v=PGpOYMcuPKc</a></p>
<p>Troviamo particolarmente interessante la descrizione di <a title="Lewmork1 Youtube" href="http://www.youtube.com/user/lewmork1" target="_blank">lewmork1</a> che ci aiuta ad <strong>&#8220;intepretare&#8221; meglio</strong> questo reperto storico della cultura italiana:</p>
<p><em>&#8220;Forse non tutti sanno o si ricordano che, negli anni 80, il bitter della SanPellegrino si chiamava esclusivamente &#8216;SanPellegrino Bitter&#8217;. Ma il nome era troppo lungo e il &#8216;Crodino&#8217; era ormai diventato nome &#8216;comune&#8217; per indicare l&#8217;aperitivo al bar. Fu così che si cercò e trovò un nuovo nome per il prodotto della SanPellegrino. Il risultato fu una semplice contrazione del nome, associato a una pronuncia francese: SanBittèr. A questo venne associata la figura del barista Mario che, nonostante il nome, sapeva pronunciare perfettamente alla francese &#8216;SanBitter, c&#8217;est plus facile!&#8217;.&#8221;</em></p>
<p>Ed ecco <a title="www.consigliperiltuosito.it" href="http://www.consigliperiltuosito.it" target="_blank">consigliperiltuosito.it</a> terminato: che ve ne pare?</p>
<p><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/Home_page.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-503" title="Home_page" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/Home_page-300x234.png" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a name="dettaglicosti"></a><strong>Ulteriori informazioni sui costi del servizio:</strong></p>
<p><em>lamiaimpresaonline.it è gratis per il primo anno: e poi?</em></p>
<p><em> </em><strong>Dopo il primo anno</strong> di offerta, il tuo dominio, il tuo servizio di hosting e la piattaforma di gestione del sito con Paginegialle.it hanno un costo complessivo di <strong>299 euro all&#8217;anno</strong>.<br />
<strong>Se invece hai attivato anche il servizio di ecommerce</strong> per il tuo sito, è <strong>gratuito per i primi tre mesi</strong>, passati i quali avrà un costo di <strong>67,5 euro a trimestre</strong>.</p>
<p><em>Cosa succede quando finisco il credito del coupon Google Adwords?</em></p>
<p>Per poter <strong>pubblicizzare il tuo sito internet su Google</strong>, lamiaimpresaonline.it ti permette di richiedere un <strong>coupon Google Adwords personalizzato dal valore di 100 euro</strong>. Se non viene impostata nessuna data di conclusione della campagna, una volta esaurito il credito, Google ti addebiterà direttamente il costo delle campagne sui mezzi di pagamento specificati all&#8217;apertura dell&#8217;account.<br />
Ricordiamo che è possibile richiedere <strong>solo un coupon Adwords</strong> e verrà concesso solo a coloro che non hanno ancora aperto un account Adwords.</p>
<p><em>Come posso fare per ottenere le cinque spedizioni gratis?</em></p>
<p>Poste Italiane offre <strong>cinque spedizioni gratuite per i primi 500 utenti</strong> che usufruiranno di lamiaimpresaonline.it.<br />
Ricordiamo che <strong>la promozione è valida entro tre mesi dall&#8217;attivazione dello shop online </strong>e si limita a <strong>spedizioni fino a 3 kg.</strong></p>
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		<item>
		<title>Siete dei niubbi e crashate con tanti neologismi? Tranquilli, tutto si può fixare!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 16:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[cloud]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Language for Specific Purposes]]></category>
		<category><![CDATA[LSP]]></category>
		<category><![CDATA[media digitali]]></category>
		<category><![CDATA[nativi digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Neologismi]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti di lusso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.axura.com/?p=470</guid>
		<description><![CDATA[<p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p></p> <p></p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> <p>Stai followando Google? Hai visto cos&#8217;ha twittato?</p> <p>Non ho ancora visto perché ogni volta che cerco di loggarmi il browser crasha&#8230; Spero di riuscire a fixarlo a breve, intanto ho già postato su Facebook l&#8217;ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em></p>
<div id="attachment_472" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><a href="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/Alien-Writing.jpg"><img class="size-medium wp-image-472" title="Alien Writing" src="http://blog.axura.com/wp-content/uploads/2011/05/Alien-Writing-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Aprirsi all&#39;innovazione linguistica dei nuovi media è l&#39;unico modo per potervi partecipare attivamente.</p></div>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Stai followando Google? Hai visto cos&#8217;ha twittato?</em></p>
<p><em>Non ho ancora visto perché ogni volta che cerco di loggarmi il browser crasha&#8230; Spero di riuscire a fixarlo a breve, intanto ho già postato su Facebook l&#8217;ultima news.</em></p>
<p><em>Sì, l&#8217;ho già likeata e sherata. A proposito, ho zippato i testi che ho preparato e te li ho uploadati sul server.</em></p>
<p>Se non avete capito niente della conversazione qui sopra è perché probabilmente siete degli <strong>immigrati digitali</strong>.<span id="more-470"></span></p>
<p>Non preoccupatevi, niente di grave: significa semplicemente che siete <strong>nati prima dell&#8217;avvento delle tecnologie digitali</strong> e, avendole adottate in un secondo tempo, non le avete ancora assimilate del tutto.</p>
<p>La vostra controparte “aggiornata” sono, invece, i <strong>nativi digitali</strong>. Fanno parte di questa categoria di persone coloro che sono <strong>nati sotto il segno delle tecnologie digitali</strong>, elementi che quindi hanno sempre fatto parte della loro vita: vedendo il mondo digitale come qualcosa che “è sempre stato lì” e con cui hanno dovuto confrontarsi tutti i giorni, i nativi digitali ci stanno come pesci nell&#8217;acqua e ne <strong>condividono anche la lingua</strong>.</p>
<p>In questo caso il messaggio per gli immigrati digitali è uno solo: “<em>updatizzatevi</em>”! Forzatura linguistica a parte (non ce ne vogliano gli accademici della crusca), è proprio il caso di dirlo: le<strong> tecnologie digitali crescono ad un ritmo vertiginoso</strong> e se non stiamo al passo rischiamo di <strong>non capirci più niente</strong>.</p>
<p>Non è raro infatti che da un mese all&#8217;altro nascano parecchi servizi digitali assolutamente pionieristici, che portano con loro <strong>innovazioni </strong>non solo <strong>tecnologiche</strong> e <strong>comunicative</strong>, ma anche <strong>linguistiche</strong> (ad esempio “<span class="domtooltips">twittare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">mandare un tweet: "Questa notizia è stata twittata da tutti i giornali nazionali"</span></span>” dal <span class="domtooltips">social network<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">i social network (o reti sociali) sono forme di comunicazione in rete basate sulle relazioni sociali che hanno un sito web o un'applicazione come punto di riferimento.</span></span> Twitter).</p>
<p>Pensiamoci: se è vero che il mondo che ci circonda è il <strong>principale propulsore della lingua</strong> (per intenderci: una parola “nasce” quando si presenta la necessità di denominare qualcosa di esistente), non dobbiamo stupirci che la <a title="Cloud computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing" target="_blank">“cloud”</a> sia un <strong>serbatoio inesauribile di termini nuovi</strong>.</p>
<p>Non pensiamo solo ai <span class="domtooltips">social network<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">i social network (o reti sociali) sono forme di comunicazione in rete basate sulle relazioni sociali che hanno un sito web o un'applicazione come punto di riferimento.</span></span> e ai loro principali utenti (i giovani): relegare questo linguaggio alla la categoria di “slang giovanile” sarebbe riduttivo (oltre che scorretto).</p>
<p>Parliamo più di un <strong>LSP</strong> (<strong>Language for Specific Purposes)</strong>, ovvero, di un <strong>gergo specializzato</strong>. Quali sono le (principali) caratteristiche di un LSP?</p>
<ul>
<li>Viene usato <strong>all&#8217;interno di un settore specifico</strong></li>
<li>Viene <strong>usato dagli esperti </strong>del campo in questione <strong>per distinguersi</strong> da coloro che non ne fanno parte</li>
<li>Coloro che <strong>non appartengono</strong> al settore specifico <strong>non sono in grado di capire</strong> il 	significato ed i contesti di uso del LSP e si vedono “<strong>tagliati 	fuori</strong>”</li>
</ul>
<p>Se avete trovato incomprensibile il dialogo all&#8217;inizio del post, probabilmente vi ritroverete in questi punti.</p>
<p>Pensando proprio agli immigrati digitali, abbiamo messo insieme alcuni <strong>neologismi relativi al mondo digitale</strong>: ve li proponiamo qui di seguito accompagnati dalla traduzione all&#8217;italiano (o dalla loro definizione) e con un esempio di contesto d&#8217;uso:</p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Backuppare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa creare una copia di riserva (effettuare il backup). Esempio: "Hai backuppato l'hard disk?"</span></span></strong> = Creare una copia di riserva</li>
</ul>
<p><em>Hai backuppato l&#8217;hard disk?</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Bannare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">eliminare, escludere, cancellare, tipicamente da una community, forum, etc. Esempio: "E' stato bannato dalla community dopo aver lasciato parecchi messaggi offensivi"</span></span></strong> = Eliminare, escludere, cancellare</li>
</ul>
<p><em>E&#8217; stato bannato dalla community dopo aver lasciato parecchi messaggi offensivi</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Bypassare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">Aggirare: "Sono riusciti a rubare i dati perché hanno bypassato i controlli"</span></span> </strong>= 	Aggirare</li>
</ul>
<p><em>Sono riusciti a rubare i dati perché hanno bypassato i controlli</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Cliccare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">fare click con il mouse su un elemento: "Per entrare nella pagina devi cliccare sul bottone “entra”"</span></span></strong> = Fare click con il mouse su un elemento</li>
</ul>
<p><em>Per entrare nella pagina devi <span class="domtooltips">cliccare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">fare click con il mouse su un elemento: "Per entrare nella pagina devi cliccare sul bottone “entra”"</span></span> sul bottone “entra”</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Craccare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">raggirare i sistemi di sicurezza: "Sono sempre di più le persone che cercano un modo per craccare il loro iPhone"</span></span></strong> = Raggirare i sistemi di sicurezza</li>
</ul>
<p><em>Sono sempre di più le persone che cercano un modo per <span class="domtooltips">craccare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">raggirare i sistemi di sicurezza: "Sono sempre di più le persone che cercano un modo per craccare il loro iPhone"</span></span> il loro iPhone</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Crashare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">si usa questo verbo per indicare un blocco del sistema: "Ogni volta che cerco di aprire questo file, Firefox crasha. Proverò ad aprirlo con Chrome"</span></span></strong> = Blocco del sistema</li>
</ul>
<p><em>Ogni volta che cerco di aprire questo file, Firefox crasha. Proverò ad aprirlo con Chrome</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Customizzare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa personalizzare (una pagina, un profilo, etc.). Esempio: "Devi customizzare la tua pagina di Twitter se non vuoi sembrare un nubbio"</span></span></strong> = Personalizzare</li>
</ul>
<p><em>Devi <span class="domtooltips">customizzare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa personalizzare (una pagina, un profilo, etc.). Esempio: "Devi customizzare la tua pagina di Twitter se non vuoi sembrare un nubbio"</span></span> la tua pagina di Twitter se non vuoi sembrare un nubbio</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Debuggare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa eliminare gli errori da un programma: "Devo debuggare la pagina di registrazione perché non sta funzionando"</span></span></strong> = 	Eliminare gli errori da un programma</li>
</ul>
<p><em>Devo <span class="domtooltips">debuggare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa eliminare gli errori da un programma: "Devo debuggare la pagina di registrazione perché non sta funzionando"</span></span> la pagina di registrazione perché non sta funzionando</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Embeddare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa inserire un video (tipicamente in un blog) utilizzando il codice "embed": "Nel post relativo ai neologismi potremmo embeddare un video relativo al Newspeak di Orwell"</span></span></strong> = 	Inserire un video (tipicamente in un blog) utilizzando il codice 	&#8220;embed&#8221;</li>
</ul>
<p><em>Nel post relativo ai neologismi potremmo <span class="domtooltips">embeddare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa inserire un video (tipicamente in un blog) utilizzando il codice "embed": "Nel post relativo ai neologismi potremmo embeddare un video relativo al Newspeak di Orwell"</span></span> un video sul Newspeak di Orwell</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Fixare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">aggiustare: "Non riesco a caricare le foto nel gestionale, è un problema che abbiamo da tanto e che non abbiamo ancora fixato"</span></span></strong> = Aggiustare</li>
</ul>
<p><em>Non riesco a caricare le foto nel gestionale, è un problema che abbiamo da tanto e che non abbiamo ancora fixato</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Flaggare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">contrassegnare (tipicamente una casella): "Se vuoi ricevere la newsletter devi flaggare la casella"</span></span></strong> = Contrassegnare (tipicamente una casella)</li>
</ul>
<p><em>Se vuoi ricevere la newsletter devi <span class="domtooltips">flaggare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">contrassegnare (tipicamente una casella): "Se vuoi ricevere la newsletter devi flaggare la casella"</span></span> la casella</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Followare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">seguire (tipicamente riferito a Twitter): "Smashing Magazine ha dei contenuti molto interessanti. Comincerò a followarlo su Twitter"</span></span></strong> = Seguire (tipicamente riferito a Twitter)</li>
</ul>
<p><em>Smashing Magazine ha dei contenuti molto interessanti. Comincerò a followarlo su Twitter</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Formattare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa preparare una memoria, tipicamente un disco fisso, per la lettura di dati secondo una certa convenzione: "Il mio computer va lentissimo, temo ci sia un virus; lo formatterò domani"</span></span></strong> = preparare una memoria, tipicamente un disco fisso, per la lettura di dati secondo una certa convenzione</li>
</ul>
<p><em>Il mio computer va lentissimo, temo ci sia un virus; lo formatterò domani</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Immigrato digitale<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">con questo termine si indica una persona cresciuta prima delle tecnologie digitali che ha adottato in un secondo tempo. Esempio: "Mia zia è la tipica immigrata digitale: ci ho messo un'ora a farle capire come usare la sua videocamera nuova"</span></span></strong> = Persona cresciuta prima delle tecnologie digitali che ha 	adottato in un secondo tempo</li>
</ul>
<p><em>Mia zia è la tipica immigrata digitale: ci ho messo un&#8217;ora a farle capire come usare la sua videocamera nuova</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Likeare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">scritto anche "likare", significa mettere "mi piace" a un elemento (tipicamente su Facebook). Esempio: "Ho likeato tutti gli elementi della pagina Facebook di Google"</span></span></strong> = Mettere “mi piace” ad un elemento (usato tipicamente in 	Facebook)</li>
</ul>
<p><em>Ho likeato tutti gli elementi della pagina Facebook di Google</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Linkare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">inserire un link che rimanda a una determinata pagina: "Nel post su Google Shopping e Google Panda voglio linkare un articolo di Tagliaerbe"</span></span></strong> = Inserire un link che rimanda ad una determinata pagina</li>
</ul>
<p><em>Nel post su Google Shopping e Google Panda voglio <span class="domtooltips">linkare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">inserire un link che rimanda a una determinata pagina: "Nel post su Google Shopping e Google Panda voglio linkare un articolo di Tagliaerbe"</span></span> un articolo di Tagliaerbe</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Loggare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa effettuare il login: "Devi loggarti altrimenti non posso vederti nella chat"</span></span></strong> = Effettuare il login</li>
</ul>
<p><em>Devi loggarti altrimenti non posso vederti nella chat</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Matchare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa far coincidere: "Puoi far matchare questi due record?"</span></span></strong> = Far coincidere</li>
</ul>
<p><em>Puoi far <span class="domtooltips">matchare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa far coincidere: "Puoi far matchare questi due record?"</span></span> questi due record?</em></p>
<ul>
<li><strong>Nativo 	digitale</strong> = Persona che è cresciuta con le tecnologie digitali</li>
</ul>
<p><em>I ragazzini di oggi prendono in mano uno smartphone e dopo due minuti sanno già usarlo perfettamente: sono dei veri nativi digitali</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Newbie / Nubbio<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">Neofita della rete: "Mia sorella ha appena cominciato ad usare Twitter e sbaglia tutti gli hashtag. Che nubbia!"
</span></span> </strong>= Neofita della rete</li>
</ul>
<p><em>Mia sorella ha appena cominciato ad usare Twitter e sbaglia tutti gli hashtag. Che nubbia!</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Postare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">pubblicare online (tipicamente riferito ai blog): "Hai postato qualcosa di nuovo sul blog?"</span></span></strong> = Pubblicare online (tipicamente riferito ai blog)</li>
</ul>
<p><em>Hai postato qualcosa di nuovo sul blog?</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Renderizzare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">effettuare l'operazione di rendering: "devo renderizzare questo progetto per domani"</span></span></strong> = Effettuare l&#8217;operazione di rendering</li>
</ul>
<p><em>Devo <span class="domtooltips">renderizzare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">effettuare l'operazione di rendering: "devo renderizzare questo progetto per domani"</span></span> questo progetto per domani</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Resettare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">reimpostare: "Il pc ha crashato, devo resettarlo"</span></span></strong> = Reimpostare</li>
</ul>
<p><em>Il pc ha crashato, devo resettarlo</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Scrollare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">effettuare lo scroll con il mouse: "Quando si scrive per il web le prime righe devono contenere il contenuto principale del messaggio, altrimenti difficilmente le persone si prenderanno la briga di scrollare per leggere oltre"</span></span></strong> = Effettuare lo scroll con il mouse</li>
</ul>
<p><em>Quando si scrive per il web le prime righe devono contenere il contenuto principale del messaggio, altrimenti difficilmente le persone si prenderanno la briga di <span class="domtooltips">scrollare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">effettuare lo scroll con il mouse: "Quando si scrive per il web le prime righe devono contenere il contenuto principale del messaggio, altrimenti difficilmente le persone si prenderanno la briga di scrollare per leggere oltre"</span></span> per leggere oltre</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Sherare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">scritto anche "scerare", significa condividere: "Ho preparato un Google Doc e te l'ho scherato"</span></span> (scerare)</strong> = Condividere</li>
</ul>
<p><em>Ho preparato un Google Doc e te l&#8217;ho scerato</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Spammare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">praticare lo spam: "Quest'agenzia non ha fatto altro che spammare la sua campagna pubblicitaria"</span></span></strong> = 	Praticare lo spam</li>
</ul>
<p><em>Quest&#8217;agenzia non ha fatto altro che <span class="domtooltips">spammare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">praticare lo spam: "Quest'agenzia non ha fatto altro che spammare la sua campagna pubblicitaria"</span></span> la sua campagna pubblicitaria</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Switchare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">passare da un elemento all'altro: "Non funziona la connessione internet, ma ne abbiamo due quindi posso switchare sull'altra"</span></span></strong> = 	Passare da un elemento ad un altro</li>
</ul>
<p><em>Non funziona la connessione internet, ma ne abbiamo due quindi posso <span class="domtooltips">switchare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">passare da un elemento all'altro: "Non funziona la connessione internet, ma ne abbiamo due quindi posso switchare sull'altra"</span></span> sull&#8217;altra</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Taggare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa "etichettare" ed ha una doppia accezione. La prima si applica tipicamente alle foto in Facebook, l'altra alle tag che vengono assegnate ad un post all'interno di un blog. Esempio: "Ho saputo che sei andato al meeting perché ti hanno taggato nelle foto dell'evento"; "Ricordati di taggare il post prima di pubblicarlo"</span></span></strong> = Etichettare (tipicamente usato per le foto in Facebook), oppure per indicare le tag che vengono assegnate ad un post all’interno di un blog</li>
</ul>
<p><em>1. Ho saputo che sei andato al meeting perché ti hanno taggato nelle foto dell&#8217;evento</em></p>
<p><em>2. Ricordati di <span class="domtooltips">taggare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">significa "etichettare" ed ha una doppia accezione. La prima si applica tipicamente alle foto in Facebook, l'altra alle tag che vengono assegnate ad un post all'interno di un blog. Esempio: "Ho saputo che sei andato al meeting perché ti hanno taggato nelle foto dell'evento"; "Ricordati di taggare il post prima di pubblicarlo"</span></span> il post prima di pubblicarlo</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Twittare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">mandare un tweet: "Questa notizia è stata twittata da tutti i giornali nazionali"</span></span></strong> = Mandare un tweet</li>
</ul>
<p><em>Questa notizia è stata twittata da tutti i quotidiani nazionali</em></p>
<ul>
<li><strong>Uploadare/ Uppare</strong> = Caricare, eseguire l&#8217;upload</li>
</ul>
<p><em>Non riesco ad uploadare il file al server. Non ti preoccupare, cerco di upparlo io</em></p>
<ul>
<li><strong><span class="domtooltips">Zippare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">comprimere un o più file: "Non riesco a mandarti le foto via mail, sono troppo pesanti. Adesso le zippo e riprovo"</span></span></strong> = Comprimere uno o più file</li>
</ul>
<p><em>Non riesco a mandarti le foto via mail, sono troppo pesanti. Adesso le zippo e riprovo</em></p>
<p>E&#8217; evidente quale sia il <strong>denominatore comune </strong>di tutti questi neologismi: la <strong>lingua inglese</strong>.</p>
<p>Ma come potrebbe essere altrimenti quando la maggior parte dei concetti e delle innovazioni sono made in USA? Senza contare la straordinaria capacità dell&#8217;inglese di essere <strong>efficace e diretto in un numero minimo di lettere</strong> (tag → mettere un&#8217;etichetta / etichettare).</p>
<p>Nel caso non fosse già abbastanza chiaro, è arrivato Twitter a dimostrarlo: la <strong>brevità</strong> e il <strong>poter usare un numero minimo di parole</strong> è quasi una <strong>necessità</strong> nel mondo digitale, caratterizzato dall’<strong>immediatezza</strong> e dalla <strong>velocità</strong> nel <strong>pubblicare ed assimilare le informazioni.</strong></p>
<p>Ciò non toglie che l&#8217;italiano, rispetto ad altre lingue molto più “patriottiche”, ha una particolare <strong>predilezione</strong> (o una particolare pigrizia?) per i <strong>prestiti di lusso</strong>, ovvero quei concetti che hanno già un significante nella lingua A ma che vengono comunque espressi attraverso un termine di una lingua B (in questo senso, “<span class="domtooltips">sherare<span class="domtooltips_tooltip" style="display: none">scritto anche "scerare", significa condividere: "Ho preparato un Google Doc e te l'ho scherato"</span></span>” potrebbe essere sostituito per “condividere”).</p>
<p>Su questo punto ci sono scuole di pensiero divergenti: alcuni sostengono che questi <strong>neologismi</strong> porteranno alla <strong>“morte” della lingua </strong>di Dante, altri invece sostengono invece che <strong>rappresentino il futuro</strong>.</p>
<p>La verità, come sempre, sta nel mezzo: ciò nonostante, i più “conservatori” devono arrendersi all&#8217;idea che la<strong> lingua è un&#8217;entità viva, pulsante</strong>, e come tale, <strong>evolversi</strong> è il suo passatempo preferito. Il segreto allora sta nel vedere questi <strong>neologismi</strong> non come un nemico da combattere, ma come <strong>“amici” con cui “allearsi”</strong>.</p>
<p>Da che mondo è mondo, l<strong>&#8216;integrazione</strong>, se portata avanti nel modo giusto, ha sempre prodotto <strong>risultati positivi</strong>, capaci di <strong>arricchire tutte le parti in gioco</strong>.</p>
<p>Pertanto, per poter <strong>stare al passo coi tempi</strong> e con tutti i servizi e i mezzi di comunicazione digitali che abbiamo a disposizione (e quelli che verranno) è necessario “<strong>fare spazio</strong>” ai nuovi arrivati e “<strong>farli nostri</strong>”. <strong>Aprirsi all&#8217;innovazione linguistica</strong> dei nuovi media è l&#8217;unico modo per <strong>potervi partecipare attivamente</strong>.</p>
<p>Arrivati a questo punto, “<em>you know the drill</em>”: se vi è piaciuto questo post, <em>ripostatelo, likeatelo, sharatelo, twittatelo, linkatelo</em>, insomma&#8230; <em>Be social, be digital</em>! <img src='http://blog.axura.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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