Dal product placement al native advertising: appunti sui nuovi equilibri nel rapporto tra marche e persone

Brand tattoo: quando la body art ti traforma in una pubblicità ambulante (fonte immagine: http://goo.gl/pWa7NT)
Brand tattoo: quando la body art ti traforma in una pubblicità ambulante (fonte immagine: http://goo.gl/pWa7NT)

Anno 2012, mica poi tanto tempo fa: in quel del quartiere generale di Facebook, decidono di condurre un esperimento, utilizzando come cavie 700.000 utenti. Cavie consapevoli e volontarie per carità, per quanto lo si possa essere nel momento in cui si mette una spunta online a delle condizioni contrattuali che tipicamente nessuno legge, in cui cui si concede il diritto al social network in blu di Menlo Park di condurre questi esperimenti. Già, se siamo su Facebook, abbiamo acconsentito anche noi.

Questi (in verità quasi) 700.000 utenti sono stati salomonicamente divisi a metà e a ciascun gruppo è stato mostrato un flusso di notizie “selezionato”: in un caso venivano rimosse dal flusso le notizie più tristi e deprimenti, nell’altro quelle più allegre e spensierate. Risultato? Già, proprio quello che ci si attende: chi era esposto a maggior tristezza tendeva a condividere post più tristi e viceversa, chi era esposto a notizie più spensierate tendeva ad allinearsi con questo trend.

Ma allora siamo davvero così influenzabili?continua a leggere »

Cosa trovi se ti cerchi su Google? Appunti e spunti per migliorare il tuo personal branding con Linkedin

(Fonte immagine: http://goo.gl/7dELQg)
(Fonte immagine: http://goo.gl/7dELQg)

Qui sul nostro blog abbiamo parlato più di una volta dei servizi che Linkedin offre alle imprese, prima con le Pagine Aziendali e, poco tempo fa, con le Pagine Vetrina. Ma se è vero che le aziende in primis sono persone, e se è altrettanto vero che ormai i singoli individui sono sempre più “pubblici” grazie alla (o a causa della) rete, allora è il caso di dare un’occhiata anche ai profili personali di Linkedin.continua a leggere »

Real Time Marketing: non è solo un mordi e fuggi!

Come Suarez vede Chiellini
Una delle tantissime reazioni al morso di Suarez a Chiellini (fonte: finedininglovers.it)

Partiamo da un esempio che abbiamo sotto gli occhi, fresco fresco: tutti i giornali e telegiornali in qualche modo ne hanno parlato, in quel che è un tipico esempio di “meta-notizia”. Si tratta della “reazione della rete” all’ormai celeberrimo morso di Suarez al nostro compatriota Chiellini.

Già, la reazione della rete: istantanea e massiccia, è un vero e proprio fiume in piena di contenuti, scatenato e travolgente, ma soprattutto, sempre meno da leggere e sempre più da guadare. Complici la crescente diffusione di strumenti di fotoritocco facili da usare e l’aumento di persone capaci di impiegarli creativamente, nello scorrere di commenti e reazioni emergono sempre più spesso vere e proprie icone, che riducono l’evento originale ad un pretesto, un’occasione. Per fare cosa, ci si può chiedere?

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Generazione YouTube: cara TV, tra serie e video online non ci servi (quasi) più

La TV: ebbene sì, una volta ne avevamo solo una per famiglia! (fonte immagine: http://goo.gl/sIJ6RD)
La TV: ebbene sì, una volta ne avevamo solo una per famiglia! (fonte immagine: http://goo.gl/sIJ6RD)

“Sta scherzando, ti prende in giro. Nessuno ha due televisioni“.

Avete riconosciuto la citazione? Se avete detto “Ritorno al Futuro” avete indovinato: a dirla è la madre di Lorraine quando Marty, catapultato negli anni ‘50, svela ad un suo giovanissimo “futuro zio”, emozionato per l’arrivo della prima TV, di averne ben due a casa propria.

E’ impressionante pensare a quanto sia cambiata la situazione: non parlo solo del numero di TV per famiglia, che è facilmente quadruplicato nel corso degli anni, ma faccio riferimento anche alla nascita di nuovi modi di vivere il mezzo video che hanno reso l’amato televisore un apparecchio ormai obsoleto ed i classici programmi TV pura preistoria.

Pensiamo a YouTube e a come sia ormai l’unica fonte di fruizione e creazione di video  soprattutto tra i più giovani (secondo dati recenti il 34% dei giovani tra 18 e 34 anni non guarda la TV ma solo video online) o alle serie TV che hanno praticamente annientato il cinema così come lo conoscevamo: la reltà di cui parliamo cambia a ritmi vertiginosi ed è in continua evoluzione, vale quindi la pena analizzarla più a fondo.continua a leggere »

Content curation: dal personal branding all’identità aziendale, ecco quando i contenuti si trasformano in valore

content-curationQualche settimana fa abbiamo parlato delle – come le abbiamo chiamate noi – “fabbriche di emozioni” e, nel farlo, siamo finiti anche a parlare, seppur superficialmente, di content curation.

Ci siamo chiesti se il concetto di content curation fosse però veramente chiaro e, siccome lo riteniamo anche un argomento meritevole di maggior attenzione, abbiamo deciso di approfondirlo (o almeno di provarci!).

Se quindi vi state chiedendo cosa sia  la content curation, perché è importante e quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione, cercheremo di darvi una risposta e fare luce sull’argomento.continua a leggere »